È stato un vero e proprio fine settimana da dimenticare quello vissuto da Jorge Martin sul tracciato di Barcellona. In un Gran Premio tormentato dai brutti incidenti occorsi ad Alex Marquez e Johann Zarco, che hanno portato all’esposizione di due bandiere rosse, il pilota spagnolo è finito ruote all’aria per la quinta volta in tre giorni: steso da Raul Fernandez subito dopo l’ultima ripartenza. Martin però non vuole pensare all’amaro epilogo della sua gara, e ai punti persi in campionato, ma al fatto che gli incidenti di oggi al Montmeló non abbiamo avuto gravi conseguenze per nessuno dei piloti coinvolti.
“Credo che la mia storia oggi sia secondaria: per me è stata soltanto un’altra gara, un altro zero. Sono contento perché siamo tutti fuori pericolo, diciamo così. È stata una giornata davvero pericolosa e abbiamo dovuto ritrovare la concentrazione dopo quello che abbiamo visto nella prima gara - sono state le prime parole pronunciate dal pilota Aprilia davanti ai giornalisti - Avevo un po’ di dolore a causa della caduta, ma ero veramente nel panico per la situazione di Alex. Sono felice che stia bene, e lo stesso vale per Zarco. Dobbiamo migliorare in queste situazioni, perché c'è molta tensione e accade tutto in fretta. Per fortuna siamo tutti vivi e possiamo andare avanti a lavorare”.
Il Campione 2024 della MotoGP è stato interrogato su come si possa migliorare la situazione.
“Non lo so davvero. Lo spettacolo deve sicuramente andare avanti, ma tre partenze mi sembrano eccessive. Non so, non dipende da me, ma tre partenze sono sicuramente molto pericolose. Siamo persone e dopo aver visto quegli incidenti è difficile concentrarsi di nuovo. Si perde completamente la concentrazione e poi si deve rientrare in pista. Personalmente, sono sicuro di poterlo fare, ma ci sono altri piloti che non ci riescono. In più l’atmosfera che si respira dopo non è positiva, ti fa pensare che stia per succedere qualcosa di peggio - ha osservato - Questa è una cosa su cui dobbiamo riflettere, ma ribadisco che la cosa importante è che siamo tutti vivi e possiamo continuare a fare ciò che amiamo”.
Alla domanda sul fatto che la corsa andasse sospesa ha poi risposto: “Non lo so, non spetta a me decidere. Però penso sia piuttosto pericoloso continuare a ripartire. Dopo quello che abbiamo visto, la pista era piena di carbonio, ho gli occhi irritati per tutto il carbonio che ci è entrato. Questo significa anche che il tracciato non era pronto per continuare a correre. In più, per quanto saremmo andati avanti se avesse continuato a succedere qualcosa? Sei o sette volte? Non vedo il senso di continuare a ripartire”.
Parlando di ripartenze, come ci si prepara mentalmente a riprendere in una situazione del genere?
“Io ho una routine ben radicata. Qualunque cosa accada, mi concentro su me stesso. Ad oggi partenza che ho fatto andavo sempre meglio. Ero più preparato per ciò che stava per accadere. La prima gara è andata bene, la seconda meglio e la terza ancora meglio. Ero in una buona posizione, ma non sono riuscito ad andare avanti - ha spiegato Martin - Qual è la cosa più difficile? È che i tuoi colleghi possono stare male o essere in gravi condizioni e tu non sai esattamente come stanno. È chiaro che devi essere egoista, pensare a te stesso e non pensare a loro, per non ritrovarti con la strizza nella gara successiva. Però siamo atleti professionisti, dei motociclisti, ed è ciò che facciamo”.
Jorge non ha nascosto di essere rimasto molto colpito dall’incidente tra Alex Marquez e Pedro Acosta.
“Non ho visto molto, ma quando Alex è finito nella ghiaia sono stato colpito da parecchi pezzi. Ho anche visto la sua moto venirmi addosso e ad un certo punto ho avuto davvero paura. Per fortuna, mi sono spostato a sinistra e non è successo nulla. Credo che quello sia stato il momento in cui ho avuto più paura e poi rivedendo l’incidente” ha detto, prima di raccontare più nello specifico cosa ha vissuto in quei terribili momenti.
“La prima cosa che ho visto è stata che Acosta ha alzato la mano all’improvviso. Poi ho visto un sacco di polvere e tanti pezzi di moto che volavano in aria. Non ho visto Alex, ma la sua moto che veniva verso di me e mi ha scioccato. Sono riuscito a schivarla, ma non è stato piacevole - ha puntualizzato - Può succedere, sono le gare. Acosta ha rotto ed è stato pericoloso, ma siamo piloti professionisti e sono riuscito a resettare e a continuare la gara. Cosa ne penso del fatto che ad Acosta sia stato permesso di ripartire? Non sono io a stabilire le regole. Non ho nulla da dire al riguardo, è ad altre persone che andrebbe chiesto”.
Martin non è voluto entrare nemmeno nel merito dell’incidente con Raul Fernandez alla terza ripartenza, che ha messo fine alla sua corsa.
“Non ho nulla da dire, si è visto perfettamente dalla TV” ha detto Jorge, che è rientrato nel box visibilmente arrabbiato: “Voglio scusarmi per questo. Prima di tutto con la squadra e con Paolo Bonora, che ho un po’ spintonato. Ero davvero frustrato per quello che è successo, ma migliorerò sicuramente. Come cerco sempre di fare. Sono deluso dalla mia reazione, ma ero davvero infuriato per quello che era successo. Oggi avevo il potenziale per vincere, ma non sono riuscito a finire”.
Nonostante il fine settimana sia stato abbastanza disastroso per Martin, allontanatosi dalla vetta della classifica iridata con il quarto posto di Bezzecchi, il pilota spagnolo non vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto.
“È un peccato, perché un weekend con cinque cadute è qualcosa che nessuno vorrebbe. La cosa positiva però è che stavo andando veloce. Venerdì ho sofferto molto. Partire nono e trovarsi quarto, in lotta per il podio, in un fine settimana molto complicato, su una pista dove non tutto è andato per il meglio, penso serva a trarre conclusioni positive - ha commentato - Se domani riusciremo ad avere il tempo per provare qualcosa sarà importante per continuare a migliorare. Questa non è la pista ideale per provare qualcosa, ma siamo riusciti a trovare il ritmo anche qui e questo significa che riusciremo a trovare il passo anche in quei tracciati in cui avremo problemi di grip”.