Tu sei qui

SBK, Gardner: “In MotoGP guidavo come un animale, ora devo essere più scorrevole”

Il figlio d’arte è pronto a lasciarsi il passato alle spalle e concentrarsi sul suo adattamento alla Yamaha: “Avrei voluto essere davanti, ma era il primo giorno e non volevo fare niente di stupido. In GRT sono calmi e professionali, va molto meglio che in KTM”

SBK: Gardner: “In MotoGP guidavo come un animale, ora devo essere più scorrevole”

Share


Sono sei decimi e sei posizioni a separare i due rookie del team GRT, al termine della prima giornata di test a Jerez. Un gap figlio anche della diversa estrazione dei due novi alfieri della squadra diretta da Filippo Conti. Se Dominique Aegerter, 9°, è giunto nel Mondiale SBK salendo dalla SSP dopo aver vinto il titolo 2022, ben diverso è stato infatti il percorso di Remy Gardner, 14°, catapultato in Superbike dopo una complicata stagione in MotoGP, con il team Tech3.

Tutta un'altra storia per il figlio d’arte, che racconta così la prima presa di contatto, sull’asciutto, con la sua R1: “Mi sono divertito. È stato molto diverso. Penso che le gomme siano state l’aspetto principale, dovevo capire quanto supporto e fiducia avessi all’anteriore. Ho fatto 86 giri, è stato pazzesco, ma è stato bello capire cosa devo cambiare e a cosa devo adattarmi. Ho delle brutte abitudini dello scorso anno di cui mi devo disfare”.

Nonostante la posizione non proprio idilliaca sulla classifica dei tempi, l’australiano è abbastanza soddisfatto per il lavoro svolto in questo freddo mercoledì in Andalusia.

“La Yamaha è una moto completamente diversa. Ho sempre guidato dei prototipi negli ultimi 7/8 anni della mia vita e non ho mai usato le Pirelli, ma per me è ok. Ovviamente, avrei voluto essere davanti, ma era il primo giorno e ho voluto lavorare passo passo, per non fare niente di stupido - chiosa Remy, che si è trovato alle prese con un inizio tutto in salita - All’inizio c’era qualcosa che non andava con il primo set di gomme, perché la moto vibrava e non riuscivo a frenare. Abbiamo perso buona parte della mattinata perché abbiamo dovuto effettuare dei controlli e provare a sostituire i freni, ma non è cambiato nulla finché non abbiamo cambiato le gomme. A parte ciò, è andata bene. Abbiamo fatto dei buoni progressi e abbiamo iniziato ad andare un po’ più veloci e capire un po’ di più la moto. Abbiamo fatto qualche modifica, ma niente di incredibile”.

Tante le cose da imparare, a cominciare dalla gestione delle Pirelli e della gomma anteriore: “Queste gomme danno certamente un ottimo feedback e delle ottime sensazioni. In questo momento devo cercare di  trovare il limite. Guidare piano va bene, ma dobbiamo cercare di essere veloci (ride) - commenta il 24enne - Cosa cambia all’anteriore? Tutto. La frenata è abbastanza simile. Si tratta di impostare la curva, frenare e poi lasciare i freni. Ma si può essere più aggressivi rispetto alla MotoGP, dove le gomme sono molto più rigide e a volte puoi arrivare al bloccaggio in rettilineo. Anche le linee sono diverse, perché la Yamaha è una moto differente. Sto cercando di guardare i dati e sperimentare, per cercare di trovare la direzione”. 

Uno dei primi aspetti su cui dovrà concentrarsi il pilota di Sydney è il suo stile di guida, che dovrà cercare di adattare a una moto ben più docile della KTM.

Devo guidare in maniera più semplice e più fluida. L’anno scorso guidavo come un animale a ogni giro e in ogni curva per andare alla stessa velocità. Anche le gomme sono molto diverse. Devo lasciare scorrere un po’ di più la moto e dormirci su stanotte, per andare meglio domani - spiega Gardner, che proprio nell’approccio alle curve ha riscontrato una delle principali differenze tra la R1 e la RC16 - La percorrenza è migliore. Non devo più attaccare le curve come lo scorso anno. Posso rilassarmi, mollare i freni, lasciar scorrere la moto, portare la velocità fuori dalla curva e così i tempi iniziano a scendere. Ne avevo davvero bisogno”. 

Questo cambio di ambiente e di squadra, del resto, sembra aver fatto bene a Gardner, felice di essere approdato nel team GRT. 

“Per me sono dei grandi professionisti. Al momento, direi che va meglio, molto meglio dell’anno scorso - ammette Remy - Sono tutti calmi e molto professionali e in un ambiente lavorativo è bello che ci sia un’atmosfera tranquilla. Poi abbiamo anche il supporto della Yamaha. Non mi posso lamentare”.

Articoli che potrebbero interessarti