Quinto nella Sprint Race e nono nel GP Luca Marini ha lasciato il Texas sorridente soltanto in parte. Consapevole di dover fare di più, ma soprattutto di una concorrenza sempre più agguerrita, il portacolori Honda HRC ha messo in luce cosa non ha funzionato, non mancando di invitare la Casa dell’Ala Dorata all’azione e alla reazione per poter chiudere il divario in tempi rapidi.
“Tutto è successo in avvio. Rispetto alla Sprint non ho recuperato posizioni, anzi sono partito molto male ed è strano perché di solito scatto bene vista l’ottima risposta della frizione della RC213V. In questo caso non è andata così e dobbiamo capirne la ragione, in quanto ha compromesso un po’ tutto essendomi ritrovato 15°. Mi sono comunque divertito molto a lottare nelle retrovie. Nei primi tre giri c’era grande caos e ho messo a segno diversi sorpassi. Poi, quando mi sono trovato dietro a Raul Fernandez il passo era simile. Ho provato a spingere per recuperare, ma sono finito largo parecchie volte; inoltre, a causa del vento, avevo difficoltà ad individuare il giusto punto di frenata perché era opposto rispetto a sabato e venerdì”, la sua analisi post gara.
Malgrado le criticità l’italiano non ha mai mollato. “Sapevo che tutto poteva succedere, per cui ci ho provato e ho fatto bene perché sul finale Bagnaia era in crisi col posteriore. All’ultimo giro l’ho superato e ne sono contento. Diciamo che questa corsa ha dimostrato quanto sia cresciuto il livello di tutti. Stare agganciati ai primi è molto complicato adesso. Personalmente ho spinto in tutte le curve e le staccate per l’intera corsa e seppure le gomme abbiano risposto molto bene è stata davvero dura”, ha riconosciuto rimarcando quanto il piazzamento ottenuto, seppur in top 10, bruci.
“Nel complesso la nona piazza non mi soddisfa. Voglio qualcosa di più e per farcela dovremo migliorare il pacchetto. Vedremo nel test di Jerez cosa avremo a disposizione – ha quindi considerato - Non so ancora cosa porteranno i giapponesi, o se le novità le avremo anche nel GP o solo in quell’occasione. Ad ogni modo adesso l’importante è focalizzarsi sulla qualifica, perché partire davanti consente di lottare per le prime posizioni e Mir lo ha dimostrato. Quinti è positivo considerato il nostro livello”.
Nonostante tutto l’asticella deve rimanere alta. “Ad oggi siamo più da 6°, 7°, 8° posto, ma se vogliamo crescere non possiamo accontentarci e dobbiamo provare a battagliare per il podio in qualche evento già in questa stagione”.
Tecnicamente parlando sono stati fatti sicuramente dei progressi. “Con l’assetto abbiamo fatto un ottimo lavoro durante l’inverno. Il mio capotecnico ha tenuto conto dei miei riscontri e assieme siamo riusciti a creare un’ottima base malgrado la necessità di aggiornamenti che aspetteremo. Nel frattempo dovremo trovare il miglior setup per ogni gara visto che ogni tracciato è peculiare e lo faremo partendo comunque dalla nostra base che, appunto, è buona”, ha puntualizzato elencando poi i punti da rivedere.
“Abbiamo delle idee. In particolare sappiamo di dover migliorare il grip posteriore, nostro problema storico, ma altresì in ingresso curva ed avere maggiore stabilità in modo da permettere al pilota di essere più aggressivo e meno al limite”, ha svelato promuovendo infine le novità provate ad Austin.
“La nuova carenatura ha dato buoni riscontri su questa pista, ma non credo porti grandi progressi rispetto a quella standard. Sul fronte aerodinamica abbiamo un grosso margine, ma non godendo più delle concessioni abbiamo già congelato il tutto, quindi il lavoro sarà in ottica futura. Per quanto mi riguarda ho consigliato ad Honda di farci provare tutti i dettagli aerodinamici del 2027 già quest’anno perché potrebbero darci una mano nell’immediato”, la sua conclusione.