Pecco Bagnaia si è concesso in una lunga chiacchierata nel podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. Il pilota della Ducati, in più di due ore, ha parlato di tutto, a partire dalle difficoltà nel 2025, passando per il rapporto con Marc Marquez e Valentino Rossi e non solo. Il piemontese non si è nascosto.
È partito dal recente momento difficile.
“È stata una stagione molto tosta perché ho avuto parecchie difficoltà e non siamo riusciti a risolverle - ha spiegato - Alla fine, abbiamo capito che era un diverso funzionamento della moto che mi metteva in difficoltà per il mio stile di guida. Probabilmente, il mio errore è stato convincermi che il mio potenziale con la GP24 fosse al top e ho dato per scontato che sarebbe stato uguale. Invece la moto era cambiata e ho cercato di farla assomigliare alla 2024 senza riuscirci. Il 2025 mi ha insegnato a essere più attento e a spiegare meglio i problemi”.
Qual è stato il momento peggiore?
“Secondo me il GP d’Indonesia, non potevo credere che fossi ultimo e così in difficoltà non riuscendo minimamente a guidare la moto dopo avere fatto paura nella gara prima - ha confessato - Quello è stato un momento molto complicato, anche bucare in Malesia mi ha fatto sentire che l’anno sarebbe stato un disastro”.
Pecco ha detto di non avere perso la bussola.
“Ho provato in ogni sessione a fare sì che funzionasse - ha continuato - Ero arrabbiato, ma a ogni turno ripartivo da zero. Quando le cose vanno male, bisogna sapere fare un reset. Non penso di avere mai penso la testa, anche se qualcuno lo ha detto e pensato. Più che altro è stato difficile a livello mentale per lo stress dopo quattro anni in cui ho vinto o mi sono giocato il Mondiale”.
E quando le cose vanno male, spesso peggiorano.
“In situazione come quella, tutti vogliono dire la propria e così si fa solo più casino - ha raccontato - Non parlavo più solo con il mio capotecnico e il mio elettronico, ma con tutti. Invece di identificare e lavorare sul problema più grande, mi facevano mille domande e anch’io ho messo la mia squadra in difficoltà. Quando sei in difficoltà, porti meno al limite la moto e quindi sembra più stabile. Per esempio, per fare girare la moto usavo molto il gas e finivo la gomma posteriore, si vedeva dai dati, ma sembrava dovuto al fatto che non avessi feeling, che non la forzassi io”.
Mantenere la bussola, però, non è semplice.
“Sono io quello che si mette più pressione - ha ammesso il piemontese - Non sto dietro a troppe cose, questo è uno sport estremamente egoista, bisogna pensare a se stessi e l’ho imparato negli anni. Quindi ascolto solo le persone di cui mi fido, i miei riferimenti sono Vale, Carlo e la mia squadra. Vale è sempre estremamente presente, abbiamo fatto diversi pranzi e cene insieme, anche uno insieme Cristian (Gabarrini, il suo capotecnico, ndr). Vale mi ha consigliato di godermi di più i risultati, un mio errore è stato arrabbiarmi anche per un terzo posto”.
Senza contare il clamore mediatico.
“A livello mediatico si sta rasentando la follia nell’ultimo periodo, è solo una caccia allo scandalo, alla polemica - ha puntato il dito - Qualsiasi cosa tu possa dire, verrà rigirata. Mi è capitato di leggere un’intervista con frasi che non avevo mai detto. Io vorrei essere trasparente, ma devo limitarmi. A volte ho sbagliato a parlare a caldo. Quando ti fanno sempre la stessa domanda, dopo un po’ ci caschi.”
Ci sono stati anche dei complottisti che hanno sostenuto che Bagnaia sarebbe stato boicottato dall’interno. “Dalla squadra ho avuto un supporto incredibile, non avrebbero avuto nessun motivo di mettermi in difficoltà, sarebbe stato folle” ha chiarito.
A peggiorare il tutto, Marquez che faceva faville.
“Marc ha sempre dimostrato di sapersi ad adattare, ma fino a un certo punto, perché da Honda è andato via. Lui ha uno stile di guida per cui riesce a fare funzionare meglio una moto che spinge in staccata ed è stato molto bravo. La GP25 con lui è stata dominante, ha vinto tutto, mentre io ero in estrema difficoltà”.
In questi casi, il compagno di squadra può spingerti ancora più in fondo.
“Ho voluto viverlo come uno stimolo, è Marc Marquez, lui e Valentino sono tra i migliori piloti della storia - ha affermato Pecco - Da uno così puoi solo imparare. Ha vissuto anni difficili, ha voluto rimettersi in gioco, secondo me può essere solo uno stimolo. Quando mi avevano detto che sarebbe stato nel team, avevo risposto che mi andava bene. Non ho mai avuto problemi con i miei compagni di squadra, Marc è una persona intelligente e abbiamo avuto un bel rapporto da subito, ci siamo spesso confrontati. È anche capitato che mi desse dei consigli”.
Non era scontato, perché i trascorsi di Marquez e Rossi sono ben noti.
“Essendo dell’Academy ti porti dietro tutti i grandi fan di Vale e anche gli hater, che sono meno ma più rumorosi - ha detto Pecco - Mi sono portato dietro quello che era successo nel 2015, anche se non è giusto. Secondo me, anche per Marquez potrebbe essere stato lo stesso. Lui è quello che ha litigato con Vale e io sono dell’Academy”.
Su un possibile riavvicinamento fra i due, Bagnaia non si è troppo esposto: “Non penso ci sia bisogno, così è stato”.
Infine, ha espresso la sua opinione sull’arrivo di Liberty Media in MotoGP.
“Sono riusciti a rivoluzionare la F1 e spero faranno un gran lavoro. La MotoGP ha un’identità più genuina, è uno sport di altissimo livello, adrenalinico, ma è per tutti e quel DNA, secondo me, non dovrebbe essere toccato - ha spiegato - Un weekend di F1 è un festival, la gara è quasi la ciliegina sulla torta, sono riusciti a creare intorno una festa, da noi ci sono solo le gara, anche se le nostre sono più belle e spettacolari”.