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MotoGP, Rossi: il futuro? correre ancora poi... la Dakar

Valentino spiega: "Sainz ha vinto a 55 anni, magari potrei provare. La M1 2018 prenderà spunto dalla 2016, lavoriamo soprattutto su telaio ed elettronica"

MotoGP: Rossi: il futuro? correre ancora poi... la Dakar

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La vittoria ad Assen, ma anche l’infortunio e la mancata partecipazione al GP di casa. Il 2017 di Valentino Rossi è stato senza dubbio pieno di emozioni positive ma anche negative, che il 46 però ha già giustamente riposto nel cassetto dei ricordi. C’è infatti una nuova stagione da preparare, la 23esima nel campionato mondiale. “Quando ho iniziato a correre non pensavo che l’avrei fatto per così tanto – apre Vale -  ma non mi sono mai posto dei limiti, ho sempre preso la cosa anno per anno. E’ un po’ un peso dirlo come numero questo 23 (ride ndr) ma dall’altra parte è anche un bagaglio di esperienza che devo far valere. La MotoGP dopo di me? La immagino un po’ diversa perché corro da tanto e sono riuscito a vincere tante gare, ma quando smetterò andrà avanti con tutti i suoi piloti forti, i suoi tifosi e le sue belle gare”.

Valentino ha bene in mente la sua situazione, sia fisica che mentale: "Ogni anno dovrebbe essere più difficile perchè non sono più giovane, ma in realtà gli ultimi sei o sette anni sono stati simili dal punto di vista fisico. Ovviamente è diverso da quando avevo 20 o 25 anni, ci vuole maggiore tempo per recuperare. La gamba sta bene: ho potuto fare anche snowboard, ma non essendo al 100% ho dovuto cambiare allenamento, non posso ancora correre a piedi perchè sento dolore. il tempo di recupero stimato sarebbe di sei mesi, me ne manca uno e mezzo ma per andare in moto non è un problema".

Un altro argomento caldo da affrontare è il rinnovo Maverick Vinales, mentre sul profilo Rossi tutto tace, o forse no. “Sono contento sia per Maverick, con cui ho un buon rapporto, che per il team per il suo rinnovo  ed ho parlato con Lin (Jarvis ndr) anche del mio futuro. Sono molto contento perché sono tutte buone notizie: la Yamaha è molto positiva su qualsiasi decisione prenderò. Io mi sono immaginato di fare prima i test e poi decidere, anche se al momento mi piacerebbe continuare. Nel caso rinnovassi potrei farlo sia per uno che per due anni, ho tutte le porte aperte. La domanda che mi devo porre per capire il futuro è se ho ancora le motivazioni e la concentrazione per allenarmi tutti i giorni".  Il tutto alle porte di una stagione in cui tutti i big sono in scadenza di contratto. “Probabilmente inizierà presto la giostra dei possibili trasferimenti. C’è la possibilità che cambi tanto come quella che non cambi niente”.

Per anni si è parlato di un interessamento di Rossi per le auto, che per il momento sembra però svanito: “Anni fa ho preso la decisione di non ascoltare le sirene dell’automobilismo per continuare con il motociclismo, e spero di correre per qualche altro anno per poi vedere. A quel punto avrò una certa età, anche se mi piacerebbe correre in auto, non so se nel rally o su strada, ma sarà soprattutto un divertimento. Sainz ha vinto la Dakar a 55 anni e la cosa mi fa piacere, magari posso pensare anche io di fare la Dakar quando sarò grande”.

Venendo alla pista, il nove volte campione non fa proclami per la stagione alle porte, ponendosi comunque un obiettivo: “Mi piacerebbe che la stagione andasse come le precedenti tranne l’ultima, dato che negli ultimi anni sono stato veloce. Purtroppo il mondiale non è arrivato, ma soprattutto nel 2015 ho lottato sino all’ultima gara; l’obiettivo è essere più veloce dell’anno scorso, cercando di vincere di più e di fare più podi. Per il campionato vedremo: ovviamente parto per vincerlo, ma non è un’ossessione”.

In ogni caso la M1 2018 dovrà essere migliore della precedente versione, che l’anno passato ha dato più di un grattacapo a Valentino: “L’anno scorso dopo l’ultima gara abbiamo fatto due test molto importanti a Valencia ed a Sepang, dove abbiamo provato il telaio 2016, fatto varie comparazioni e fugato diversi dubbi. Ci sono cose interessanti da provare ma vedremo quando scenderemo in pista. Sembra che la moto per il 2018 verrà da quella del 2016: siamo convinti che quella era meglio, ma ovviamente la nuova moto avrà delle differenze che ancora non so. Il telaio e l’elettronica saranno sicuramente molto importanti; la prima forse ancora di più ma diciamo 50 e 50, infatti è lì che la Yamaha sta lavorando. Il telaio forse sarà più facile da risolvere, mentre l’elettronica sarà più difficile visto il divario da Yamaha e Ducati”.

Un occhio particolare andrà tenuto su Zarco, che ha mostrato grandi doti nella sua stagione da rookie. “Zarco è stata una grande sorpresa per tutti. E’ stato competitivo sin dall’inizio, ma soprattutto lo è stato suo finale andando sul podio delle ultime due gare. Penso che sarà anche lui della partita, dato che guida molto bene la Yamaha. Il livello dei piloti è molto alto, ad esempio Dovizioso e Lorenzo saranno entrambi molto difficili da battere".

Chi invece non sarà della partita, almeno per questa stagione, è Jonas Folger: "La sua è stata davvero una brutta notizia. E' un peccato perchè si tratta di un pilota giovane che ha dimostrato di poter fare bene anche in MotoGP, spero possa tornare. Ora la situazione è difficile anche per Hervè (Poncharal ndr), dato che è difficile trovare ora un buon pilota, sono curioso di vedere chi sceglierà; peccato anche per la M1 che è un'ottima moto".

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