Il 2026 era cominciato da una manciata di giorni quando Fermin Aldeguer è finito ko nel corso di un allenamento sul circuito Aspar di Valencia. Allora l’esito era stato impietoso: frattura del femore sinistro, un’operazione immediata da subire a Barcellona e tempi di ripresa non certo brevi.
Determinato a rientrare in griglia il prima possibile, il portacolori della Gresini Racing si è rimboccato le maniche e per l’inedito weekend di Goiania è riuscito ad ottenere il via libera dai medici della MotoGP.
“Se sono qui significa che sto bene. Ricordo bene l’incidente, però non saprei indicare il momento esatto in cui mi sono rotto la gamba. Stavo frenando e scalando una marcia quando ho perso il posteriore e fatto un high-side. È stato brutto, ad ogni modo sono in Brasile ed è una notizia positiva. Adesso proseguirò passo per passo cercando di riguadagnare fiducia”, le sue parole appena giusto sul tracciato verde-oro.
A dispetto del grave infortunio l’iberico ha dato prova di possedere una notevole capacità di ripresa. “Considerate le escoriazioni e il tipo di frattura, credevo di rientrare più o meno in Qatar, invece, dopo le prime quattro settimane ho iniziato a pensare che avrei potuto farcela per la gara brasiliana. La ritengo una buona opportunità perché questa è una pista nuova per tutti e anche se non abbiamo fatto test, come detto, è una buona possibilità. Per quanto mi riguarda cercherò di prenderla con calma e di godermela”, la sua riflessione, ben conscio di non essere ancora al massimo della forma.
“Ad oggi faccio meno fatica in sella che a camminare. Bisognerà vedere come andrà su una moto più grande, pesante, dalle alte velocità e completamente differente dalla Panigale utilizzata per riprendere confidenza. Questa corsa sarà un test per me, ma l’obiettivo è cominciare il meglio possibile e lottare nella top 10 o di più”, ha confessato tornando con la mente alla marcia di avvicinamento.
“Sulla Panigale mi sono sentito bene, a mio agio. In quel frangente ho cercato di non pensare alla gamba e all’incidente ed è andata bene”. Chiaramente, a fronte delle difficoltà fisiche, anche le ambizioni per il fine settimana sono ridimensionate. “Vedere la bandiera a scacchi è uno dei miei obiettivi. Domani sarà una giornata importante per capire la risposta del mio corpo, da lì potrò crearmi ulteriori aspettative”, ha ribadito negando la rilevanza dello spostamento a novembre del GP del Qatar per le note questioni geopolitiche che stanno interessando i Paesi del Golfo
"Lo slittamento non mi ha portato ad accelerare i tempi del rientro perché già lo avevo definito settimane prima. Sicuramente, però, mi aiuterà nel proseguire il mio recupero ed allenarmi così da arrivare a Jerez al 100%”, ha concluso il 20enne.