Ieri Lorenzo Baldassarri era stato vittima di una bruttissima caduta al Balaton Park, la sua Ducati distrutta, lui aveva preso un brutto colpo. Oggi, è riuscito a dimenticarsi tutto quello che era successo e si è preso la soddisfazione di festeggiare il 3° posto nella Superpole Race, mentre ha sfiorato il podio in Gara 2.
“Sicuramente, dopo quello che era successo ieri, era molto importante tornare a confermare la velocità che avevo avuto per tutto il fine settimana - spiega il pilota del team Go Eleven - Anche se è stato difficile perché ieri avevamo dato veramente una bella botta, sia io che la moto. Il team ha fatto un grande lavoro per sistemare tutti i danni e della mia povera ‘lady’, la mia povera moto, c’era rimasto poco. Devo dire che anch’io sono stato vicino a non avere l’idoneità per correre, ma questa mattina sono riuscito dal primo giro del warm up ad archiviare tutto quello che era successo ieri e ho confermato la mia velocità sia nella Superpole Race che in gara, anche se gli avversari avevano una gara in più e quindi più dati”.
Balda ha comunque dimostrato di potere dire la sua. Se la coppia del team Aruba sembra un passo avanti, lui è immediatamente alle loro spalle.
“I due piloti del team ufficiale, che sono a un livello superiore, soprattutto Bulega, ma io mi sento spronato, sono molto motivato per lavorare sempre di più per avvicinarmi a loro - continua - Oggi ho visto, da metà gara in poi, di non essere lontano da Iker come passo e mi sono avvicinato molto a Montella. Questo mi dà molare e devo continuare con questa costanza”.
Non era facile prevedere certi risultati dopo la brutta botta in Gara 1, Lorenzo aveva deciso di non rivedere quella caduta.
“Sono riuscito a resistere - sorride - penso la vedrò domani quando riguarderò tutte le gare. Quando sono primo in una gara, come oggi in Superpole Race, c’è sempre la bandiera rossa, mi era successo anche lo scorso anno in MotoE. Per quanto riguarda l’incidente, so cos’è successo e se avessi guidato come oggi non sarebbe accaduto: è una di quelle cose che impari dopo, è stata una lezione in più”.
Una lezione che avrebbe potuto pagare cara.
“Ho preso una bella ‘tranvata’, ho pensato che mi dessero ‘unfit’ dopo avere visto il casco - spiega - Invece mi hanno detto che ha retto bene all’impatto e devo ringraziare Arai che mi ha salvato. Lì per lì ero un po’ stordito, ma poi sono stato bene”.
Baldassarri, però, pensa che qualcuno stia andando troppo oltre al limite in gara.
“Secondo me, siamo tutti qui per correre e dare il nostro meglio, ma dobbiamo darci una calmata - il suo appello - È da un po’ di gare che dico che qualcuno fa il matto, che prendiamo troppi rischi, soprattutto nella gara corta. Sembra che ci sia chi nei primi due giri debba fare la gara della vita anche senza avere il passo, solo per farsi vedere, ma così non va bene perché ci facciamo male, come è successo. Rispetto al passato la situazione è migliorata, ma bisognerebbe guidare con un po’ di coscienza, soprattutto quando si è davanti. Ci sono dei piloti che guidano sopra le righe e rischi di andare a terra ogni volta, non voglio fare nomi ma parlerò direttamente con loro. Oggi si sono invertiti i ruoli, ho dovuto guidare io sopra le righe, ma non ho fatto manovre rischiando di fare cadere qualcuno, è una cosa che non mi piace, ma ho fatto capire che merito rispetto”.
Prima di congedarsi, parla dell’amico Bulega e della sua possibilità di salire in MotoGP con il team VR46. “Ci può stare che vada di là, ma non so con quale moto. Sarei contento per lui, se lo merita”.