MotoGP, Burgess: "forse Valentino Rossi è rimasto in giro troppo a lungo"

"La cosa che mi preoccupa, ed è triste, è che finisce la gara nella stessa posizione in cui si è qualificato. Chi vincerà? Il cuore dice Valentino ma la mia testa dice Marquez"

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Jeremy Burgess non ha bisogno di presentazioni: è stato al fianco di Freddie Spencer nel 1985, mentre Erv Kanemoto si occupava della 500, nell'anno del du0lice titolo di Freddie Spencer.

Poi ha accompagnato al mondiale i connazionali Wayne Gardner e Mick Doohan e, successivamente, Valentino Rossi, che con lui vinse l'ultimo titolo della 500cc, nel 2000 e lo ha poi seguito nei successivi sei mondiali in MotoGP.

Burgess, che raramente perde un Gran Premio d' Australia ha detto che mentre vorrebbe vedere Rossi tornare in forma vincente, pensa che Marquez sarà difficile da battere.

"Il cuore dice Valentino ma la mia testa dice Marquez" -ha rivelato Jeremy a motogp.com.au - Marc non ha mai avuto molta fortuna a Phillip Island. L'anno scorso, ad esempio, ha avuto estrema sfortuna".

Burgess, che seguì Valentino in Yamaha nel 2004, con l'intero suo team e poi, successivamente, nel controverso passaggio in Ducati nel 2011, parlando del Rossi di oggi ha emesso un verdetto netto.

"Forse è rimasto in giro un po' troppo a lungo - ha detto, e poi ha aggiunto - La cosa che mi preoccupa, ed è triste, è che finisce la gara nella stessa posizione in cui si è qualificato. Non ci siamo mai preoccupati, nel passato, quando occasionalmente partiva dalla 10a piazza, perché sapevamo  che avrebbe guadagnato quattro o cinque posizioni, e che sarebbe poi salito sul podio o che avrebbe comunque lottato per il podio".

Non aggiunge altro Jeremy, ma l'impressione è che pensi che la situazione rappresenti un pendio ripido sul quale Vale stia scivolando.

Chi lo impressiona, attualmente è Marc Marquez.
Marquez continua a impressionarlo soprattutto perché gli altri piloti Honda sono lontani.

"È emozionante guardarlo, perché non sono convinto che la Honda sia necessariamente la migliore moto là fuori - spiega e poi osserva - Guardate le prestazioni degli altri piloti Honda, ad esempio quelle di Cal Crutchlow. Cal è un pilota che credo sia in grado di gareggiare un po' più vicino alle prime posizioni, ma non lo sta facendo".

Parlando di Jack Miller, attesissimo nella gara di casa, Burgess si è detto colpito dalla velocità dell'australiano, evidenziandone però alcune criticità.

"Quest'anno ha fatto alcune cose molto emozionanti e alcune di queste potrebbero essere scivolate un po' sotto il radar. E' spesso stato davanti, con i migliori, nei primi giri, ma a volta ha scelto la gomma sbagliata. Sta imparando che a volte è necessario scegliere un altro pneumatico, ma tutto ciò fa parte del processo di apprendimento".

 

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