A.Espargarò:"Freddie Spencer non sa cosa si prova su una MotoGP"

"Ho rispetto per Spencer, ma credo che abbiamo bisogno ci sia qualcuno che ha guidato in top class al massimo 8 anni fa. Le regole sono regole, non importa se sono coinvolti piloti di Moto3 o Marquez e Rossi"

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Lo avevamo sentito molto arrabbiato dopo la gara di domenica e, a quanto pare, l’umore di Aleix Espargarò non è cambiato qualche giorno dopo. L’opinione del pilota Aprilia sull’incidente tra Zarco e Morbidelli è sempre la stessa così come le sue motivazioni sull’accaduto tra lui e Danilo Petrucci nella giornata di sabato. 

“Ho parlato con il comitato degli steward e anche dal loro punto di vista quello che ho fatto non era pericoloso e non ha intaccato Petrucci in nessun modo nemmeno dal punto di vista delle prestazioni. Per questo non mi hanno dato nessuna penalità. Sull’incidente tra Zarco e Morbidelli credo di aver detto tutto domenica: quello è un punto difficile e tutti noi lo sappiamo. Proprio per questo, allora, bisogna cercare di stare un po' più attenti e rispettare di più gli altri piloti. Se si analizza l'incidente dalla telecamera di bordo del pilota dietro, si può vedere che Zarco stava percorrendo una linea molto larga quando ha superato Morbidelli. Lo ha fatto per evitare che Morbidelli lo sorpassasse subito, queste sono cose che non si possono fare a più di 300 km/h”. 

Aleix Espargarò, però, ha approfondito il tema della commissione degli steward guidati dal 2019 da Freddie Spencer ex pilota del motomondiale negli anni 80' e tre volte campione del mondo 

"Ho rispetto per Freddie Spencer, ma credo che abbiamo bisogno di qualcuno che ha corso in MotoGP al massimo otto anni fa. Qualcuno che ha provato le stesse sensazioni che stiamo provando noi in sella a queste moto e che quindi ci capisce”.

Un altro tema è quello delle penalità, giudicate da Epargarò troppo dissimili tra loro, soprattutto in relazione alla caratura e all’importanza dei piloti coinvolti. 

“Quello che mi infastidisce è che non sempre le stesse azioni vengono valutate nello stesso modo. Una regola è una regola e non deve importare se alla fine il pilota cade o meno o se stava conducendo la gara o no o se un contatto accade tra due piloti in lotta per la ventesima posizione della Moto3 oppure tra Marc Marquez e Valentino Rossi. Bisogna migliorare molto sull’equità del trattamento che viene riservato ai vari piloti”. 

Quello degli Steward però non è un compito semplice e i vari contatti in gara possono avere molte interpretazioni. 

“Capisco che per loro non sia semplice giudicare, ma non è facile neanche per me cercare di entrare nella top 10 con l'Aprilia, non è facile per i miei ingegneri sistemare la moto e non è facile neanche per mia moglie essere madre. È difficile per tutti e credo che ci sia un margine di miglioramento per gli Steward. Non sono solo io a pensarlo, siamo tutti d'accordo”. 

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