MotoGP, Iannone: è corsa contro il tempo per dimostrare la sua innocenza

I risultati del test antidoping sul secondo campione sono attesi per il 7 gennaio, a meno di un mese dai test di Sepang dove debutterà la nuova Aprilia

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I piloti sono abituati a lottare contro il tempo, ma questa volta Andrea Iannone dovrà farlo non fra i cordoli, dove abituato. La notizia di essere stato trovato positivo dopo un controllo antidoping ha preso di sorpresa tutti, lui per primo. Questo non significa che il pilota dell’Aprilia abbia assunto volontariamente quella sostanza, ma ci vorrà del tempo prima che la vicenda sia chiarita.

Innanzitutto Andrea ha richiesto l’analisi di un secondo campione di urine, prelevato sempre a Sepang, come suo diritto. Per farle, però serve tempo, e il fatto che le vacanze natalizie siano alle porte non aiuta. Una data per avere i risultati è quella del 7 gennaio, cioè a meno di un mese dall’inizio dei test in Malesia.

Le prime prove invernali sono in programma infatti dal 7 al 9 febbraio per tutti i piloti, ma sono precedute da uno shakedown dal 2 al 4 riservato ai collaudatori e ai piloti di quelle Case che godono delle concessioni. Come Aprilia, che a Sepang farà debuttare la nuova RS-GP in versione 2020. Si tratta quindi di un appuntamento molto importante e sarebbe molto utile avere Iannone a disposizione.

Riuscirà a essere in sella? Difficile dirlo ora. Naturalmente se il secondo campione risultasse negativo tutto si risolverebbe, ma è improbabile un errore del genere da parte di un laboratorio accreditato dalla WADA (l’agenzia mondiale antidoping).

Se i risultati fossero confermati, Andrea e i suoi legali faranno ricorso alla Corte Disciplonare Internazionale, a cui presenteranno le loro memorie difensive. Essere positivi a una sostanza non significa averla assunta intenzionalmente, del cibo contaminato o dei medicinali potrebbero essere la causa della positività ai test.

Il problema, ancora una volta, è che la giustizia ha i suoi tempi, e non sono brevi. Il regolamento dice che la CDI, dopo l’udienza, ha 45 giorni di tempo per il verdetto. Nulla vieta che si pronunci prima, ma considerati i tempi per i risultati del secondo test, la data dei test in Malesia è vicinissima.

Iannone ha anche la possibilità di richiedere la sospensione dello stop dalle attività sportive, scattato il 17 dicembre con la comunicazione della positività ai controlli. Per il momento non lo ha fatto, anche perché sarebbe inutile in un periodo in cui è vietato per tutti fare test. Presumibilmente, i suoi legali vogliono tenersi questa carta proprio in vista delle prove di Sepang.

Anche perché, se la CDI non accogliesse il ricorso del pilota, ci sarebbe la possibilità di un secondo appello al TAS, il Tribunale Arbitrale Sportivo. Facile quindi prevedere come la questione potrebbe andare molto per le lunghe prima della conclusione.

In questo momento Aprilia sta alla finestra. In questi casi, né il team né il costruttore sono coinvolti in nessun modo e bisogna solo aspettare cosa deciderà la giustizia sportiva. A Sepang ci saranno comunque il pilota Aleix Espargarò e Bradley Smith, come era già stato preventivato.

Il 7 gennaio sarà la prima data per capire qualcosa di più sull’immediato futuro di Andrea, che potrebbe cavarsela anche solamente con una reprimenda se fosse accertata la sua involontarietà nell’assunzione di sostanze proibite. In questo momento, il più grande rivale è il tempo.

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