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MotoGP, Bagnaia VS Bastianini: non chiamateli i nuovi Rossi e Biaggi

Quest'anno ci sono tutti gli ingredienti perché inizi una nuova era italiana in MotoGP: non solo grazie a Pecco ed Enea, ma anche con Bezzecchi, Marini e Morbidelli

MotoGP: Bagnaia VS Bastianini: non chiamateli i nuovi Rossi e Biaggi

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Secondo alcuni, questa è la MotoGP più bella di sempre, perché così tanti piloti e moto diversi vicinissimi gli uni agli altri non si era mai visto. Decimi, a volte centesimi, che decidono la vittoria o la sconfitta. Per altri, invece, manca qualcosa. Un po’ di sale, di rivalità. Storcono il naso sui commenti troppo politicamente corretti, vorrebbero non solo pacche sulle spalle ma più cattiveria (agonistica, si intende).

Effettivamente, nel 2022 appena passato, il duello tra Bagnaia e Quartararo è sempre stato a distanza. L’unica eccezione a Valencia, quando nei primi giri Pecco ha cercato il corpo a corpo con Fabio per fargli perdere tempo e impedirgli di stare nel gruppo di testa. In realtà, la ragione delle mancate battaglie in pista non è stata dovuta alla scarsa combattività dei piloti, ma dal fatto che quando il francese era più in forma l’italiano faticava e viceversa. Quindi la rimonta di Bagnaia si può leggere più come una sfida contro se stesso che contro Quartararo. Poi, Aleix Espargarò ha puntato più sulla costanza e (a parte l’incidente provocato da Fabio ad Assen) quindi non è mai entrato nel gioco.

Non tutti i campionati sono uguali, ma c’è chi si lamenta, ricordandosi dei dualismi del passato. In questo senso Valentino è il caso più eclatante, capace di esaltarsi nel confronto con praticamente qualsiasi pilota trovasse in pista, fosse Biaggi, Capirossi, Stoner, Lorenzo, Pedrosa, Marquez e chi più ne ha più ne metta. Anche se sempre pacato fuori dalla pista, anche il testa a testa fra Marc e Dovizioso ha fatto appassionare e alcuni dei loro duelli sono un must per gli appassionati.

E ora? Fa bene Carmelo Ezpeleta a dire che “la MotoGP non ha bisogno di atleti che si sputano addosso come nella box” e quel fatidico 2015 (sì, ancora lui) non è chiaro se abbia fatto più bene o male al motociclismo, ma intanto se ne continua a parlare. Bene o male non importa, diceva qualcuno.

Eppure, a guardare bene, un dualismo netto c’è stato nell’anno appena passato, anche se non è servito per decidere il Mondiale. È stato quello tra Bagnaia e Bastianini, che la sorte (o meglio, il loro valore) ha voluto fare diventare compagni di squadra. Non in team qualsiasi, ma in quello Ducati, italiano come loro e soprattutto l’attuale punto di riferimento del campionato.

Pecco ed Enea si conoscono fin da bambini, dai tempi delle minimoto, e si rispettano. Sono diversi, sia nel carattere che nella guida, ma entrambi molto veloci. L’anno scorso sono stati i due piloti che hanno vinto di più e a nessuno piace stare dietro all’altro. Le Mans, Misano, Sepang, le loro strade si sono già incrociate e lo spettacolo non è mai mancato. Il fatto di condividere la nazionalità sul passaporto rende tutto ancora più piccante.

Gestirli? Questo è un problema di cui non mi lamento” ha sorriso Dall’Igna più volte, a cui i due galli nel pollaio piacciono, finché si mantiene il cervello accesso (il riferimento al GP di Argentina del patatrac di Iannone su Dovizioso viene da sé). 

Vi anticipiamo: ‘ecco i soliti giornalisti che non hanno nulla da scrivere e alimentano rivalità inesistenti’. Però sono i diretti protagonisti che già percepiscono l’elettricità nell’aria. Bagnaia ha detto su Bastianini: “è una rivalità sana e quindi bella. Ci conosciamo da tempo e sappiamo che farci la guerra nel box non porterebbe a niente. In gara ognuno penserà a se stesso e in questa stagione le battaglie più belle sono state con Enea. Però ci sono anche altri italiani forti: Bezzecchi, Marini, Morbidelli potranno vincere. Mi ricorda il periodo di Rossi, Biaggi, Capirossi, Melandri, noi 5 siamo cresciuti insieme e sarebbe bello lottare uno contro l’altro”.

Pecco ha evocato un periodo magico per gli italiani e tutti gli appassionati, quello con il tricolore che spesso e volentieri sventolava su tutti i gradini del podio. Il rimando al passato è sempre piacevole, ma è inutile fare confronti. Pecco, Enea, Marco, Franco e Luca non sono e non saranno mai Valentino, Max, Loris e Marco, sono piloti e persone diverse ed è questo che renderà bello il loro confronto. Sono cresciuti insieme, in alcuni casi sono anche amici, ma mai in pista.

Quest’anno potrebbe iniziare una nuova era, in cui nasceranno nuove rivalità ed è questa la speranza. Non solo per gli italiani, ma per tutti gli appassionati. Un pizzico di sale che renderà ancora più saporita la stagione.

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