Secondo nelle prove libere 1 e terzo nelle pre-qualifiche, Fabio di Giannantonio ha confermato il suo ottimo stato di forma anche nel primo scampolo di weekend del Texas dando prova di lucidità e sintonia con la sua Desmosedici, malgrado non sia mancato un innocuo incidente alla curva 11 nel turno pomeridiano che rallentato il suo lavoro e soprattutto la ricerca della prestazione per inserirsi nel Q2.
“È stato difficile mantenere il ritmo perché quando sono rientrato in pista avevo le stesse gomme della caduta essendoci un programma da rispettare”, ha confessato a caldo il portacolori della VR46 Racing.
“Avendoci impiegato un po’ a rientrare al box, gli pneumatici si erano raffreddati, per cui all’inizio non sono riuscito a farli lavorare bene, poi però la squadra mi ha calmato mostrandosi fiduciosa delle mie possibilità ed infatti sono uscito e ho fatto un buon giro, dunque sono contento”, è in seguito entrato nel dettaglio di quelle fasi concitate.
A provocare la scivolata, non un errore del pilota, bensì una problematica ben nota al team italiano. “Il guasto è legato alla meccanica, ma non a Ducati. Sono anni che ci lavoriamo su, tuttavia a volte si ripresenta e non capiamo bene il motivo. Detto ciò, voglio mantenere una mentalità positiva. Tutto sta procedendo bene”, ha ribadito il proprio approccio ottimistico dovuto anche all’ottimo rapporto con i ragazzi della squadra che, inevitabilmente, sta agevolando i progressi.
"Nel 2025 abbiamo lavorato sodo. Quando si entra a far parte di un gruppo ufficiale non è facile. A volte capita che le novità ti facciano andare subito più veloce, in altri casi, invece, sei più in difficoltà. Ci tengo comunque a complimentarmi con il team per quanto fatto. E’ la prova che sono stato preciso nelle analisi e nel commentare le parti positive e negative della moto. Al momento stiamo cercando di inserire tutto ciò che ha dato un buon riscontro”, le sue parole.
Entrando quindi nel dettaglio delle modifiche via via apportate, il romano ha spiegato: “Alla fine da una stagione all’altra la moto cambia poco, soprattutto se hai un pacchetto vincente, anche se è normale che ci siano delle differenze. Sarebbe un azzardo stravolgerla. Il problema è che se punti al record della pista deve essere tutto perfetto a livello tecnico e ingegneristico. Ducati e il team ci stanno mettendo tutto l'impegno del mondo ed è giusto riconoscerlo”.
Infine, sul recente testa a testa brasiliano (che lo ha visto avere la meglio e salire sul podio) con il campione in carica Marquez ha chiosato con onestà intellettuale: “Io mi sento sempre piccolo tra i grandi. Marc è un big, uno dei campioni più forti della storia, mentre io ho vinto molto meno. Per il Fabio sognare è bello essere lì a combattere, però bisogna essere professionisti e normalizzare il tutto, infatti già lunedì ho cominciato a pensare al presente. Quello ormai è il passato".