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SBK, Gerloff: “devo imparare a frenare la Yamaha in un francobollo come Toprak”

L’INTERVISTA – “Per essere forte con la Yamaha devi frenare come Toprak e io non sono dove voglio.  L’incidente ad Assen mi ha segnato, ho dovuto ritrovare la libertà. La MotoGP? I miei risultati non hanno detto molto. Quando sono arrivato in Europa è stato tutto facile all’inizio, ma poi…”

SBK: Gerloff: “devo imparare a frenare la Yamaha in un francobollo come Toprak”

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Le vacanze estive aspettano i piloti della Superbike, ma prima c’è il round di Most, l’ultimo prima del rompete le righe. Per i protagonisti delle derivate è tempo di trarre un primo bilancio e tra questi c’è Garrett Gerloff.

Alla vigilia del round ceco, l’americano di GRT ci ha rilasciato questa lunga intervista tra passato, presente e futuro. Si parte dall’attualità, ovvero da un 2022 non in linea con le aspettative iniziali.

“Questo non è il livello a cui voglio essere – ha esordito – come dicono i numeri questo Campionato non sta andando secondo le aspettative, ma di sicuro non mi voglio arrendere proprio ora. Abbiamo infatti diverse modifiche da apportare alla R1 per ritrovare le prestazioni di cui ho bisogno.  C’è una cosa che mi dispiace, ovvero il non riuscire a concretizzare in gara, dato che nelle prove sono competitivo, infatti in più occasioni sono stato vicino ai migliori”.

In Yamaha il riferimento è Toprak. Come mai tutta questa differenza tra la sua e le altre Yamaha?
“Quest’anno non abbiamo più la stessa moto come nel 2021 e al momento non riesco a estrarre il massimo potenziale. Siamo partiti prendendo una direzione diversa con un assetto differente e sto faticando. L’aspetto chiave è il non riuscire a frenare come fa Toprak, dato che lui ha una grandissima padronanza della Yamaha, ma soprattutto una staccata incredibile. Lui è un francobollo, stacca sempre allo stesso modo e in ogni curva è sempre a un centimetro dal cordolo. Questo è davvero incredibile ed è la sostanziale differenza. Per essere competitivo devi frenare come fa lui”.

Lo scorso anno si era parlato molto di te, soprattutto dopo quella sostituzione di Morbidelli ad Assen.
“Alla fine però è andata diversamente, dato che i miei risultati non hanno detto molto…”

Quanto ha pesato l’incidente con Toprak ad Assen?
Quell’incidente con Toprak mi ha condizionato al 100%. È stata dura, ma quest’anno ho ritrovato la libertà dentro di me, ho fatto un reset a livello mentale. Mi ha aiutato molto lo sport, dato che durante l’inverno mi sono allenato al massimo senza fermarmi. Ho cercato di focalizzarmi sul fisico, sulla nutrizione e gli allenamenti per cercare di arrivare a ottenere i migliori risultati. Dentro di me sono sereno e tranquillo, dobbiamo solo tornare a essere competitivi”.

Ormai sono diversi anni che vivi qua in Europa. Possiamo definirti un cosmopolita?
“All’inizio, quando sono arrivato in Europa, era tutto facile. Facile perché è tutto nuovo e da scoprire. Il problema è quando iniziano a passare gli anni, dato che sorgono alcune nuove dinamiche con cui confrontarsi. Parlo della distanza dalla famiglia e degli amici, quello è l’aspetto più determinante, dovendo fare i conti con la solitudine. Quando però vengono qua a trovarmi, mi sento di nuovo come se fossi a casa. Adesso però tra poco torno in America e spero di trascorrere una bella estate con tutti loro”.

Garrett, a fine stagione scade il tuo contratto. Dove ti vedremo nel 2023?
“Sono con Yamaha dal 2011 e vorrei rimanere qua, dato che conosco l’ambiente e ammiro la loro filosofia nel mondo delle corse. Al tempo stesso però non chiudo le porte a nessuno, anche se la mia priorità è proseguire con questi colori”.

Per il 2023 hai qualche richiesta a Yamaha?   
“Certamente, vedremo… (sorride)”

Garrett, chi vince il MotoAmerica?
“È un Campionato avvincente e combattuto, dove c’è un bel duello tra Gagne e Petrucci. Penso che in questo momento il mix tra le qualità di Gagne e la Yamaha stiano facendo la differenza. Insieme sono un pacchetto incredibile e i risultati lo confermano”.

 

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