Se c'è una persona che conosce bene Marc Marquez, quello è Alberto Puig. Uomo chiave del team HRC, si è potuto godere i momenti gloriosi del catalano tra le fila del team giapponese, ma anche il suo crollo avvenuto dopo l'infortunio di Jerez 2020 e che in seguito lo ha spinto a decidere di interormpere una collaborazione con la Casa dell'Ala Dorata iniziata nel 2013 per passare alla Ducati.
Presente sotto il podio di Motegi domenica pomeriggio per celebrare il terzo posto di uno degli attuali portacolori della squadra Joan Mir, il manager non ha potuto che ammirare con emozione, la festa per il suo ex pilota, secondo di giornata e vincitore di un nono Mondiale arrivato dopo tanta sofferenza.
“La verità è che è difficile da spiegare, soprattutto quando hai vissuto al suo fianco per così tanto tempo. Ho trascorso molti anni belli con lui, ma anche quelli brutti. Lui sa quanto mi sono impegnato per la sua vicenda fisica - le sue parole ad AS - Questo ritorno al titolo è incredibile. E lo è per come è andato tutto il processo, tra l'incidente, gli interventi chirurgici, le prestazioni non ottimali della moto, l'addio al marchio di tutta la sua vita per andare in una squadra non ufficiale, con l'obiettivo di cercare ciò che voleva. Per me è una delle grandi pietre miliari nella storia di questo sport. Cinque anni senza vincere in uno sport così complicato e poi farcela di nuovo è degno di nota. Marc merita di essere ricordato come uno dei più grandi".
Citato dallo stesso ducatista come una delle sue ispirazioni assieme a Doohan e Nadal, il 58enne ha affermato non senza imbarazzo: "Io non sono né Mick, né Rafa, neanche lontanamente, tuttavia, pur avendo sofferto molto fisicamente, ho sempre cercato di vedere il lato positivo e di non mollare. Alla fine, nella vita, chi resiste vince. Credo che questo tema al centro delle nostre conversazioni gli sia rimasto impresso".
Infine, alla domanda provocatoria se non fosse bello rivedere Marc in sella alla RC213V magari nel 2027 dopo aver lasciato il segno per la decima volta con Ducati, ha replicato: "Sarebbe un sogno, qualcosa di speciale, ma bisogna tenere conto dell'età e di molte altre cose. Pensarci ora è assurdo, però non lo escludo. Come concetto è bellissimo, ma è difficile immaginarlo ora".