Il momento forse più stressante per un pilota impegnato in una competizione motoristica è senz’altro la partenza. Il gruppo compatto e il rischio altissimo di trovarsi coinvolti in un incidente la rendono una fase delicata quanto da batticuore, anche per questo gli attimi appena antecedenti diventano cruciali.
La maggior parte delle volte sullo schieramento vediamo i piloti in silenzio, alla ricerca della giusta concentrazione per poter scattare al meglio e magari recuperare qualche posizione, ma non è infrequente neppure osservarli in ascolto delle parole del proprio capotecnico.
A tal proposito Paul Trevathan, ombra di Pedro Acosta, ha voluto svelare a Crashnet, quale sia la natura del discorso, ovviamente soffermandosi su cosa suggerisce allo spagnolo della KTM in quegli istanti di grande tensione.
“Facciamo una lista di controllo, che va dalle semplici procedure prima del giro di riscaldamento, al vero e proprio via. Ciò avviene dopo aver già stabilito il piano per la corsa e cosa sia necessario fare tecnicamente durante il suo svolgimento. Sulla griglia si vive un momento intenso, ma si basa su qualcosa di già fatto”, ha raccontato.
L’elemento più rilevante per il tecnico è far sentire la propria presenza. “E' utile per fargli capire che non è da solo. Alla fine questi ragazzi devo scendere in pista 22 volte l’anno e provare quanto sono bravi. Devono farlo vedere al mondo, tuttavia sono lì anche per loro stessi e se hanno una brutta giornata, non è bello trovarsi al loro posto con i media con cui confrontarsi appena dopo l’evento e tutto quello che può abbatterti. La gente si dimentica quanto sia difficile questo sport”, ha concluso.
Se per lo Squalo iberico le chiacchiere prima dei semafori spenti sono di rassicurazione e verifica che tutto sia chiaro, per altri è diverso. Come confessato da Joan Mir, lui e Santi Hernandez parlano di altro nei minuti che precedono lo start. “Solitamente l'argomento è la scelta gomme degli altri o eventuali cambi all’ultimo minuto”, la confessione del portacolori Honda HRC.