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MotoGP, Da Hailwood a Lorenzo: a volte (poche) ritornano

Jorge non è l'unico pilota a essere tornato sui suoi passi: Biaggi salì sul podio a Sepang 3 anni dopo essersi ritirato, Spencer disse addio alle corse 4 volte

MotoGP: Da Hailwood a Lorenzo: a volte (poche) ritornano

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È difficile dirsi addio, chiudere la porta e prendere un’altra strada. Lo sanno bene i piloti, che dopo il ritiro sentono il richiamo delle corse e a volte cedono per tornare sui propri passi. Lorenzo ha resistito pochi mesi prima di decidere di rimettersi tuta e casco e ributtarsi nella mischia. Ieri ha annunciato che sarà sulla sua Yamaha nel GP di Barcellona, ma era ormai un segreto di Pulcinella.

Per prepararsi al meglio, nelle prossime settimane sarà a Motegi a guidare la M1, anche perché l’obiettivo è quello di non sfigurare.

Nel motomondiale, non sono molti i ritorni. Dani Pedrosa ha rifiutato ogni proposta arrivata dalla KTM negli ultimi mesi. Prima di lui, anche Casey Stoner tenne fede al suo proposito, anche se una volta cedette. Successe nel 2015, Pedrosa si era infortunato, e l’australiano si propose per correre in Texas, ma la Honda glielo impedì.

Biaggi e Bayliss, quando l'età non conta

Max Biaggi sull'Aprilia SBK nella sua ultima gara a Sepang nel 2015

Nei tempi recenti, il ritorno più clamoroso fu quello di Max Biaggi. Il Corsaro si ritirò da campione della SBK a fine 2012, tre anni più tardi risalì sulla Aprilia per due gare: a Misano e in Malesia, salendo sul podio a Sepang.

Restando nelle derivate di serie, non si può citare Troy Bayliss. L’australiano praticamente non ha mai scorso di correre (solo pochi mesi fa è salito sul podio, a 49 anni, nella tappa di Phillip Island del campionato australiano SBK) ma il suo addio al mondiale avvenne nel 2008, anche lui da campione come Biaggi.

Sette anni più tardi, però, Troy risalì sulla Ducati del team ufficiale per le tappe di Phillip Island e Buriram, in sostituzione all’infortunato Giugliano. Bayliss non se la cavò male, ottenendo un 9° posto come miglior risultato di questo rientro in Gara 1 in Thailandia.

Hailwood, talento senza confini

Abbiamo ricordato due casi recenti, ma non volevamo fare un torto a uno dei più grandi motociclisti di sempre: Mike Hailwood. The Bike corse la sua ultima stagione nel motomondiale nel 1967 (con una breve apparizione nel 1968) per poi dedicarsi alle auto. Nel 1978 tornò a delle due ruote per correre al Tourist Trophy.

Mike aveva un problema al piede destro, ricordo di un brutto incidente in auto, ma questo non gli impedì di vincere il TT F1 sulla Ducati e di ripetersi l’anno dopo con la Suzuki nel Senior TT.

Lawson, Robert e Schwantz: una seconda vita nell'endurance

Eddie Lawson in azione alla 200 Miglia di Daytona
Eddie Lawson in azione alla 200 Miglia di Daytona

Anche Eddie Lawson non riuscì a fare del tutto a meno dell’adrenalina dopo essersi ritirato dalla 500 a fine 1992. Nel 1993 partecipò alla 200 Miglia di Daytona riuscendo a vincerla, mentre l’anno successivo si piazzò 3°. Eddie corse in quegli anni anche la 8 Ore di Suzuka, classificandosi 2° nel 1993.

Non tutti i ritorni, però furono coronati dal successo. Kenny Roberts chiuse la sua carriera nel motomondiale nel 1983, ma tornò in sella alla Yamaha 500 nel 1987 per il GP delle Nazioni a Monza. Partecipò solo alle prove libere, ma non partecipò alla gara.

Dopo l’addio al motomondiale, però, il Marziano vinse la 200 Miglia di Daytona nel 1984 e nello stesso anno arrivò 2° alla 200 Miglia di Laguna Seca e corse nel dirt track, alla Springfield Mile Grand National con un Harley Davidson mancando però la finale. Nel 1985 fece la pole position alla 8 Ore di Suzuka, ma soffrì di problemi meccanici in gara, nel 1986 partecipò per l’ultima volta alla classica dell’endurance in Giappone chiudendo al 2° posto.

Citando la 8 Ore di Suzuka, non si può non citare il podio di Kevin Schwantz nel 2013 a 49 anni, il texano si era ritirato dalla 500 nel 1995.

Freddie Spencer, il pilota che si ritirò 4 volte

Freddie Spencer sulla Ducati 916 nel 1995

Un vero e proprio esperto di ritiri su Freddie Spencer, che ne collezionò ben 4 nella sua carriera. La prima volta fu nel 1986 a Jarama, passarono un paio di Gran Premi e si ripresentò in pista a Salisburgo, per annunciare il ritiro dopo una caduta.

Nel 1987 Kanemoto lo convinse a ripensarci, finì l’anno con solo 4 punti conquistati e decise nuovamente di dire basta. Nel 1989 fu Giacomo Agostini a dargli un’altra possibilità, questa volta sulla Yamaha, ma non andò bene e prima del GP di Gran Bretagna si consumò il divorzio e il 3° ritiro.

Nel 1991 e nel 1992 Freddie corse in America, nel campionato nazionale SBK sulla Honda, ma senza brillare. L’anno successivo ritorna nel motomondiale, con i colori del team Motor France e una ROC-Yamaha, ma non va bene. Poche gare, un altro infortunio e l’ultimo, definitivo, ritiro.

Spencer correrà ancora negli USA per due stagioni, nel 1995 e nel 1995, sulla Ducati 916 del team Ferracci, con quella moto vincerà la sua ultima gara a Monterey,  in Canada, nel 1995.

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