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SBK, Montella: “Non è stato facile rilanciarsi dopo la Moto2, ma ora sono più maturo”

“Era il sogno che avevo nel cassetto, quando l’ho raggiunto me l’hanno tolto e sono dovuto ripartire quasi da zero. Non ringrazio quel periodo, ma mi è servito per crescere”

SBK: Montella: “Non è stato facile rilanciarsi dopo la Moto2, ma ora sono più maturo”

Yari Montella è tornato a calcare il gradino più alto del podio del Mondiale Supersport e lo ha fatto su quella stessa pista di Phillip Island dove nel 2022 ha conquistato la sua prima affermazione nella classe intermedia delle derivate. Stessa grinta, stesso sorriso, forse anche le stesse emozioni di allora. Ma qualcosa è cambiato in questo spazio di un anno, tre mesi e cinque giorni e non sono solo la moto, la squadra e i colori portati al successo dal pilota campano.

La mia prima vittoria è stata sul bagnato, questa è sull’asciutto e ha un sapore diverso. Poi cambia anche la consapevolezza. Io e la squadra sappiamo di poter essere competitivi qui e spero di poterlo sempre essere in questo campionato - ha osservato Yari - Phillip Island è una pista che mi piace. Quella che ho vinto con la Kawasaki era stata una gara pazza, sull’acqua, combattuta tra me e Caricasulo. Questa volta, ho battagliato un po’ con Manzi all’inizio e sembrava quasi che non ne avessi per restare con lui. Dopo il cambio gomme però sono riuscito a spingere da subito, forse anche perché avevo solo metà serbatoio, e ho fatto anche il giro più veloce in gara”.

Spartiacque tra la battaglia iniziale e la cavalcata in solitaria, proprio il flag to flag è stato la chiave che ha consegnato a Montella e al team Barni Spark Racing il loro primo successo con la Panigale V2.

“Devo ringraziare la squadra, perché credo che abbia fatto il cambio gomme più veloce della gara. Sono entrato con Manzi e sono uscito con un buon margine su di lui, segno che hanno fatto un lavoro eccellente. Era da ieri che stavamo provando questo flag to flag e oggi è stato perfetto. Sono davvero contento”, ha sottolineato il 24enne.

Concretizzata quella progressione che lo ha portato a sfiorare il successo nel 2023, l’alfiere del team Barni ha tirato le somme della crescita che lo ha portato dall’affacciarsi al campionato con la voglia di ricominciare, dopo un esordio amaro del Mondiale Moto2, all’approcciarsi al 2024 come uno dei più seri candidati al titolo iridato. 

Sono sicuramente uno Yari più maturo adesso, più cresciuto - ha riconosciuto - La mia esperienza in Moto2 è durata veramente poco, nemmeno una stagione, e questo un po’ mi è dispiaciuto. Rilanciarsi non è stato facile. Non perché mi sentissi arrivato, ma perché era il sogno che avevo nel cassetto e quando l’ho raggiunto me l’hanno tolto e sono dovuto ripartire quasi da zero. Non ringrazio quel periodo, ma mi è sicuramente servito per maturare e per crescere tanto”. 

L’anno non poteva cominciare in modo migliore, ma Yari non si lascia trasportare dall’entusiasmo.

“Siamo soltanto alla prima gara. Lottare per il titolo è sicuramente l’obiettivo, ma lo è anche per Manzi, Schoetter e Huertas, che oggi non ha potuto correre - ha sottolineato - Quello di vincere il campionato sarà l’obiettivo di tutti quanti, però quest’inverno abbiamo lavorato tanto a casa, sia la squadra che io, con il mio preparatore e il mio mental coach. Abbiamo fatto un buon lavoro e questi sono i frutti. Sarà una stagione lunga. Mi aspetto tutte le MV Agusta, compresa quella di Caricasulo, Manzi e anche Oncu con la Kawasaki. Forse qua si è trovato un po’ in difficoltà, ma arriverà anche lui. È un bel campionato, perché ci sono tanti piloti che possono dire la loro. Sarà divertente”.


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