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Pol Espargaró: “Un posto in MotoGP? Per averlo dovrei volerlo”

“Non so se lo vorrei, perché stando fuori dalla MotoGP ci si accorge dello stress, dell’ansia e soprattutto dei rischi che corrono questi piloti, mentre loro non credo che se ne rendano conto”

MotoGP: Pol Espargaró: “Un posto in MotoGP? Per averlo dovrei volerlo”

Si è conclusa con un nono posto la Sprint Race di Pol Espargaró al Red Bull Ring. Pista di casa della KTM, dove il collaudatore catalano è impegnato nella sua seconda wilcard della stagione. Un weekend non dei più semplici per il minore dei fratelli Espargaró, in azione con una RC16 “laboratorio”. Ma dopo i problemi che lo hanno afflitto al venerdì, Polyccio è riuscito a portare a termine la gara più breve, conquistando l’ultimo punto a disposizione.

La giornata di oggi è andata molto meglio rispetto a quella di ieri, anche se nei fine settimana di gara succedono cose che non puoi controllare o che non ti aspettavi. Come ad esempio il fatto che oggi la pressione è salita tantissimo e io non sapevo come gestirla durante la gara, perché non sono abituato a farlo nei test che svolgo - ha commentato il collaudatore KTM - Non ci sono variazioni di pressione, turbolenze o piloti che piloti che cadono, vanno lunghi o ti sorpassano e gestire tutto questo è molto complicato. Abbiamo anche avuto un piccolo problema con il cruscotto, ma a parte questo abbiamo raccolto informazioni ed esperienza”.

Comunque una buona prova per Pol, non più avvezzo ai ritmi di un fine settimana di gara di MotoGP. 

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“Ho ancora 33 anni, non 50. Stavo per dire 40, ma Dani ci è vicino e fa paura. Però sì, ho una buona velocità. È anche vero che mi sono potuto preparare un po’ meglio nel test, e nonostante i problemi che abbiamo avuto ieri oggi non è andata male”, ha osservato il catalano.

Una velocità che gli basterebbe per tornare ad avere un posto in griglia?

Per averlo dovrei volerlo e non so se lo voglio. Quando esci e poi rientri, ti rendi conto dello stress, dell’ansia e soprattutto dei rischi che corrono questi piloti. Da fuori non ci si rende conto. Si può solo provare un po’ ad empatizzare e credo che nemmeno loro si rendano conto del rischio che corrono e dello stress a cui sono sottoposti. Ma è una cosa enorme e non è salutare - ha spiegato Espargaró - Sono felice di non sentire l’ansia che ho provato oggi ogni weekend. Il mio carattere è cambiato davvero tanto e mi rendo conto del modo in cui reagisco alla presenza di mia moglie quando mi alzo al mattino, se siamo qui o se sono a casa in un giorno normale. Questa pressione è davvero grossa da gestire, ma loro non se ne accorgono”. 

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Il collaudatore spagnolo è poi tornato a parlare di quanto fatto in pista, partendo dalla qualifica che lo ha visto chiudere in quarta fila con una caduta.

L’obiettivo era la seconda fila ed era davvero molto vicino, ma ho fatto un errore e sono caduto. È stato un male, perché penso avessimo la giusta velocità e una grande occasione. C’è tanta pressione ad essere qui a gareggiare con gli altri. Ero nervoso e ansioso, anche per via del problema che abbiamo avuto ieri con il motore, perché penso che saremmo potuti accedere alla Q2. Non sarebbe stato semplice, ma avevamo una grande occasione. Questo ha reso tutto ancora più intenso, ma abbiamo ottenuto delle buone informazioni. Anche se dobbiamo capire come migliorare” ha detto Pol, che ha poi illustrato le difficoltà incontrate nel primo giro di qualifica.

“Sono abituato a fare il tempo da solo nei test, mentre oggi ero con gli altri e, come dicevo, ero molto nervoso, perché non sono più molto bravo a seguire gli altri piloti: bisogna capire dove frenare, perché vieni risucchiato dalla scia. Serve un’altra tecnica - ha spiegato - I piloti che si mettono sempre a ruota devono essere davvero bravi perché non è facile! È un‘abilità che ho perso e ho preferito girare da solo, perché nei test avevo girato in 1’28”3, che era un tempo record fino a questo weekend, e sapevo di poterci arrivare”.

Espargaró si è poi espresso sul nuovo motore di cui è dotata la sua KTM.

Ho usato la stessa specifica di ieri e sì, oggi è arrivato in fondo - ha osservato ridendo - Sinceramente, il problema che abbiamo avuto ieri, dopo tanti giri nei test, è stato solo sfortuna. Non ci aspettavamo quell’inconveniente e siamo rimasti scocciati quando è successo perché poteva capitare nei test ma non l’ha fatto e anche se continuassimo con questa moto l’anno prossimo non credo che accadrebbe di nuovo. Comunque sia, è un bene saperlo e che sia successo adesso”. 

Quali benefici apporta?

“È molto difficile da capire in una Sprint Race, perché oggi ad esempio avevo la pressione della gomma anteriore alle stelle: era 0.5 bar più elevata di quanto sarebbe dovuta essere ed è tantissimo. In queste condizioni, se anche la moto riuscisse per esempio a fermarsi meglio, non te ne accorgeresti perché l’anteriore tende a bloccarsi e non si ferma. Quando sei da solo nei test puoi fare dei confronti perché la moto è più prestazionale - ha affermato - Il fatto stesso che oggi sarei potuto essere il più veloce nel time attack, senza avere la velocità e il talento che hanno piloti come Brad, Pedro, Jack e Augusto, significa molto, perché loro di solito sono 3 o 4 decimi più rapidi di me”.

I continui bloccaggi non sono stati un problema sofferto solo dal catalano, visto che Binder si è trovato ad affrontare la stessa questione.

“Brad è molto bravo in questo e riesce a gestirlo. Io non ho avuto questo problema nei test o nel weekend fino alla Sprint Race e sono rimasto scioccato quando si è manifestato - ha ammesso Pol - Ero insieme agli altri, ma poi ho iniziato a calare e ho dovuto cercare di capire perché non riuscissi a fermare la moto. La parte in cui si agisce di più sul freno anteriore, per esempio, è il primo settore e ho realizzato il mio miglior primo settore a circa 4 o 5 giri dal termine, quando non avevo più gomma. Questo significa che ci sono arrivato troppo tardi. Ad ogni modo, domani avremo un’altra occasione e penso andrà meglio, perché ci aiuterà un po’ il fatto che tutti monteranno la media al posteriore”. 

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Daniela Piazza