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MotoGP, Valentino Rossi: 5 o 6 piloti più veloci di noi

Partenza difficile a Jerez: "con il caldo soffriamo, la gomma slitta e il passo si alza. Non sono contento del bilanciamento della M1"

MotoGP: Valentino Rossi: 5 o 6 piloti più veloci di noi

Galleggiare ai limiti della Top Ten, la zona utile per entrare direttamente in Q2, non è esattamente quello che si aspettavano Valentino e Vinales. Per stessa ammissione del Dottore, Jerez sarebbe stata una cartina tornasole per la competitività della Yamaha e per il momento non ha restituito risultati troppo rassicuranti.

Al mattino la partenza era stata buona (6° tempo per Rossi a un paio di decimi dal migliore), il secondo turno, invece, ha mostrato le debolezze della M1 (9° tempo e più di 6 decimi di gap). La speranza è che il fine settimana possa prendere una piega diversa.

È stata una giornata difficile - è costretto ad ammettere Valentino - Nel primo turno, con temperature più basse, moto e gomme funzionavano meglio. Nel pomeriggio, invece, è arrivato il caldo e abbiamo sofferto di più. Non sono contento del bilanciamento della moto”.

Il che significa che la migliore concorrenza è al comando, e a Honda e Ducati sembra essersi aggiunta anche Suzuki.

“I primi 5 o 6 piloti sono più veloci di noi - taglia corto il Dottore - Questa è una pista famosa per fare slittare le gomme, l’asfalto nuovo aiuta un po’ ma non abbastanza, e noi soffriamo in quel frangente. Il posteriore scivola molto e dopo qualche giro dobbiamo rallentare il nostro passo.

Inoltre, la decisione di Yamaha di non provare a Jerez durante l’inverno non ha fatto che complicare le cose.

“È uno svantaggio, ma forse il fatto di essere gli unici a non avere fatto un test qui significherà avere maggiori margini di miglioramento - la flebile speranza - Parlando con i piloti di Moto2 e Moto3 mi ero fatto un’idea di come sarebbe stato il nuovo asfalto. Hanno fatto un buon lavoro, non ottimo perché c’è qualche problema alla prima curva e alla 8 e sono stati fatti dei rattoppi”.

A prescindere dalle condizioni dell’asfalto, Valentino ha comunque potuto farsi un’idea del livello della M1.

Ho detto che questo sarebbe stato un GP chiave per due motivi: perché avevamo faticato lo scorso anno e perché c’è poca aderenza - spiega - Quello che ho avvertito oggi in moto è quello che giù sapevo: trovo la M1 attuale migliore da guidare rispetto a quella dello scorso anno, ma in accelerazione c’è tanto da fare. Honda e Ducati hanno fatto un grande passo in avanti”.

A preoccupare il Dottore è sopratutto la moto giapponese.

Avevano fatto un primo miglioramento a metà della scorsa stagione e nell’inverno ce n’è stato un altro - analizza - Un anno fa soffrivano con la gomma anteriore, dovevano usare l’opzione più dura, invece ora vanno forte qualsiasi pneumatico montino e con tutti i piloti. Significa che hanno trovato un buon bilanciamento”.

Quello che ancora manca alla Yamaha. Guidare a Jerez, comunque, piace ancora molto a Rossi, che qui ha vinto ben 9 volte.

Ora che il circuito è intitolato ad Angel Nieto la sensazione è ancora più bella - sottolinea - Nella mia mente è questo il vero Gran Premio di Spagna, come lo è il Mugello per l’Italia. La storia è qui ed è perfetto che alla pista sia stato dato il nome di Angel.

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