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Dovizioso: Michelin? una decisione 'affrettata'

"Sarebbe stato meglio aspettare il primo turno di libere per mettere un limite all'uso della gomma super soft"

Dovizioso: Michelin? una decisione 'affrettata'

La scelta di Michelin di limitare l’uso della gomma super soft da bagnato all’anteriore per un massimo di 10 giri ha fatto storcere il naso a molti piloti. Anche Dovizioso, al termine della giornata, vuole vederci più chiaro. “Ne parlerò in Safety Commission” promette.

Andrea si è però fatto una sua opinione.

Premetto di non avere ancora parlato con i tecnici Michelin - spiega - Se mi metto nei loro panni e in quelli di Dorna, però, capisco che sia difficile trovare una regolamentazione giusta per tutte le situazioni che si possono incontrare nella stagione. Il problema principale è che, in questo momento, le gomme hanno un campo di utilizzo limitato per quanto riguarda le temperature. Non esistono due pneumatici che possano adattarsi a tutte le condizioni che troviamo in 18 gare.

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E in passato si è visto.

Capisco che fossero preoccupati dopo quello che era successo a Brno - ricorda - ma a Phillip Island non c’è bisogno di limitare a 10 giri l’uso della super soft. Questa è una pista dove non ci sono frenate impegnative, le temperature sono basse e c’è poco grip. Con quella gomma secondo me si può fare la gara”.

Per il Dovi la decisione è stata un po’ affrettata.

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“Sarebbe stato meglio decidere dopo il primo turno di libere o a fine giornata - continua - Me ne sono accorto oggi anche senza usare la mescola più morbida all’anteriore, il limite non era lì ma semmai al posteriore. Non l’ho montata perché ne avevo solo una, contro le due della mescola più dura, Michelin non era pronta a fornirne di più”.

Andrea non ha fatto molti giri nella mattinata.

Due uscite brevi - specifica - e devo dire che le sensazioni in moto non sono state delle migliori. Nonostante questo, sono comunque riuscito a girare a sei decimi dal più veloce, quindi non è andata male”.

Più che alle gomme, Hector Barbera pensa invece a sfruttare al meglio la seconda occasione sulla GP16. La partenza non è stata delle migliori.

Non ho molta fortuna - dice - Motegi non era la pista migliore per me, Phillip Island lo sarebbe ma purtroppo abbiamo trovato la pioggia. Le prime sensazioni sul bagnato sono state le stesse che ho avuto in Giappone sull’asciutto: non avevo grande fiducia sull’anteriore. Abbiamo fatto una modifica nella giusta direzione, ma la pioggia si è intensificata e mi sono dovuto fermare”.

Allo spagnolo serve soprattutto una cosa: più chilometri.

La GP14 è perfetta dal punto di vista del setup, mentre devo ancora adattare la GP16 al mio stile. Per riuscirci devo solo girare, sull’asciutto come sul bagnato - spiega - Se domani piovesse e poi la gara fosse asciutta mi troverei nella peggiore situazione possibile”.

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Matteo Aglio