MotoGP, Sylvain Guintoli: "Lo stop allo sviluppo è un bene per Suzuki"

"L'equilibrio è la cosa più importante in MotoGP e la GSX-RR 2020 è il punto più alto della filosofia Suzuki. È stato il telaio a fare la differenza"

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Dietro al successo di Joan Mir con Suzuki ci sono tanti uomini che hanno contribuito alla crescita della GSX-RR, uno di questi è Sylvain Guintoli. Il pilota francese ha messo a disposizione la sua esperienza per lo sviluppo del progetto MotoGP e il suo contributo è stato prezioso.

Il tester ha parlato di come tutto è nato.

"Quando sei a casa, senza le gare, è un buon momento per riflettere e guardare indietro ai ricordi felici. Ho pensato al fantastico successo di Suzuki nel 2020 e ricordando come è iniziato il mio ruolo con il Team Suzuki Ecstar - ha raccontato - Sono entrato nel 2017 dopo l'infortunio al polso di Alex per sostituirlo. All'epoca avevo iniziato a fare un po' di sviluppo con la GSX-R nel BSB con Suzuki, e Davide Brivio mi ha chiamato perché avevo una passata esperienza in MotoGP”.

È stata una scelta azzeccata.

"Per me è stata una grande opportunità perché di solito quando si esce dalla MotoGP non si può rientrare, quindi è stato davvero bello tornare a guidare una MotoGP - ha continuato - Il mio primo pensiero era stato che era semplicemente fantastico sperimentare di nuovo la guida di una moto come quella, prima di tutto devi solo divertirti un po' sulla moto e poi devi entrare negli aspetti tecnici e capire la moto, cercando di andare più veloce".

Sylvain ha ancora in mente le prime sensazioni.

"La mia prima impressione della GSX-RR era che fosse molto ben bilanciata, ma quell'anno ci fu un problema con il motore. Questo equilibrio è diventato una sorta di 'tema' intorno alla GSX-RR,ed è in realtà la cosa più importante nelle gare di GP, perché alla fine della giornata queste moto sono troppo potenti per le piste e troppo potenti per l’aderenza che c’è, quindi la chiave è quella di gestire ciò che hai e sfruttarlo al meglio”.

Infatti la Suzuki viene descritta come la moto più equilibrata del lotto.

"Abbiamo lavorato duramente e uno dei più grandi miglioramenti è arrivato tra il 2017 e il 2018 - ha affermato Guintoli - Il motore era molto meglio e tutti le cose che sono state usare per cercare di contrastare il problema del motore erano ancora utili e davani benefici, perché avevamo eravamo andati a fondo nella moto e questo ci ha permesso di capire ancora di più la GSX-RR. Dopo di che è stata tutta una questione di piccoli passi: aerodinamica, freno motore e stabilità. Si trattava di fare piccoli aggiustamenti, tutte queste piccole cose si sommano. L'anno successivo, nel 2019, la moto stava migliorando sempre di più e così i risultati”.

"Nel 2020 la differenza più grande l'ha fatta il nuovo telaio"

Poi la storia recente: con il titolo di Mir,

"Poi l'anno scorso, nel 2020, la grande differenza è stata il nuovo telaio, che ho provato per la prima volta nel test pre-stagionale di Sepang; è stato un grande miglioramento - l’opinione di Guintoli  -Permette ai piloti di frenare più forte, il che è stato un grande vantaggio. Joan frena tardi e frena forte, quindi l'ha davvero aiutato. E il nuovo motore nel 2020 era anche migliore in alcune aree, quindi abbiamo fatto un grande passo l'anno scorso. Storicamente Suzuki ha sempre costruito moto maneggevoli e che curvano bene, è nel sui DNA e questa GSX-RR 2020 è stata una sorta di punto più altro in quel senso".

"Sono un nerd: analizzo i dati di tute le sezioni quando sono a casa"

Sylvain sa che c’è molto di suo in quella moto.

"Mi piace vedere il lavoro messo in pratica, quindi guardo ogni sessione, anche quando sono a casa, e l'anno scorso è stato più emozionante che mai vedere Joan e Alex fare così bene! - ha detto - Sono abbastanza un nerd, perché dopo ogni sessione in pista mi piace analizzare i fogli dei tempi e tutte le informazioni. Mi interessano molto e mi aiuta a capire i diversi stili di guida e i punti di forza dei piloti Suzuki e a individuare ciò di cui hanno bisogno....e a parte questo sono solo un grande fan delle corse in moto”.

Il suo lavoro però non è dietro allo schermo di un computer, ma un sella.

"Di solito faccio circa 10.000 km di test, ma nel 2020 è stato molto più difficile a causa della pandemia - ha sottolineato - Quest'anno, nel 2021, sembra che il programma cambierà di nuovo e sarà difficile conoscere le restrizioni di viaggio e quanto saremo in grado di provare. L'anno scorso non sono potuto andare in Giappone ed è stato difficile, e abbiamo saputo pochi giorni fa che il test di Sepang è cancellato, quindi dobbiamo aspettare e vedere cosa sarà possibile. Ma c'è anche un congelamento dello sviluppo che è buono per noi perché siamo molto soddisfatti della moto, anche se siamo desiderosi di continuare a lavorare per il futuro”.

Infine, Guintoli ha parlato dell’addio di Brivio.

"Le cose saranno un po' diverse per il Team Suzuki Ecstar quest'anno perché Davide ha lasciato la squadra. Mi è piaciuto lavorare con lui e gli sono grato per avermi accolto e condiviso alcuni bei ricordi - ha spiegato - Per ora mi sto allenando e mi tengo in forma, che è fondamentale per essere in grado di gestire una giornata intera di test, quindi faccio un sacco di ciclismo e vado all'avventura. Sono pronto a tornare sulla GSX-RR il prima possibile”.

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