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Espargaró: “dobbiamo cambiare! ci sono due piloti in ospedale ogni GP”

“Non è possibile. Sto spingendo per avere un venerdì più rilassato. La MotoGP è noiosa, tutto dipende dalle qualifiche: sto facendo pressione affinché venga cambiato il programma del weekend. Fra Zarco e Marquez è colpa al 100% del pilota che stava rientrando in pista”

MotoGP: Espargaró: “dobbiamo cambiare! ci sono due piloti in ospedale ogni GP”

Le buone sensazioni del venerdì non si sono tradotte in un sabato da ricordare per Aleix Espargaró, 10° in qualifica e 9° nella gara Sprint del Sachsenring. Una giornata completamente diversa dalle aspettative del pilota spagnolo, amareggiato sia per la posizione in griglia sia per la brutta partenza, che ha condizionato la sua gara sin dallo spegnimento dei semafori, quando il catalano ha chiuso Quartararo con un inspiegabile scarto a destra.

È stato un mio errore, sono andato troppo a destra. Stiamo provando una nuova frizione e un nuovo launch control, ero molto concentrato sulla frizione e non mi ne ero nemmeno accorto di ciò che avevo fatto, fino a che non ho rivisto le immagini nel box.Ho fatto una brutta partenza, il pilota alle mie spalle era molto più veloce di me e ho incrociato la sua traiettoria. È stata colpa mia, non si possono fare questo genere di cose”, ha ammesso candidamente Aleix, tracciando un bilancio ben poco lusinghiero della sua gara e del dispositivo di partenza di Casa Aprilia.

La gara è stata una merda. Sono molto frustrato per come sono andate le Qualifiche. Ero veloce, pensavo di poter lottare per la pole, ma ci sono state due bandiere gialle negli ultimi due giri, quando il tracciato si stava asciugando maggiormente e partire 10° con il peggior launch control dello schieramento è impossibile. Il passo non era male e ho rimontato diverse posizioni, ma non è importante, perché è difficile quando parti così male - ha sottolineato l’iberico - Stiamo lavorando alacremente sul launch control, ma non ci sono stati miglioramenti fino a questo momento. Stiamo provando diversi sistemi, ma il tempo rimane sempre lo stesso e così la gara è andata. Ogni fine settimana ci sono moto con un passo più lento del nostro, che ci battono in partenza, la pressione sale alle stelle e così è difficile guidare. Tutte noi Aprilia stiamo andando veramente male in campionato. Io sono stato il primo in quasi tutte le sessioni nelle ultime tre o quattro gare, ma sempre lontano dalla posizione in cui dovremmo essere”. 

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Che sia colpa di un carico troppo elevato all’anteriore?

“Abbiamo un sacco di carico aerodinamico. È così per tutti. Non voglio incolpare la MotoGP, ma è noiosa - ha affermato Espargaró - Dipende tutto dalle Qualifiche: se fai una buona qualifica puoi fare una buona gara, perché la moto è completamente diversa con pressioni più basse, è più veloce ed è tutto più semplice, mentre se sei indietro in griglia, anche se sei forte sul passo gara, è davvero difficile. È frustrante”.

Mentre le Aprilia faticano a centro gruppo la Ducati continua a volare nelle mani di Bagnaia e di un Martin in netta ripresa nelle ultime gare.
 
Per me Martin ha più velocità e un maggior potenziale di Bagnaia. Al momento Pecco è il pilota migliore, perché il suo numero certifica il fatto che il numero 1 del campionato. Secondo me però Jorge è più veloce. La prima cosa che deve fare è trovare stabilità. Lo sta facendo e da questo punto in poi riuscirà sicuramente a migliorare la sua velocità è un pilota molto veloce, di talento, e secondo me può lottare per il campionato” ha commentato il catalano, non del tutto convinto però che il madrileno possa veramente mettere le mani sul titolo: “Ha la stessa moto, ma non lo stesso team di Pecco e bisognerà vedere come gestirà la cosa la Ducati, se vorranno lasciar vincere il titolo a un pilota di un team satellite. Questo però non è il mio lavoro”.

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Tra i suoi compiti c’è però quello di esporre la sua opinione in Safety Commission, dove il pilota Aprilia ha mosso dure critiche nei confronti della nuova scaletta dei fine settimana di gara.

“Faccio il mio lavoro. Faccio tutto ciò che posso per migliorare, vado a tutte le Safety Commission e sto spingendo per avere un venerdì più rilassato, perché è impossibile continuare nella direzione che ha preso il campionato - ha sottolineato Aleix - Non è possibile che ad ogni Gran Premio ci siano due o tre piloti in ospedale. Per questo sto provando a fare pressione e spero che ci saranno presto dei cambiamenti al programma. Non posso parlare per gli altri piloti, ma io sto facendo il mio lavoro e gli altri possono fare quello che vogliono”.

Tra i temi discussi non poteva mancare l’incidente nelle FP2, che ha avuto per protagonisti Zarco e Marc Marquez.

“Ne abbiamo parlato. Abbiamo parlato anche di ciò che è successo tra Maverick e Alex. È evidente che si è trattato di un incidente di gara. Non è la prima volta, ma sono sicuro al 100% che è al 100% colpa del pilota che stava rientrando in pista. Non c’è niente di cui discutere qui. Il pilota che è in pista e sta spingendo al limite non deve fare nulla. Se ci sono le bandiere blu significa che sta arrivando qualcuno più veloce e questo va rispettato chiudendo il gas - ha puntualizzato il 33enne - Non vedo cosa ci sia da discutere qui, perché si può biasimare qualcuno per aver chiesto scusa o no, ma non l’azione in sé. Bisogna invitare i piloti a prestare attenzione e rispettare le bandiere blu, come è stato fatto tre anni fa con le bandiere gialle, che non venivano rispettate da nessuno, mentre adesso tutti rallentano”. 

Le bandiere blu, del resto, sono una segnalazione più che sufficiente per Aleix, che respinge l’idea di utilizzare delle luci verdi e gialle per segnalare un pericolo all’uscita dalla pitlane.

Non siamo degli idioti. Beh, qualcuno sì, ma non abbiamo bisogno di luci verdi e rosse. Ci sono tre marshall a sventolare le bandiere blu: uno all’inizio, uno al centro e uno alla fine. Se sta arrivando qualcuno, aspetti. Quello che è successo può accadere, è un incidente ma non è di certo colpa di Marc  ha affermato il pilota Aprilia, altrettanto convinto che non vada imposta ai piloti la partecipazione alla Safety Commission: “Amo la Safety Commission, credo che sia una brillante idea e ringrazio il campionato per averci dato l’opportunità di dire la nostra, maì bisogna andarci solo se ci si sente a proprio agio. Io sono sempre andato a tutte, anche quando ero infortunato. Come detto, sto facendo pressione affinché venga cambiato il programma”.

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Daniela Piazza