L’inizio di stagione Ducati è più complicato del previsto. Davide Tardozzi non si nasconde: Aprilia è cresciuta tanto, la Desmosedici deve rincorrere e Marc Marquez, elemento chiave del progetto, non è ancora nelle condizioni ideali.
Il team manager Ducati parlando con Sky parte proprio da lui: “Secondo me Marc non è ancora al 100% - E porta un esempio concreto visto in gara - Nel momento in cui ha superato Raul Fernandez ed è arrivato su Pecco e Bastianini, in 5-6 giri ha guadagnato otto decimi. Questo vuol dire che quando sta bene, è in grado di stare davanti. Ma Marquez è Marquez.”
Il nodo Marquez: “Non sta bene, l’incidente pesa ancora”
Tardozzi evita numeri precisi sulla condizione fisica dello spagnolo, ma il messaggio è chiarissimo.
“Se mi chiedete una percentuale… è come tirare i dadi. Non posso dirlo, ma sono sicuro che non sta bene.”
Il riferimento è all’incidente dello scorso anno, quando fu tamponato da Marco Bezzecchi.
“Purtroppo quello che è successo in Indonesia ha ancora delle conseguenze. Non è ancora a posto.”
Un dettaglio che spiega anche certe immagini viste nel paddock, con Marquez intento a muovere continuamente la spalla e a cercare sollievo prima di salire in moto.
Ducati in difficoltà: consumo gomme e dipendenza dal posteriore
Ma il problema non è solo Marquez. Anche gli altri piloti hanno mostrato limiti evidenti.
“Di Giannantonio e Bagnaia hanno detto chiaramente che non riuscivano a gestire la gomma posteriore. Erano troppo dipendenti dal posteriore, il consumo era troppo alto, soprattutto sulla spalla destra, e a un certo punto non riuscivano più a guidare.”
Un segnale tecnico importante, che fotografa una Ducati meno efficace rispetto al passato.
L’esplosione Aprilia: “Hanno fatto un salto impressionante”
Il confronto con Aprilia è inevitabile, e Tardozzi lo riconosce senza giri di parole.
“Aprilia è migliorata tantissimo. Guardando i dati tra l’anno scorso e quest’anno, hanno guadagnato sette-otto decimi. Noi uno o due - e aggiunge - È un incremento impressionante. Hanno piloti forti, come noi, ma noi dobbiamo sbrigarci.”
Poi la chiamata diretta a Borgo Panigale.
“Ci aspettiamo qualcosa dagli ingegneri. Sono sicuro che Gigi è il primo a non essere contento di questa situazione. Dobbiamo lavorarci e speriamo di portare qualcosa già a Jerez.”
“Non è finita”: Ducati crede ancora al titolo
Nonostante il momento complicato, Tardozzi non fa drammi.
“Ci sono ancora 19 gare, non è perso niente, anche se adesso sembra che stiamo inseguendo. Aprilia ha fatto un grande salto, chapeau. Ma noi abbiamo la possibilità di rientrare in campionato.”
Secondo Tardozzi, però, la classifica non racconta il reale valore Ducati.
“Non siamo questi. È vero che non siamo più la moto dominante degli ultimi anni, ma non siamo nemmeno quella che si vede in classifica oggi - poi entra nel dettaglio - Ci sono stati episodi sfortunati, come in Thailandia, dove Marc avrebbe fatto podio senza il problema alla gomma posteriore.”
Ma attenzione: niente alibi.
“Non mi piace parlare di sfortuna, né per noi né per gli altri. Dobbiamo lavorare e basta.”
E individua un punto chiave: “Dobbiamo essere più attenti nella gestione e capire meglio quello di cui i piloti hanno bisogno. Ci sono state situazioni che non li hanno messi nelle condizioni migliori.”