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MotoGP, Marquez: “Honda ha accusato la mancanza di un pilota veloce nel 2020"

“Per gli ingegneri è stato complicato lavorare durante la mia assenza. Sono ancora lontano dal migliore stato di forma e sono poco preciso. Con la pioggia questa potrebbe essere una gara meno impegnativa, ma sarà una lotteria”

MotoGP: Marquez: “Honda ha accusato la mancanza di un pilota veloce nel 2020"

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Marc Marquez arriva a Le Mans con un occhio rivolto alla Honda e l’altro al suo fisico. In Francia lo spagnolo punta a compiere un passo avanti, consapevole del fatto che l’esame non sarà per niente facile. Il suo percorso di recupero prosegue, ma al tempo stesso non mancano i limiti legati alla guida e alle sensazioni a cui era abituato.

Eppure Marc non vuole certo partire sconfitto, semmai preferisce stringere i denti e farsi trovare pronto.

“Come ben sappiamo qua il meteo è imprevedibile e di conseguenza dovrò adattarmi – ha esordito - da una parte spero ci sia l’asciutto, sarebbero le condizioni migliori per me, dal momento che porterei avanti il mio percorso di recupero in sella alla moto. Dall’altra  invece potrebbe essere interessante la pioggia, perché in quel caso ci sarebbe meno sforzo fisico e la gara diventerebbe una lotteria. È anche vero però che al momento non mi trovo bene in sella alla Honda come vorrei e quindi vedremo cosa accadrà”.

Il 93 è ben consapevole di quelle che siano tutte le difficoltà con cui confrontarsi.
“Al momento la moto non è male, ma ci manca qualcosa. Nel box il mio team deve fare molte attenzione, dato che i miei commenti non sono precisi come sempre. A volte inizio il weekend con un assetto e poi mi ritrovo a finire la domenica con un altro, complice ovviamente le mie condizioni di salute, dato che in ogni sessione guido diversamente rispetto a quella precedente”.

Peccato che il suo fisico abbia pensato bene di mettersi di mezzo anche in occasione dell’ultimo test.
“Nei di Jerez volevo riprendere la strada interrotta nel 2020 con la moto, ma purtroppo ho faticato dal lato fisico e di conseguenza non ci sono riuscito. Ci riproverò però questo weekend a fare del lavoro comparativo”.

Nel frattempo la squadra cerca di garantirgli il massimo del sostegno.
“La Honda sta lavorando duramente, portando diverse componenti al fine di compiere dei passi avanti. La cosa però si complica nel momento in cui non abbiamo un vero pilota veloce. Se ci fosse un pilota forte, sempre a ridosso delle posizioni migliori, per gli ingegneri sarebbe molto più facile lavorare. Invece arriviamo a questo 2021 dopo un 2020 difficile. Nel team factory c’era un rookie come Alex, inoltre Cal ha sofferto dal lato fisico, mentre Nakagami utilizzava la moto 2019. Tutte queste cose messe assieme hanno condizionato sicuramente”.

La mente di Marc è già focalizzata sul round del Bugatti, dove fu proprio lui a trionfare due anni fa.
“La mia priorità è quella di recuperare dal punto di vista fisico. L’ osso è ok, da Jerez a Le Mans ho infatti aumentato gli allenamenti in palestra, cercando di migliorare la massa muscolare. Sono ancora lontano dal mio miglior livello, infatti basta confrontare il braccio destro col sinistro. Dopo Jerez ho però iniziato a utilizzare manubri più pesanti e come detto sto facendo un passo alla volta”.

Lo scorso mercoledì il 93 si è sottoposto alla visita di controllo.  
“Non ci sono particolari stravolgimenti. Come detto l’osso è a posto. L’unica novità è che potrò iniziare ad allenarmi con la moto almeno una volta alla settimana tra le gare, dato che prima non mi era concesso”.

L'ultima considerazione è invece legata all'holeshot.

"Lo considero un dispositivo stabile e sicuro in fase di partenza, anche se sono contrario a utilizzarlo in gara. Penso che a differenza della Ducati, tutti gli altri piloti condividano il mio pensiero. Non penso sia potivo per la sicurezza, dato che diminuisce il tempo in frena rispetto a quello in accelerazione"

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