I numeri di Bezzecchi incominciano a essere impressionanti dopo la vittoria di Austin. Ha vinto 5 gare di fila in MotoGP, come solo Valentino Rossi e Marc Marquez avevo fatto prima di lui. È il primo pilota a vincere i primi 3 GP di una stagione dopo Marquez nel 2014. È il primo pilota dal 1992 a vincere 5 gare consecutive rimanendo in testa in ogni giro. Ha fissato un nuovo record: 121 giri consecutivi al comando. Sono numeri che impressionano e che anche Marco fatica a digerire.
“Per essere onesto, non mi aspettavo del tutto una giornata così - sorride quasi imbarazzato - Dopo quello che era successo ieri, non è stato facile mantenere la concentrazione, è stato piccolo errore che ha avuto una grande conseguenza. Ero triste, abbastanza abbattuto, perché avevo fatto un errore del cavolo. Fortunatamente tutto il team mi è stato vicino per darmi la carica per continuare a spingere e lavorare. Siamo stati nel box fino a tarda notte per migliorare la moto, non mi aspettavo un giorno così, ma sono contentissimo. Sognavo da tanto di fare una gara del genere su una pista che mi è sembra piaciuta, ma dove non ero mai riuscito a concludere un GP bene”.
Cosa provi in questo momento guardando tutti i record che stai scrivendo?
“È difficile da spiegare, non so come descrivere le mie emozioni, è qualcosa che non ti aspetti. Ho lavorato duramente, come tutti piloti che sono in MotoGP, per raggiungere questi risultati, ma non ti aspetti di fare qualcosa del genere. Come dico sempre, bisogna restare con i piedi per terra, perché alla fine sono solo numeri e voglio continuare così”.
Antonelli in F1, Sinner nel tennis, tu in MotoGP: siete l’Italia che vince. Vi sentite?
“Io e Kimi ci siamo sentiti questa mattina, appena mi sono svegliato gli ho subito mandato un messaggio. Jannik è stata una sorpresa, sono un suo tifoso e mi ha contattato dopo la gara in Brasile. Per me è stata un’emozione incredibile potere scambiare due chiacchiere con lui, anche se solo via telefono, spero potremo vederci presto. Ho avuto un supporto mitico da questi due orgogli italiani”.
Ora pensi a vincere tutte le gare?
“Ma va là! (ride) Per nulla! È un sogno per tutti i piloti, ma non penso che al momento il mio livello sia quello. Cercherò di essere sempre competitivo, ma è semplice fare un errore, come è successo nella Sprint. Non voglio pensare a certe cose”.
Però sembra difficile capire quale sia il tuo limite in questo momento.
“Ieri lo avete visto! (ride) Quando ci provi troppo… è vicino, la linea è sottile. Siamo sempre al limite, le MotoGP sono estreme e trovare il limite e stargli sotto non è semplice”.
Nemmeno oggi lo è stato?
“Non è stato assolutamente facile, tutt’altro. Questa è una pista che ti porta facilmente all’errore, a fare sempre qualcosa in più in frenata. La concentrazione è stata altissima per tutta la gara, ho cercato di non fare nemmeno una sbavatura perché sapevo di potere fare una bella gara”.
Al primo giro hai rischiato nel contatto con Acosta.
“È stato un episodio duro, diciamo così, perché il vento spingeva molto in quella curva. Ho visto Pedro andare largo, io sono entrato, ma quando ho rialzato la testa mi sono accorto di essere troppo vicino e non ho potuto evitare il contatto. Fortunatamente non è successo nulla di grave, a parte avere rotto un po’ la mia moto”.
Perdere le ali sul codone è stato un problema?
“Ho notato che la moto era strana in frenata, non potevo staccare come al solito. Soprattutto quando si è svuotato il serbatoio, non riuscivo a fermare bene la moto, il posteriore si intraversava, ma sono riuscito a gestire la situazione”.