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MotoGP, Vinales: “Rimpiazzare Aleix sarà difficile, ma non so se io sarò ancora in Aprilia”

“Espargaró è uno dei compagni più tosti che ho avuto e non sarà semplice colmare il vuoto dopo il suo ritiro, visto che si è sobbarcato lo sviluppo degli ultimi sette anni. Non so come sarà, tanto più che non ho un contratto per il 2025”

MotoGP: Vinales: “Rimpiazzare Aleix sarà difficile, ma non so se io sarò ancora in Aprilia”

Quello al Montmeló è un fine settimana particolare per Maverick Vinales e per tutto il team Aprilia Racing. Non soltanto perché si tratta della gara di casa di Top Gun e del suo compagno di squadra Aleix Espargaró, dominatori del Round nella passata stagione, ma anche perché il capitano della squadra di Noale ha annunciato proprio quest’oggi il suo ritiro a fine stagione. Una notizia accolta con un certo stupore da Vinales, come ha raccontato lui stesso in conferenza stampa.

Sinceramente non me l’aspettavo, pensavo che avrebbe continuato - ha ammesso Maverick - È una parte importante del mio lavoro in pista, ma se ha preso questa decisione è perché si sente così e voglio solo dire che è stato un piacere essere suo compagno di squadra. È stato uno dei compagni più tosti che ho avuto, e ho avuto accanto dei grandi nomi, ma lui è sempre stato difficile da battere. Gli auguro il meglio, ma la stagione è ancora lunga, quindi credo sarà molto motivato e vorrà conquistare qualche vittoria. Se sarà veloce mi aiuterà sicuramente tanto”.

Difficile dire cosa cambierà nel box Aprilia dopo la partenza di Aleix, ma Top Gun è certo che non sarà semplice rimpiazzare una figura del suo calibro.

Non so come sarà quando Aleix se ne andrà, perché al momento non ho un contratto e non so se ci sarò o meno - ha osservato - In ogni caso, lascerà sicuramente un vuoto difficile da colmare, perché negli ultimi sette anni si è fatto carico di tutto il peso dello sviluppo e della Factory Aprilia, che è un carico difficile da gestire”.

Tornando a parlare della pista, lo spagnolo è convinto di avere un’altra grande occasione sul tracciato di casa, anche se quest’anno sarà diverso dalla passata stagione.

“L’anno scorso il Gran Premio al Montmeló è stato straordinario per l’Aprilia, eravamo di un altro livello, però ogni anno è diverso e dal mio punto di vista dovremo affrontare il weekend con calma. Sarà importante essere pronti per qualunque condizione, ma arriviamo qui pensando certamente di potercela fare, di poter lottare per la vittoria e vincere, però dovremo ricordare che è una stagione completamente diversa, che le gomme sono totalmente diverse rispetto al 2023 e in più anche i rivali sono molto competitivi in questo momento - ha sottolineato - Cercheremo comunque di trarre il massimo da ciò che abbiamo e se avrò un’opportunità cercherò di coglierla in qualunque occasione. Quindi dobbiamo solo ricordarci che, quando portiamo la moto al massimo, siamo in grado di vincere ed è questo che proveremo a fare qui”.

Nonostante alcuni dei suoi colleghi trovino complessa la RS-GP, Maverick è convinto di avere tutto ciò che serve per estrarre il massimo dalla moto veneta. 

“L’Aprilia non è una moto semplice, è molto esigente dal punto di vista fisico e se non sei a posto da quel punto di vista resisti per cinque giri (ride). Le prime gare sono state molto dure, ma adesso ho la moto in mano - ha commentato - Ci sono momenti in cui posso fare quello che voglio, e altri come a Le Mans, in cui non avevo abbastanza feeling ma ho dato il massimo con ciò che avevo. Riesco a ottenere davvero il massimo dalla moto e sto lavorando per riuscirci ancora di più, quindi mi trovo forse in una fase diversa da quella dei miei colleghi”.

Raggiungere questo livello, tuttavia, ha richiesto diverso tempo al pilota iberico, che ha spiegato quale è stata la chiave del netto passo avanti compiuto quest’anno.

Per capire meglio la moto mi serviva avere accanto il giusto capotecnico. Nel 2022 non ci ho capito nulla e Manuel è arrivato nel 2023, quindi, se fosse arrivato un anno prima probabilmente sarebbe stato più facile per me cercare già la scorsa stagione ciò che abbiamo trovato quest’anno - ha spiegato - È stata una questione di comprensione, non tanto in pista quanto dei dati nel box, e di tempismo nel capire cosa serviva alla moto per venire incontro al mio stile di guida. Io ho cercato ogni volta di adattarmi alla moto, ma per fare un passo avanti e vincere serviva che la moto si adattasse un pochino di più al mio stile e il mio capotecnico l’ha capito benissimo. Ci è voluta qualche gara, ma ce l’ha fatta benissimo”.

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