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MotoGP, Vinales come Rossi e Hailwood: nuova moto e subito vincente

Sono pochissimi i piloti che ci sono riusciti nella classe regina: una breve storia del club più esclusivo del motomondiale

MotoGP: Vinales come Rossi e Hailwood: nuova moto e subito vincente

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Esiste un club molto ristretto nel motomondiale, in cui i membri si contano sulle dita di una mano e Maverick Vinales ha ottenuto la tessera la scorsa domenica in Qatar. Stiamo parlando di quel risicato gruppo di piloti che sono riusciti a vincere nella classe regina alla gara di debutto su una nuova moto.

Nella storia del motomondiale - allargando la statistica anche alla 500 - sono veramente pochi quelli che sono riusciti nell’impresa. Prima dello spagnolo, in MotoGP ce l’avevano fatta Rossi e Stoner. Valentino lasciò la Honda per la Yamaha e nel 2004, al primo GP della stagione, trionfò in Sud Africa (ricordate l'immagine in cui baciava la M1?), sulla pista di Welkom, riuscendo a conquistare poi anche il titolo.

Face lo stesso anche Casey Stoner nel 2007 quando salì per la prima volta sulla Honda arrivando dalla Ducati. Si ripetè poi nel 2011 quando ritornò sulla Honda: vittoria in Qatar e campionato. Anche se in quest'ultimo caso si tratto appunto di un ritorno sulla moto con cui aveva debuttato in MotoGP.

La lista, per quanto riguarda la MotoGP, finisce qui. Andando indietro negli anni, e passando alla 500, troviamo un altro precedente. Luca Cadalora nel 1996 salì sulla Honda dopo avere salutato la Yamaha e vinse all’esordio in Malesia, sulla pista di Shah Alam. Il modenese non riuscì a vincere il titolo, ma finì 3° il campionato.

Arriviamo al 1971 quando Alberto Pagani, dopo la morte di Angelo Bergamonti, fu chiamato dalla MV Agusta. Il pilota milanese, lasciò la LinTo e vinse alla sua prima apparizione a Monza.

Torniamo ancora più indietro nel tempo e arriviamo al 1961. In quella stagione Mike Hailwood partì con la Norton ma disputò le ultime 3 gare con la MV Agusta. La prima fu a Monza e riuscì subito a vincere il GP delle Nazioni. The Bike quell’anno fu vicecampione del mondo, dietro a Hocking che guidava anche lui la moto italiana.

Anche Giacomo Agostini potrebbe essere ammesso nel club, anche se la sua storia è un po’ più complicata. La rottura fra il campionissimo e la MV Agusta maturò a fine 1973 e nel 1974 Ago corse con la Yamaha. La prima gara in assoluto che disputò con la moto giapponese fu la 200 Miglia di Daytona, che vinse, come anche la successiva 200 Miglia di Imola. Quelle corse, però, non facevano parte del calendario del motomondiale e Mino le disputò in sella alla TZ 750, non alla 500, con cui conquistò la prima vittoria nella terza gara della stagione, al Salzburgring, in Austria.

La lista finisce qui e fa capire quanto non ci sia stato niente di scontato nel successo di Vinales in Qatar. Del resto, chi ben comincia…

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