A tre gare dal termine di una stagione difficile, in una intervista a MotoGP.com Alberto Puig racconta il team Honda HRC attraverso la propria prospettiva privilegiata. E' stato un campionato sofferto, con il saluto di Marc Marquez a fare da giro di boa e con la conseguente necessità di ritrovare il proprio equilibrio ed una propria direzione, con l'obiettivo di tornare a vincere come si addice ad una casa con una tale storia motociclistica alle spalle. Alcune pedine iniziano a muoversi, con l'arrivo di nuovi collaudatori come Aleix Espargarò ed un nuovo direttore tecnico come Romano Albesiano, il futuro della casa giapponese sembra aver imboccato una direzione precisa ma con l'intento di mantenere intatta la propria filosofia senza rivoluzionare il proprio Dna.
"Honda è sempre stato un team vincente - racconta Puig - siamo abituati a vincere, ma a volte bisogna attraversare momenti difficili e questo è ciò che stiamo vivendo ora. Lo spirito di Honda è quello di non arrendersi, le corse sono nel nostro DNA da anni e non abbandoneremo mai lo spirito delle corse, quindi l'obiettivo è di tornare a vincere".
Il team manager passa poi in rassegna la stagione 2024.
"La stagione non è stata semplice, è chiaro. Abbiamo iniziato con un pilota nuovo come Luca Marini. Abbiamo speso i primi sei o sette mesi provando tante cose diverse per capire in che direzione andare, è stata dura. I risultati mostrano la realtà delle cose. Finalmente abbiamo trovato qualcosa a Misano, da lì abbiamo trovato una direzione che credo possiamo proseguire. Anche se dall'esterno può sembrare che non ci siano stati dei miglioramenti, perchè in termini di risultati di fatto non stiamo migliorando, ma internamente stiamo cambiando il sistema, e lo cambieremo ancora di più. Honda è una casa che esiste da molti anni, ed ogni azienda ha le sue problematiche, ci si può adattare, si può cambiare, ma ciò che non potrai mai cambiare è la tua filosofia. Possiamo operare dei cambiamenti, ma la Honda rimarrà sempre la Honda".
Qualcosa però inizia a muoversi, già nel prossimo futuro.
"Nel prossimo anno il test team passerà da un solo pilota a tre. Non stavamo inseguendo le persone, ma nel caso di Aleix ha deciso di ritirarsi ed abbiamo pensato che fosse l'opportunità giusta per approfittare della sua esperienza come pilota. In Aprilia hanno fatto un ottimo lavoro e lui sa bene ciò che è stato in grado di fare quindi era importante averlo con noi, lo scambio di informazioni nelle corse è un qualcosa di necessario al giorno d'oggi, sapere ciò che fanno i tuoi avversari. Bisogna cercare di essere al culmine della tecnologia, per farlo bisogna cercare informazioni ovunque possibile".
Tra le varie novità, l'arrivo di Romano Albesiano come nuovo direttore tecnico.
"Sarà molto interessante capire un punto di vista diverso, ogni persona che sta arrivando ha molta esperienza, ognuno nella propria area, quindi siamo molto entusiasti e cercheremo di accoglierli nel miglior modo possibile".
Il team manager torna poi a parlare di Marc Marquez, della sua decisione di lasciare la casa giapponese per approdare nella famiglia Ducati, e dell'impatto che tale scelta ha avuto sul presente della casa giapponese.
"Marc non è soltanto un pilota, è un pilota speciale, e quando lascia un team od entra in un altro c'è un impatto. Marc ha preso una decisione e noi l'abbiamo rispettata in modo corretto. Penso che in quel momento abbia preso la decisione giusta, ed ora sta raccogliendo dei buoni risultati. Dal nostro punto di vista come team lo abbiamo dovuto accettare e siamo andati avanti, Honda non si ferma per un pilota, lo rispettiamo anche se non eravamo felici che ci lasciasse. Con noi ha vinto tanto, ed ora stiamo cercando di vivere senza Marc. Non è mai facile perdere un campione, ma la vita va avanti. Ora non stiamo facendo tutti questi sforzi solo per essere qui e partecipare, ma è chiaro che per dove vogliamo arrivare dovremo attraversare diversi passaggi, e questa è la situazione in cui si troviamo ora".