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Max Biaggi, dal debutto incredibile di Suzuka in 500 a MotoGP Legend

La carriera del romano ha vissuto momenti incredibili, ma la vittoria al debutto in 500 a Suzuka forse è quello più entusiasmante. Il racconto di un weekend straordinario

MotoGP: Max Biaggi, dal debutto incredibile di Suzuka in 500 a MotoGP Legend

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Max Biaggi è stato insignito del titolo di MotoGP Legends, un sigillo che pochi possono vantare e che arricchisce in un certo modo una carriera semplicemente straordinaria. Sei titoli iridati, di cui quattro in 250 e due in SBK, rendono Biaggi uno dei piloti più vincenti della storia del motociclismo, ma ovviamente gli anni che resteranno impressi nella mente degli appassionati sono quelli delle grandi sfide in sella alla 500 da Gran Premio. 

In particolare, c’è quel primo passo di Max Biaggi nella top class che è destinato a restare impresso nella mente degli appassionati per sempre. Suzuka, 1998. Max debutta in 500 e scrive una delle pagine più belle della storia del motociclismo. Ecco il racconto di quella epica impresa.

Mettiamo indietro l’orologio e catapultiamoci verso la fine degli anni ’90, in particolare nel corso del 1996. Max Biaggi ha già vinto due titoli iridati con l’Aprilia in 250, è diventato un vero simbolo del motociclismo ed è osannato in Italia. La moto nera con la celebre colorazione Chesterfield è sulle prime pagine dei giornali, Max è il Corsaro Nero. Per la prima volta un pilota motociclistico riesce a superare i confini dello sport e diventa una celebrità in TV. Biaggi è amico di Fabrizio Frizzi, va spesso in televisione, entra allo stadio Olimpico con la sua Aprilia 250 per celebrare il titolo. E’ il suo momento, è il pilota del momento.

1996, LE STRADE CON APRILIA SI SEPARANO

Solo che la favola con Aprilia ormai è agli sgoccioli e Max vuole la 500. Il divorzio avviene nel mezzo di una stagione dominata, che avrebbe portato il terzo titolo in 250 conquistato con la RS 250. Ma il futuro per Biaggi è lontano da Noale e di preciso ha la direzione di Tokyo e della Honda. Doohan è in pieno dominio, vince da tre anni consecutivamente, ma si deve già pensare al futuro e Max è senza dubbio un talento su cui puntare.

L’accordo è raggiunto, Max correrà in 250 con la Honda che vuole vincere e battere l’Aprilia nel 1997 e dopo, con il sostegno della Phillip Morris, sarebbe passato in 500, in una squadra satellite gestita dal guru Erv Kanemoto e con a disposizione una NSR 500 del tutto simile a quelle a disposizione del Team Honda Repsol, che ha in squadra nel 1998 Doohan e Civille. Max fa la sua parte, vince il titolo 250 nel 1997 e si guadagna la top class per la stagione successiva.

Quando iniziano i test invernali, non tutti sono convinti che Max possa essere veloce al debutto sulla 500, perché Max è un grandissimo interprete della 250 e la sua guida pulita che fa della velocità di percorrenza in curva e della guida di fioretto i propri punti forti. Una tecnica perfetta per le leggere moto della categoria di mezzo, ma anche un potenziale limite quando hai quasi il doppio dei cavalli da gestire per una manciata di kg in più sulla moto. Le 500 sono diverse e sono spaventose.

Eppure Max Biaggi nei primi test vola. Fa il miglior tempo nei test IRTA di Jerez ed a Barcellona si ripete. In questi test spesso Mick Doohan non mette assieme molti giri, anche perché ormai la 500 è una classe leggermente plafonata, non c’è molto sviluppo tra una stagione e l’altra e fondamentalmente Doohan sa di avere in mano la situazione. Certo, quel ragazzo romano è veloce, ma Mick non sembra preoccupato.

BIAGGI E' SUBITO VELOCISSIMO IN 500 NEI TEST

Il primo round del mondiale è a Suzuka, il tempio della Honda. Ma anche il tempio dei piloti giapponesi, che qui hanno sempre brillato. I famosi samurai giapponesi, piloti che avevano ogni anno questa chance pulita di correre sulla pista di casa avendo spesso a disposizione dei mezzi allo stesso livello degli ufficiali. Un’opportunità che per alcuni avrebbe cambiato il corso della carriera. Nelle prime libere, Doohan si prende il miglior tempo davanti a Biaggi, ma ale loro spalle c’è una muta di quattro giapponesi terribili che vogliono vendere carissima la pelle. Okada, Haga, Nanba e Aoki formano un bel poker, mentre Norick Abe è appena più dietro, al nono posto con la Yamaha gestita da Rainey. 

La situazione resta simile nella prima sessione di qualifiche, che all’epoca erano composte appunto in due sessioni. Una al venerdì e l’altra al sabato con la classifica combinata tra queste due sessioni a formare la griglia di partenza. Nella prima sessione di qualifica Doohan resta leader, mentre inizia a farsi vedere anche Kocinski, tornato in 500 dopo aver portato la Honda al titolo SBK nel 1997 con la RC45.

I tempi iniziano ad abbassarsi notevolmente al sabato mattina, ma è nella seconda e decisiva sessione di qualifica che Biaggi fa il capolavoro. Si prende il miglior tempo fermando il cronometro in 2’05,772 e si gode la soddisfazione di lasciare il Re, ovvero Doohan, a quasi un secondo di distacco. Mick, che è sempre stato un vero mattatore delle qualifiche, incassa ed inizia a guardare in modo più preoccupato la NSR rossa e bianca griffata Marlboro. Biaggi è dannatamente veloce sul giro secco, ma la gara, si sa, è un’altra cosa.

POLE IMPRESSIONANTE PER BIAGGI, DOOHAN INCASSA UN SECONDO

Nel warmup è Haga dettare legge, ed anche quando finalmente scatta il semaforo della gara, il grande talento giapponese fa faville. Allo start è Norick Abe a prendere il comando delle operazioni, ma Noriyuki Haga ci mette poco a dare spettacolo prendendosi la testa della gara. Biaggi, che è scattato non perfettamente dalla pole, è quarto nelle prime fasi di gara, ma in pochi giri si mette in scia ai due giapponesi indiavolati della Yamaha.

Ci mette meno di un giro per passarli entrambi ed iniziare una cavalcata che nessuno avrebbe immaginato possibile. Nel frattempo Mick Doohan è nei guai. L’australiano, scattato non benissimo dalla terza piazza in griglia, al termine del primo giro è sesto, ma un errore commesso nel corso del secondo giro lo porta fino alla diciassettesima posizione, quasi in coda al gruppo. Doohan non si scoraggia ed inizia a spingere per rimontare, ma nel frattempo Biaggi sta iniziando a martellare per creare un gap nei confronti dei rivali. 

Giro dopo giro, Doohan recupera posizioni ed al quindicesimo passaggio è undicesimo, con la certezza almeno di potersi portare a casa i punti di una top ten. Ma nel corso del giro successivo, il motore della sua Honda lo tradisce ed ormai Biaggi è in fuga solitaria già da qualche giro, pennellando curve perfette in una Suzuka che assiste entusiasta ad uno dei debutti più entusiasmanti della classe regina. 

BIAGGI COMPIE L'IMPRESA, VINCE AL DEBUTTO IN 500

BIAGGI FESTEGGIA A SUZUKA

Biaggi si prende anche il giro più veloce e la festa Honda, rovinata dalla rottura di Doohan, può essere confermata dal secondo posto di Okada, che batte il funambolo Haga sul traguardo soffiandogli la piazza d’onore. La bandiera a scacchi sventola, Max Biaggi ha vinto coronando un fine settimana semplicemente perfetto. Il debutto in 500 riesce ad andare oltre le più rosee aspettative e anche nel resto della stagione il duello tra Biaggi e Doohan sarà il vero leit motiv del 1998.

Oggi Biaggi è ufficialmente una MotoGP Legends. Gran parte di quella leggenda, l’ha costruita anche con questa memorabile impresa.

 

 

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