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Quartararo: "Il passo c'è, ma per i primi sei giri, gli altri hanno margine"

"Quando io sono al limite, i rivali ne hanno ancora, però sono contento di essere entrato subito in Q2 perché al sabato non è facile passare. Il nuovo scarico? L'ho provato per meno di un giro"

MotoGP: Quartararo: "Il passo c'è, ma per i primi sei giri, gli altri hanno margine"

Dopo essere partito a rallentatore con un incolore 16esimo tempo, Fabio Quartararo ha raddrizzato il suo venerdì di Motegi riprendendosi al momento opportuno, ovvero nelle pre-qualifiche, quando ha firmato un ottavo crono che lo terrà al riparo dal giocarsi il Q2 domani.

“Le condizioni della pista non sono state malvagie, specialmente perché stamane non ho voluto montare la media posteriore, che era la mescola corretta e come tutti ho montato la soft e la hard. Nel pomeriggio, ugualmente è andata bene. Quindi tutto ok sotto quell’aspetto”, le sue parole a caldo.

Contento dal riscontro finale, El Diablo ha tuttavia evidenziato alcuni difetti della sua moto che potrebbero metterlo in difficoltà sulla distanza. “Sono felice di essere entrato subito nella seconda fase, perché al sabato è più complesso, ma le prove libere non mi hanno completamente soddisfatto - il suo commento - Per quanto concerne il passo, non è male, però per i primi 6 giri. Se io vado sempre al massimo, gli altri, come ad esempio Bezzecchi hanno del margine. Di conseguenza quando arriva la velocità io sono già al limite ed è costantemente così. Nel complesso non siamo messi benissimo, ma è quello che è”.

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Per l’occasione Yamaha ha portato un nuovo scarico che il francese ha potuto saggiare soltanto per pochi chilometri.  “Ho avuto un problema sulla mia M1, per cui non è stato possibile tenerlo. Di fatto ho compiuto meno di un giro con il pezzo aggiornato e poi sono tornato a quello standard”, ha spiegato.

Parlando infine della nuova gomma anteriore comparata con la media ha dichiarato: A mio avviso garantisce un po’ meno grip ai margini, quindi da questo punto di vista la media è migliore, invece come stabilità e in scia si comporta più o meno nella stessa maniera”.

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Chiara Rainis