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Oliveira: "La Ducati? Bisogna mettergli peso, togliere gomme"

Miguel scherza nel post gara: "Ducati è di un alto livello e merita tutto ciò: la Panigale è impressionante in stabilità ed entrata. Il pubblico è stato incredibile, ho dovuto pensare che tifassero per un altro pilota" 

SBK: Oliveira: "La Ducati? Bisogna mettergli peso, togliere gomme"

Il pubblico portoghese fa festa in casa propria. Merito di Miguel Oliveira, che per tre volte di fila porta la BMW sul podio. Un risultato da incorniciare per l’idolo locale, che nonostante un inverno complicato per via dei pochi test, ha dimostrato di bruciare le tappe.

Di certo il round di Portimao rappresenta il punto di partenza su cui lavorare in vista del prosieguo della stagione. Miguel ne è consapevole, così come il livello raggiunto dai suoi avversari, visto quando fatto da Bulega e Ducati.

Da parte sua c’è però tutta la volontà di riportare la M 1000 RR al successo.

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“Sono felice del risultato finale – ha detto – sono arrivato tre volte sul podio e direi che va molto bene così. Abbiamo mostrato il nostro potenziale già da sabato mattina in qualifica e poi anche oggi.  Sapevo che sarebbe stato un po’ difficile. Con il vento di oggi ho iniziato a usare molto di più l’anteriore, mettendo un po’ di carico, ma questo mi ha impedito di sfruttarlo bene nelle curve lente e nei tratti più stretti. È stato complicato gestire tutto senza commettere errori. Inoltre avevo Alex Lowes sempre dietro a mettermi pressione in ogni gara, quindi a un certo punto ho dovuto smettere di pensarci e concentrarmi solo sulla mia corsa”.

Qual è il più grande ostacolo da superare di questa BMW?
“Questo weekend uno dei nostri punti deboli è stato sicuramente il posteriore, sia in termini di stabilità che in ingresso curva. Lì sento che gli altri sono più forti. Siamo probabilmente al limite, quindi cerco di compensare in altre parti del tracciato, ma non basta. Ieri la gara è stata circa 4-5 secondi più veloce rispetto all’anno scorso e io ero mezzo secondo più veloce del vincitore 2023, ma non è sufficiente, dato che gli altri hanno fatto un ulteriore passo avanti e noi dobbiamo continuare a migliorare. Le mie traiettorie erano più larghe perché era l’unico modo per difendermi: non riuscivo a chiudere bene le curve lente usando tanto l’anteriore. Se avessi mantenuto una linea più stretta, avrei dovuto rallentare troppo e avrei rischiato di cadere.

Seguendo Bulega, c’è qualcosa che ti ha impressionato della Panigale?
“Direi proprio di sì! Quello che colpisce è la stabilità e la velocità in ingresso curva: è di un altro livello la moto. Vorrei avere una risposta su come migliorare, ma non sono un ingegnere. Mi piacerebbe averla, ma posso solo descrivere quello che sento. Loro stanno facendo un grande lavoro, tra fabbrica, team e piloti. Non credo ci sia un singolo segreto: è tutto il pacchetto che funziona”.

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Ducati rischia di essere tagliata sul flusso di carburante. Cosa pensi?
“Lo spero, devono mettere peso, togliere gomme (scherza). Battute a parte, loro meritano questo momento per lo sforzo che hanno fatto è sono di un altro livello. Di certo non sono qua a chiedere aggiustamenti perché non è nel mio stile e dobbiamo arrivarci coi nostri sforzi"

Qua a Portimao abbiamo visto una splendida cornice di pubblico...
“Credo fossero un po’ nervosi per me, perché sentivo tutti gridare il mio nome e mi chiedevo cosa stesse succedendo! Ma è stata una giornata incredibile perché il supporto che ho ricevuto è stato davvero unico, soprattutto in così poco tempo. A novembre avevo salutato la MotoGP qui e vedere una partecipazione così grande. Personalmente è stato uno dei migliori pubblici motociclistici degli ultimi 10-15 anni”.

Come hai vissuto il tifo dei tanti appassionati?
“Ho dovuto quasi immaginare che stessero chiamando un altro nome per restare concentrato. Ma alla sono abituato a gestire la pressione, dato che nell’ultima gara in MotoGP avevo mia moglie e mia figlia che mi sventolavano la bandiera portoghese prima della partenza. So gestire queste emozioni”.

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Riccardo Guglielmetti