Ko nel primo giro nella Sprint Race tirato giù da Marc Marquez, Fabio di Giannantonio ha provato a rifarsi alla domenica approfittando della pole da record guadagnata sabato mattina, ma i limiti della sua GP26 si sono fatti sentire portandolo ad accontentarsi della quarta piazza.
“Sono felice del lavoro fatto con il team. Sono stato il migliore tra le Ducati, tuttavia dobbiamo recuperare il divario perché la competizione sta diventando agguerrita”, la sua riflessione post round di Austin.
A fare paura alla Casa di Borgo Panigale Aprilia, ma pure KTM. “Il costruttore austriaco ha fatto grandi progressi. Non è solo Acosta a fare la differenza, qui anche Bastianini ha dato vita ad un’ottima gara avendo rimontato fino alla sesta posizione. Dunque, c’è molto da lavorare per quanto ci riguarda. Dobbiamo migliorare l’anteriore, portare più velocità in curva e riuscire a frenare più forte. Queste sono le nostre carenze al momento. Dipendiamo molto dal posteriore e quando questo cala non siamo in grado di esprimere la nostra velocità”, ha evidenziato.
Ad un certo punto Diggia era sembrato in grado di raggiungere il podio, ma presto la possibilità è sfumata. “Quando ero quarto guadagnavo molto nel primo settore perché la nostra moto è molto agile e riuscivo a spingere, tanto da distruggermi le mani, ma quando si tratta di far fare alla moto ciò che voglio diventa più difficile. Gli altri riescono a frenare più tardi, entrare con i freni e usare l’anteriore per girare la moto, noi invece siamo molto più al limite e dobbiamo usare il posteriore. A gomma nuova la moto è perfetta ma, come detto, non appena cede un po’ la copertura dietro, questa non riesce più ad essere di supporto al davanti e diventa tutto più complicato”, ha poi spiegato.
Di certo il weekend del portacolori della VR46 Racing è stato ricco di alti bassi tra record, pole position, imprevisti e difficoltà.“Non penso di aver mai vissuto un fine settimana così. Al di là del distacco dai rivali, però, sono molto contento, mi sento in ottima forma in sella, sono veloce e sono lì con i migliori ducatisti delle scorse stagioni. Con la squadra stiamo facendo un ottimo lavoro, abbiamo una buona comunicazione e anche se al momento la moto non è del tutto a posto, continuando così potremo fare grandi cose, dunque, ci sono più aspetti positivi da portare a casa”, ha proseguito ottimista prima di soffermarsi sui deficit della sua Desmosedici.
“Il nostro posteriore è ottimo, ma lo sfruttiamo troppo per fare tutto e se non lo si tratta bene, si finisce per non avere anteriore a sufficienza per spingere. Nel passato abbiamo fatto ottime gare proprio per il controllo del posteriore, ma adesso gli altri sono riusciti a migliorare molto l’avantreno, di conseguenza dovremo cercare un modo per rafforzare ingresso e frenata”, ha concluso il romano.