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MotoGP, Doohan: "Honda ha perso la strada, non l'ho mai vista così in difficoltà"

"Marquez non riesce ad essere veloce come vorrebbe, serve un piano per ritrovare la strada. Quando tornai dopo il mio infortunio, non ero lo stesso ma ho imparato a guidare diversamente e sono tornato a vincere"

MotoGP: Doohan: "Honda ha perso la strada, non l'ho mai vista così in difficoltà"

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Mick Doohan è stato l'uomo in grado di vincere cinque titoli consecutivi in 500 dopo aver aver quasi rischiato di perdere una gamba. Un'impresa che all'epoca sembrava impossibile, ma che con caparbietà e con l'aiuto del mitico Dottor Costa, il cocciuto australiano è riuscito a portare a termine, regalando una serie di titolo alla Honda che resteranno nella storia del motociclismo. 

Intervistato da MotoGP.com, il grande campione ha parlato a ruota libera di tutti i problemi che sta avendo in questa stagione la Honda, esponendo con estrema chiarezza il proprio punto di vista ed offrendo anche una chiave di lettura su quale possa essere la strada di Marc Marquez per tornare a vincere in maniera seriale. 

"Non sono abbastanza vicino al Team Honda o al paddock in generale per sapere cosa sta succedendo davvero in HRC - le parole di Doohan-  dal di fuori, sembra chiaro che abbiano perso la strada, anche perché Marc con il suo infortunio non riesce ad essere veloce come vorrebbe. Dal mio punto di vista Honda non sta facendo bene al 100%, tanti piloti stanno sbagliando troppo. Sono ottimi piloti, non è normale che facciano fatica a stare nella top ten, a volte addirittura nella top 15. Non sono abbastanza vicino a loro come ho detto, quindi non conosco le evoluzioni che stanno portando, In passato hanno perso la strada e secondo me devono fare un piano per uscirne, non ho mai visto la Honda in queste posizioni in passato". 

Mick ha ovviamente parlato anche dell'infortunio di Marc Marquez, che in qualche modo richiama alla memoria il suo. 
"Non conosco esattamente i suoi progressi con l’infortunio, ma è chiaro che si tratti di una situazione complicata. Ci vuole tempo, lui sa ancora correre al massimo, è chiaro che sia ancora in grado di vincere e l’ha mostrato, quindi non si tratta di un problema di confidenza. Ci vuole tempo, ma penso che l’anno prossimo se Honda sarà in grado di offrirgli una moto competitiva, lo vedremo dove era prima dell’incidente. 

Quando io mi sono fatto male, c’è voluto molto tempo. Sembrava non potessi più tornare a correre. Quando sono tornato non sono più stato in grado di guidare esattamente come facevo prima perché per me era impossibile farlo, quindi ho trovato un altro modo per essere veloce e sfruttare i miei punti forti. Mi sentivo più forte ogni giorno e Honda ha lavorato bene per me con la moto. Sono certo che Honda possa fare lo stesso con Marc, qualsiasi sia il problema".

Doohan ha anche un'idea precisa su quanto possa essere accaduto alla HRC e sui motivi che hanno portato all'attuale scenario tecnico. 
"Per me Honda ha iniziato a modificare la moto al punto da rendere difficile tornare indietro. Per questo hanno perso la strada. E’ successo anche perché quando è mancato Marc nei test, i piloti non avevano abbastanza confidenza da poter dire cosa andasse bene e cosa meno, quindi credo che sia per questo che alla fine abbiano perso la strada. Credo sia questo quello che è successo, con Marc lontano dalla moto a questi livelli è facile perdere la direzione. Adesso stanno avendo difficoltà a tornare dove erano. Gli ingegneri adorano l’ingegneria, per così dire, quindi cambiano continuamente pezzi sulle moto. L’hanno fatto senza una guida, adesso hanno bisogno qualcuno che gli dia la direzione giusta, qualcuno forte in sella come un Marc al 100%".

Per l'australiano anche i problemi di Pol Espargarò derivano dall'attuale difficoltà tecnica in cui versa la HRC rispetto ai rivali. 
"Pol è un grande pilota, ma ancora non ha trovato il modo giusto per interpretare la Honda. Viene da un’altra moto e magari non è neanche riuscito a trasmettere a Honda le sensazioni giuste, non riesce a dare una direzione. Ricordo che quando ero in pista, mi piaceva dire agli ingegneri in cosa Suzuki e Yamaha erano migliori della nostra moto. A me sembra che oggi loro stiano andando per la loro strada, senza badare troppo a quello che fanno gli altri e mi sembra che Pol sia proprio in questa situazione. La moto non gli da confidenza, non riesce a spingere. Di certo non è una moto che regala confidenza oggi e un pilota come Pol ha bisogno di grande confidenza con l’anteriore per andare forte. Il prototipo che hanno portato a Misano per il 2022 sembra andare in questa direzione, quindi stanno lavorando bene".

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