Profile picture for user Marco Caregnato

Fast By Prosecco, Pernat: "Austin parla chiaro: Aprilia davanti, Ducati nei guai"

VIDEO - Ecco il commento del nostro Carletto Pernat al terzo Gran Premio della stagione, come sempre sorseggiando dell'ottimo Prosecco DOC. Gli equilibri sono davvero cambiati? Ecco il suo pensiero

Il nostro Carletto Pernat aveva definito il Gran Premio di Austin una potenziale cartina di tornasole, la pista perfetta per capire quale sia il vero livello di Marc Marquez oggi ed anche quale sia quello dell'Aprilia. Le risposte sono arrivate ed al terzo GP della stagione pare chiaro che Aprilia in questo momento sia superiore alla Ducati e soprattutto che Marc Marquez non sia a posto fisicamente al punto da poterci mettere del suo per fare la differenza. 

Ecco tutto il commento del nostro Carletto al weekend di Austin, come sempre sorseggiando un bicchiere di ottimo Prosecco DOC. 

"La cartina di tornasole era Austin, il Gran Premio degli Stati Uniti. Una pista dove Marc Márquez ha sempre vinto, tranne l’anno scorso quando è caduto. Una pista dove Ducati, in casa sua, ha sempre dominato. E invece stavolta è arrivata Aprilia, terza gara della stagione, e ha fatto primo e secondo. Poteva anche fare terzo, perché senza il problema tecnico di Ogura il podio sarebbe stato tutto Aprilia. Dopo aver vinto anche la Sprint con Martin. Questo è un segnale forte, è un cambiamento vero nel Mondiale.

Follow

Forse Ducati è anche fortunata che non si vada subito in Qatar, perché il tempo per reagire sarebbe stato pochissimo. Qui il problema è serio. Bezzecchi è stato stratosferico, un Marco consapevole, sicuro dei propri mezzi, consapevole di avere una moto costruita insieme alla squadra. E quando in un team c’è serenità, quando c’è allegria, i risultati arrivano. Si vede proprio l’ambiente, si vede che funziona tutto.

E poi c’è Martin, che è rinato. Nessuno si aspettava un ritorno così veloce, così competitivo. Questo vuol dire che l’Aprilia è davvero forte. E dall’altra parte c’è una Ducati che sta prendendo paga, una paga vera. Perché questi risultati raccontano chiaramente che la Ducati ha dei problemi. Problemi di sviluppo, perché la moto 2025-2026 non è quella del 2024, non è quella perfetta. È una moto più difficile da mettere a posto.

E poi c’è il problema più grande: il pilota di punta, Marc Márquez. Il più forte di tutti, ma oggi con problemi fisici evidenti. Si vede, si tocca la spalla in griglia, non è il Márquez che conosciamo. Metti insieme una moto difficile e un Márquez non al cento per cento e il risultato è inevitabile. Dall’altra parte invece c’è un’Aprilia che è uno spettacolo. Bezzecchi sembra quasi correre sull’acqua, una facilità impressionante. E lo si vede anche dal secondo team, con Ogura che andava fortissimo. Peccato per Fernandez, che invece fatica.

Podcast

Mi aspettavo qualcosa di più da Di Giannantonio, ma evidentemente i problemi sono proprio della moto, perché lui è uno dei più in forma. Bagnaia invece è tornato quello dell’anno scorso, lontano dalle posizioni che contano. In questo momento Ducati deve puntare su Márquez, sperando che stia bene, e su Di Giannantonio, ma soprattutto deve sistemare questa moto.

KTM invece vive sulle prestazioni di Acosta, sempre straordinario, ma oggi va detto anche un grande Bastianini, autore di una rimonta incredibile, capace di giocarsela con Márquez fino alla fine. E qui KTM deve farsi delle domande serie. Perché gli aggiornamenti sono stati dati a Vinales e non a Bastianini. Adesso che Vinales non c’è più, viene da chiedersi: quelle soluzioni funzionavano davvero? Perché appena le cose cambiano, si vede un altro Bastianini. Fossi in lui mi arrabbierei, e fossi in KTM mi farei un esame di coscienza pesante.

Sulle giapponesi c’è poco da dire. Honda è sempre lì, ma manca il pilota che fa la differenza. Mir va forte ma cade troppo, Marini porta a casa risultati discreti ma niente di più, Zarco è altalenante. Yamaha invece è sprofondata. Siamo a un livello davvero basso, quasi imbarazzante. Si arriva a dire che nella “Coppa Yamaha” vince il Turco… e questo fa capire dove siamo arrivati.

Resta il fatto che è un campionato bellissimo. Adesso c’è un mese di pausa e in questo mese Ducati dovrà lavorare tanto, sia sul piano tecnico che su quello psicologico. Perché una situazione così, a inizio stagione, non se l’aspettava nessuno".

Share this article
Marco Caregnato