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Aldeguer: “Vincere? In Austria c’ero vicino, ma non è il mio primo obiettivo”

“Balaton sarà una bella occasione per un debuttante, ma sono qui per imparare e devo restare calmo. L’incoscienza del rookie? Ad Austin sì, ma non in Austria. È stata una gara quasi perfetta e avevo tutto sotto controllo”

MotoGP: Aldeguer: “Vincere? In Austria c’ero vicino, ma non è il mio primo obiettivo”

Dopo aver messo in archivio il suo miglior risultato in MotoGP con il secondo posto conquistato lo scorso fine settimana al Red Bull Ring, Fermin Aldeguer avrà subito una nuova occasione per confermarsi nella lotta al vertice della classe regina. Il ritorno del Motomondiale in Ungheria offrirà infatti al rookie del team Gresini una bella possibilità per puntare nuovamente al podio e provare magari anche a sognare la vittoria sul tracciato di Balaton Park. La nuova aggiunta al calendario della MotoGP, che Aldeguer ha già avuto modo di provare durante un test con le moto stradali organizzato sul finire della sosta estiva. 

“Sono venuto qui con tutti gli altri piloti Ducati per girare con la Panigale. La prima impressione è stata strana, trattandosi di una nuova pista che non avevamo mai visto prima. Ma quando inizi a girare diventa un tracciato familiare, perché lo stile di guida si adatta molto rapidamente: siamo piloti di MotoGP e dobbiamo adattare ogni volta il nostro stile alla situazione. Il test è stato molto positivo e sono contento di avere punti di riferimento”, ha affermato il giovane spagnolo in conferenza stampa. 

Interrogato su quali altri circuiti somigli il tracciato ungherese, Fermin ha risposto: Le staccate potrebbero ricordare un po’ quelle dell’Austria, anche se le curve sono un po’ diverse perché al Red Bull Ring sono a 90° mentre qui hanno un po’ più di percorrenza. È difficile dire a quale pista somigli. È un po’ un mix e la prima parte del tracciato, che è veloce, ricorda forse un po’ la pista dell’Indonesia”.

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Jorge Martin è stato l’ultimo debuttante nel 2021 a conquistare un successo nella sua stagione d’esordio in MotoGP. Un obiettivo che sembra essere alla portata del 20enne murciano, dopo quanto ha mostrato nel GP a Spielberg, e che potrebbe concretizzarsi proprio su una pista inedita come quella di Balaton.

“Spero che la vittoria arrivi presto. In Austria c’ero molto vicino, ma non è il mio primo obiettivo: voglio continuare a imparare. Ogni volta sono sempre più vicino ai primi, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Sicuramente, questo tracciato sarà comunque una bella occasione per un pilota esordiente, perché siamo tutti nelle stesse condizioni e arrivo qui dopo un buon risultato, con una buona mentalità e qualche vantaggio derivante dal test - ha osservato il portacolori del team Gresini - Ovviamente si deve approfittare dello slancio di buoni momenti come l’Austria e soprattutto dell’energia positiva e delle buone sensazioni che ne conseguono, ma bisogna anche mantenere la calma”.

Avendo avuto modo di vedere in azione tutti i piloti della truppa Ducati, è stato chiesto ad Aldeguer quale potrebbe essere quello da battere questo fine settimana“Non ricordo chi sia stato il più veloce - ha risposto ridendo - Non ero concentrato sui tempi. È pur vero che quando sei in pista con i tuoi rivali guardi tutti i tempi sul giro, ma con la MotoGP sarà diverso. Quindi vedremo cosa accadrà questo weekend”.

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Uno dei nodi da sciogliere questo weekend sarà anche quello relativo alla pericolosità della partenza e delle prime due curve di Balaton, che possono rappresentare un punto critico alla luce del maxi incidente che si è verificato in occasione del Round della Superbike.

“Quando hai una prima curva come quella che c’è qui e una seconda ravvicinata e lenta è sicuramente difficile mantenere la posizione - ha osservato il ducatista - È importante stare nelle prime posizioni, per essere più tranquilli”. 

Tornando a pensare alla sua prestazione al Red Bull Ring, Fermin ha ammesso di aver sperimentato una sorta di trance agonistica, come quella di cui parlava tempo fa anche Dani Pedrosa.

“Sì, quando ho detto a DAZN che non ricordavo nemmeno cosa fosse successo, mi riferivo un po’ a questa sensazione che tutto venisse da sé - ha spiegato - Potevo sorpassare e spingere, tutto quello che tutto quello che facevo mi riusciva, quindi sì, ero un po’ ‘nel flusso’”.

La bella prova del 20enne non ha lasciato indifferente nemmeno il suo compagno di squadra Alex Marquez, che l’ha trovata una gara sensazionale, dettata anche un po’ l’incoscienza tipica di un rookie.

Ad Austin sì, in Austria era tutto abbastanza sotto controllo. Ero in quello stato in cui tutto andava per il verso giusto, non ho mai commesso un errore in alcun momento. A parte nel tentativo di sorpasso a Pedro, in cui sono andato un po’ lungo, è stata una gara quasi perfetta. Essendo un esordiente, non devo pensare a campionato, ai punti, o altro, ma avevo tutto abbastanza sotto controllo. È chiaro che devo ancora trovare il limite della moto in alcuni punti, commetto ancora degli errori. Si impara qualcosa ad ogni gara, ma è pur vero che l’esperienza che ho maturato in questa prima parte della stagione è stata molto rapida, quindi non ho ancora proprio tutto sotto controllo, ma la maggior parte delle cose sì” ha commentato Aldeguer, prima di parlare più nello specifico del suo percorso di apprendimento: “Credo di dover sfruttare meglio la gomma nuova, in situazioni come la gara scorsa in cui partivo da una buona posizione in griglia, come la sesta, e dovrei trarre vantaggio dalle gomme per non essere nono o decimo al primo giro. Ma penso sia solo questione di gare. A volte avrei potuto spingermi più al limite, ma perché perdere una gara al primo giro, se so di avere ancora molto da dare? Ci sono momenti in cui bisogna mostrare i denti, ma finora non ne abbiamo avuto bisogno perché l’obiettivo è quello di continuare a imparare e di fare più giri possibili con la moto: cadere alla prima curva non servirebbe a niente”.

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Daniela Piazza