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Marc Marquez, Gigi Dall'Igna e Ducati: attrazione fatale

Lui, lei, un altro lui e l'altro. Un triello amoroso che nel caso in questione ha avuto un esito quasi del tutto tranquillo, anche se non sono mancati i momenti di pathos. Solo una donna, o una moto rossa, possono scatenare simili emozioni

Marc Marquez, Gigi Dall'Igna e Ducati: attrazione fatale

Alla fine è andata come prevedevamo: la situazione è precipitata in 24 ore. Personalmente non ho mai avuto dubbi che Ducati fosse attratta da Marc Marquez, ma non è stata solo una questione di marketing, anche se è indubbio che anche questo aspetto ha avuto la sua importanza.

La nostra convinzione era basata più che altro sul fatto che un uomo di numeri come Gigi Dall’Igna non può essere rimasto indifferente a quelli di Marc. Ricordate? Enea Bastianini era stato il primo a notare certe differenze fin dal primo test dell’otto volte iridato a Valencia.

E poi mentre tutti noi discutevamo sulla differenza fra la GP23 e GP24, Gigi conosceva a fondo le caratteristiche dell’una e dell’altra moto e, fatta la tara della novità dei nuovi pneumatici che tanto hanno fatto per abbassare i tempi sul giro - solo le gomme possono tanto - era l’unico in grado di valutare quanto ci fosse di Marquez nelle sue prestazioni sulla Ducati che, peraltro, era la moto di ‘Bagnaia meno qualche cosa’, come aveva spiegato Dall’Igna sin dall’inizio perché alcune componenti sarebbero state troppo complesse da gestire per un team privato.

Ma poi di cosa stiamo parlando? In una MotoGP come è quella attuale, dove le pole di Martin su Bagnaia al Mugello è stata ottenuta con 43/1000 di vantaggio, anche un solo decimo è capace di fare la differenza. Non parliamo poi nell’arco di un Gran Premio.

Per questo, salvo decisioni politiche di diverso livello - la Pramac avrebbe potuto giocare un ruolo importante - l’equazione Ducati+Marquez ci sembrava scontata. E la volete sapere un’altra cosa? Secondo noi l’opzione Marquez-Pramac, ancorché propugnata avrebbe avuto poco senso: già l’anno scorso Ducati ha rischiato di essere battuta dalla scuderia senese: pensate che gli sponsor della Casa ufficiale sarebbero stati contenti?

Eravamo in dubbio solo dove sarebbero andati Enea Bastianini e Jorge Martin. Da subito avevamo pensato all’Aprilia per via dell’amicizia fra Jorge e il capitano Aleix Espargaro, ma Massimo Rivola avrebbe forse preferito Bastianini sull’italianità.

E’ stato quella volpe di Carlo Pernat a bruciarlo sul tempo, perché quando ancora la notizia non era pubblica, ha firmato con KTM. Una scelta promossa anche dal fatto, se ricordate, che la Bestia era pilota Red Bull, con un grande supporto da Red Bull Italia.

E Pramac cosa farà, ora? Già perché c’era nell’aria anche la possibilità che potesse riprendere con sé Bastianini. Ora, invece, anche se è vero che ha una contratto-opzione che scade a fine luglio in mano, potrebbe al massimo avere due giovani, o un giovane come Aldeguer e Morbidelli in squadra. Un po’ poco per Paolo Campinoti che si era messo in testa una idea meravigliosa: rivaleggiare con il team della Casa. Del resto è comprensibile, l’appetito vien mangiando.

Ora al bravo e simpaticissimo manager senese non resta che mandare giù il boccone o accettare la corte della Yamaha.  E’ senza dubbio una opzione molto interessante, anche se non nell’immediato, per entrambe le parti in causa. E anche, se vogliamo, una ulteriore vittoria per Ducati che vuole avere un team satellite per far crescere i giovani, non una spina nel fianco che può rubargli il mondiale…comunque…per quest’anno la sfida è ancora aperta!

Una ultima considerazione: da come si sono svolte le cose e cioè l'annuncio di Aprilia dell'ingaggio di Jorge Martin, prima di quello di Ducati che ringrazia e saluta (com'è consuetudine), fa capire che il tutto non si è svolto senza frizioni. Come Pit Beirer si è ricordato dello sgarbo di Jorge, quando lasciò KTM per Ducati, così probabilmente sia Martin che il suo manager, Albert Valera, potrebbero serbare qualche rancore. Ma così vanno le cose ed il mondo.

Ci rimane un unico, grande, dubbio: ma ciò che ha fatto decidere per Marquez valeva la pena di attendere sei Gran Premi? Negli ultimi quattro Gran Premi Jorge Maertin ha realizzato 91 punti, Marc Marquez 100 e Bagnaia 103. Di cosa stiamo parlando?
 

P.S. Per fortuna che il triello non si è risolto come nel film 'Attrazione fatale' con Michael Douglas!

Ah, la foto di copertina è un fotomontaggio, anche se non metteremmo la mano sul fuoco che Marc non abbia già avuto accesso al sancta sanctorum di Borgo Panigale.
 

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