Calato il polverone del GP di Motegi che ha visto Marc conquistare il titolo e Pecco riconquistare la competitività, il podio di Joan Mir assume ora i contorni di un giro di boa dopo anni difficili e poveri di soddisfazioni, per sé e per la Honda. Il campione del mondo spagnolo però non si fa illusioni e va sul cauto, il potenziale c'è e rispetto al passato i passi avanti sono stati fatti e sono evidenti, ma il lavoro all'orizzonte è ancora molto per poter raggiungere le case rivali.
La differenza forse la fa ora la consapevolezza che il risultato possa ripetersi, nelle giuste condizioni. Il circuito Indonesiano metterà a dura prova gli assetti delle moto ed è difficile fare previsioni, ma ora che la luce in fondo al tunnel è stata raggiunta, le possibilità che la casa giapponese torni a sognare più spesso si fanno ancora più concrete.
Il podio di Motegi è stato il culmine dei tuoi sforzi e di quelli di Honda dopo due anni difficili.
"E' stato un momento speciale per noi - commenta Joan Mir - un piccolo passo dopo l'altro stiamo raggiungendo il nostro obiettivo dopo un viaggio difficile senza ottenere soddisfazioni. Già in passato verso metà stagione sentivo di avere un pacchetto che mi avrebbe permesso di ottenere dei buoni risultati ma per le ragioni più disparate in gara non succedeva, o per errori di altri, o per problemi tecnici o per altri motivi. Motegi quindi è stato sicuramente il momento giusto per iniziare a farlo".
Quest'anno abbiamo visto anche una vittoria di Zarco, ma si è trattato sempre di casi. Questo podio invece sembra essere arrivato come risultato di un percorso.
"Si è questa la sensazione. Perchè è un risultato che è arrivato non per errori di altri, eravamo tra i tre più veloci e così abbiamo finito. Quindi è sicuramente un risultato frutto del lavoro di sviluppo, e che possiamo ripeterci".
Pensi che qui in Indonesia ci sarà la possibilità di ripetersi?
"Non so se sarà qui o altrove, ma non vedo il motivo per cui non possa succedere. In Giappone abbiamo dimostrato che siamo i grado di mettere assieme un buon risultato, però qui a Mandalika troveremo un tracciato molto diverso. Ammetto che non è il mio tracciato preferito ma penso che ora abbiamo una moto competitiva e non vediamo l'ora di metterci alla prova. Penso che rispetto al passato ora non ci sia nulla che non possiamo fare, abbiamo un pacchetto completamente diverso. Ora mi permette di sentirmi competitivo in punti in cui in passato non riuscivo ad esserlo. E' chiaro che il weekend resta un punto interrogativo, difficile fare previsioni adesso. Cercheremo di iniziare bene il weekend nei primi turni di libere, evitando di fare casini sprecando il venerdì".
Quale sarà ora il focus su cui vi concentrerete per continuare a migliorare nella giusta direzione e per poter lottare coi piloti di vertice?
"Non posso indicare un solo aspetto, ma la base ora funziona, sia in termini di aerodinamica che di telaio mentre prima avevamo alcune lacune. Ora dobbiamo lavorare per proseguire nella direzione che ci permetta di sfruttare questo pacchetto al meglio, abbiamo lavorato sulla forcella e sulla configurazione del motore, nel complesso abbiamo cambiato un paio di cose che ha reso la moto molto più guidabile ora".
Quali sono le tue aspettative per il futuro?
"Non dico che lotteremo per il podio in tutte le gare perchè è complicato, ma per me sarà importante mantenere questa costanza. L'obiettivo è quello di trovare una spirale positiva che mi permetta di chiudere bene la stagione, in modo da poter iniziare bene quella successiva con qualche altra miglioria".
La settimana scorsa hai dichiarato che spesso si viene considerati solo per l'ultimo risultato. Dopo questo podio avverti più aspettative su di te, com'è cambiata l'aria nel box?
"So come funziona questo mondo, quindi non sento più pressione che nella scorsa gara. Quando le cose vanno bene le aspettative sono sempre alte è chiaro, ed anche le critiche diventano più buone. Invece quando qualcosa non funziona e le cose vanno male, anche se non è colpa del pilota, è sempre più facile colpire lui".