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MotoGP, Rossi: "Dopo una tragedia non ha senso né correre né non correre"

"Ti interroghi sul perché lo fai, ma nulla può cambiare quello che è già successo. Sarei stato pronto a tornare a casa, ma la prossima settimana ci sarà un altro GP"

MotoGP: Rossi: "Dopo una tragedia non ha senso né correre né non correre"

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Non servono gli anni, le esperienze passate, le cicatrici che ti porti dentro, anche se ti chiami Valentino Rossi sei inerme contro la tragedia. La notizia della morte di Jason Depasquier ha colpito tutti i piloti del paddock e Valentino ha cercato di trovare una spiegazione a tutto questo nella ragione.

Prima di tutto voglio fare le condoglianze alla sua famiglia, al suo team e ai suoi amici - dice - Già ieri sera sapevo che la situazione era molto critica, disperata, Sasaki lo aveva colpito sulla testa. Però un conto è sapere che le sue condizioni sono gravi e un altro sapere che un pilota è morto. Ti chiedi se abbia senso continuare, fare la gara. Io non penso che ce l’abbia ma non lo ha neppure non farla, perché tutto quello che facciamo oggi non può cambiare quello che è successo ieri. È stata una giornata difficile, ti domandi  perché stai correndo”.

C’è chi pensa che se a perdere la vita fosse stato un pilota di MotoGP le cose sarebbero cambiate, ma Rossi non è d’accordo.

Secondo me non sarebbe cambiato nulla - la sua opinione - Nel 2011, in Malesia, non avevamo corso ma in quel caso l’incidente a Simoncelli era capitato durante la gara, a Barcellona e Misano, dopo le tragedie di Salom e Tomizawa, invece sì, non vedo discriminazioni in questo senso. Possiamo chiederci se sia giusto farlo e forse non lo è, ma non cambierebbe comunque nulla. Certo, ti chiedi perché lo fai, che senso abbia tutto questo. Tutti avevano voglia di andarsene a casa, ma la prossima settimana ci sarà comunque un’altra gara. Io stesso, se mi avesse detto che non si sarebbe corso, sarei stato d’accordo”.

Le dinamiche di certi incidenti sembrano inevitabili.

Abbiamo fatto tanto per la sicurezza delle piste, ma avremmo bisogno di ancora di più - continua Rossi - Spesso chiediamo di allargare le vie di fuga, ma a volte non è possibile perché mancano i soldi o lo spazio. Con l’abbigliamento, parlo di tute, caschi, airbag, abbiamo fatto passi in avanti importanti, però il problema di quando cadi, rimani in pista e sei colpito da un altro pilota, come era successo a Simoncelli e Tomizawa, è di  difficile soluzione, possiamo fare poco. In prova si potrebbe girare da soli, ma in gara si è tutti insieme, basta vedere la gara di oggi della Moto3”.

Oliveira ha affermato che le prestazioni delle Moto3 sono troppo elevate.

Io credo che il problema sia che sono sempre uno attaccato all’altro - la sua opinione - Soprattutto qui al Mugello, dove la scia fa una grande differenza, ci sono trenini di 6 o 7 moto, ma succede anche in Moto2 e MotoGP. Sicuramente se tutte le moto andassero un po’ più piano sarebbe meno pericoloso, ma non saprei come fare perché accada”.

Valentino ha poi parlato della sua gara.

Ero partito bene, avevo superato due o tre piloti, ma alla prima curva c’è stato un po’ di casino - racconta - Vinales ha preso un’imbarcata, io ho dovuto franare, e mi sono trovato in mezzo a Pirro e Lecuona. Ci siamo toccati e ho perso vita, mi sono trovato penultimo. È stato un peccato perché avevo un passo decente”.

Migliore di quanto visto in prova.

Abbiamo avuto un po’ problemi perché ci sono tante buche, soprattutto in qualche franata da piegato - spiega Valentino - Abbiamo fatto una moto un po’ più morbida e mi ero sentito meglio già nel warm up, poi siamo riusciti a mettere a posta l’elettronica per gara, abbiamo fatto buon lavoro sotto questo punto di vista. Sorpassare gli altri piloti, però, non è stato facile perché uscivo un po’ piano dall’ultima curva e non ero un fulmine di guerra sul rettilineo.  Alla fine sono arrivato 10°, ho preso qualche punto e non è male nella situazione in cui siamo ora”.

Infine Rossi commenta la prestazione del campione di marca Quartararo.

Ha fatto la differenza e non è la prima volta - si complimenta - Ci era riuscito anche in Qatar, a Portimao e a Jerez, prima di avere problemi al braccio. Qui ha guidato sempre al massimo e non ha fatto errori, se non avrà più problemi fisici è il favorito, perché è il più veloce. In questo fine settimana l’unico pilota al suo livello è stato Bagnaia, se non avesse fatto un errore sarebbe stata una lotta interessante”.

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