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Petrucci: "Dall'Igna, come tutti i campioni, è spietato: ed è giusto così"

VIDEO - L’INTERVISTA – “Se la vede, prende l'opportunità migliore. Mi sarebbe piaciuto essere pilota ufficiale anche in SBK con Ducati, ma non è stato possibile, per una questione di età. Con Ducati suoni il violino, con la BMW la batteria”

Tra i piloti più attesi in questa Superbike targata 2026 c’è sicuramente Danilo Petrucci. Petrux riparte infatti dalla BMW e da parte sua c’è grande attesa e curiosità nel raccogliere il testimone lasciato da Toprak Razgatlioglu.

Alla vigilia dei test abbiamo condiviso con lui una lunga chiacchierata, toccando diverse tematiche. C’è ovviamente la sfida in pista e al tempo stesso Danilo non dimentica il passato, che in questi anni lo ha formato, facendolo diventare un pilota ufficiale.

A Phillip Island i motori sono pronti ad accendersi e Danilo scalpita per vedere a che livello è con la moto tedesca.

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“Credo che questa sia la seconda volta che indosso la maglia factory – ha detto – devo ancora abituarmi a questi colori. Sono curioso di vedermi in azione con la BMW, con la nuova livrea e col sole, sarà una prima assoluta. Purtroppo l’inverno non è stato semplice, dato che abbiamo girato poco. La moto però si è dimostrata competitiva in quelle condizioni, ma in realtà nel 2025 non abbiamo mai montato le rain, quindi non è stato così indicativo. Da qui a martedì avremo finalmente modo di lavorare sull’asciutto. Farà caldo, sarà dura, perché non conosciamo ancora bene la M 1000 RR, ma passo dopo passo arriveremo”.

Cosa cambia dalla Ducati alla BMW?
“La marca, inoltre una la fanno a Borgo Panigale mentre l’altra a Berlino (scherza). Battute a parte, sono due moto molto diverse. È un po’ come scrivere con la destra e con la sinistra. La Ducati è come suonare un violino, la BMW è più una batteria: devi essere più fisico, più aggressivo. È molto stabile, fatta per frenare forte. Ha caratteristiche molto buone, altre da adattare, ma alla fine mi piace”.

Danilo, qual è stata la prima reazione dopo quel famoso test di Jerez a novembre?
“Mi ha sorpreso la BMW. Da fuori sembrava una moto aggressiva, nervosa, invece l’erogazione è fluida e gestibile, consente di fare staccate incredibili. Ho avuto modo di studiare i dati di Toprak e sono un riferimento importante”

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È più grande questa sfida o quella in Ducati MotoGP col team factory?
“Per certi versi è una sfida simile, per altre diverse. Di sicuro raccolgo un’eredità pesante e questa è probabilmente una delle sfide sportive più grandi della mia carriera. Quando arrivai nel team factory Ducati già conoscevo l’ambiente, dato che prima ero in Pramac, inoltre avevo già la moto ufficiale. Ricordo che presi il posto di Lorenzo, che in quel momento stava faticando, anche se ci mettemmo d’accordo al Mugello, quando lui vinse. Quando andai nel team ufficiale in molti mi davano vita breve, ma poi fu un grande anno, tanto che arrivò il rinnovo per quello successivo. Qui invece è molto diverso perché la moto è nuova, il team nuovo così come il contesto. Le aspettative sono alte perché parliamo del team che ha vinto il Mondiale. Questo rende tutto più difficile, anche se io sono tranquillo. Poi magari, quando arriveranno i primi ceffoni mi innervosirò. Alla fine è una scelta fatta anche per capire a che livello sono arrivato della mia carriera”.

Hai chiesto qualche consiglio a Toprak in queste settimane?
“No, perché abbiamo stili e storie diverse, dato che lui non ha mai guidato una Ducati, di conseguenza non c’è stato un confronto. Ci siamo però parlati e devo dire che lui mostrava naturalezza, un qualcosa di estremo”.

C’è qualcosa che si può portare dalla Ducati sulla BMW.
“No, sono proprio due moto diverse. L’unica cosa sono le gomme Pirelli.  Dopo quattro anni con la Panigale avevo degli automatismi precisi. Qui invece devi capire il limite, aggredire molto il freno, usare tanta forza fisica. È una moto che ti permette di farlo, ma devi capire dove e come. Non voglio stravolgerla troppo, perché con questa moto hanno vinto. Però devo adattarla anche alle mie necessità”.

Danilo, immagino avrai studiato i dati di Toprak…
“Certo! Fin dalla prima riunione a Monaco abbiamo studiato molto il modo in cui Toprak usava il freno, ovvero molto particolare. Lui faceva delle pinzate incredibili e la moto è costruita per permetterglielo. È un riferimento importante sui cui focalizzarsi quando siamo in difficoltà. Inoltre c’è Miguel, che arriva dalla MotoGP, è veloce e ha grande esperienza. Penso che possiamo spingerci a vicenda”.

Vergani ha detto: “Dall’Igna con Petrucci è sempre stato affettuoso, ma severo”. Condividi?
“Gigi è sempre stato severo ma leale. Ha una mentalità ingegneristica, bada al risultato. Gigi, come tutti i campioni, è spietato e se vede un’opportunità migliore la prende ed è giusto così. Mi sarebbe piaciuto essere pilota ufficiale anche in Superbike con Ducati, ma non c’è stata la possibilità, forse anche per una questione di età. Con il team Barni ho vissuto tre anni splendidi, infatti gli sono grato ora voglio togliermi soddisfazioni qui”.

Danilo, in MotoGP già si parla del mercato. Cosa ne pensi?
“Leggere di mercato prima ancora che inizi il campionato non mi è mai piaciuto, non è per niente bello e odiavo tutto ciò. Vivere tutto ciò da pilota è fastidioso, mi riferisco al fatto di sapere che qualcuno potrebbe prendere il tuo posto o che andrai altrove ancora prima di cominciare. Detto ciò, da appassionato, mi piacerebbe vedere una bella battaglia tra Francesco Bagnaia e Marc Marquez, considerato che a Sepang Pecco sembra tornato ai suoi livelli. La Yamaha invece sta facendo fatica e Quartararo probabilmente si sta guarda intorno come Acosta. Ma ormai le notizie le leggo anch’io dai giornalisti, dato che non sono più in quel paddock”.

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Riccardo Guglielmetti