Le festività natalizie sono alle porte, ma per il team Barni non è ancora arrivato il momento per godersi un po’ di riposo. Dopo aver lottato con Danilo Petrucci per il terzo posto in campionato, fino all’infortunio alla mano che ha costretto il pilota di Terni a saltare gli ultimi appuntamenti di questa stagione, la squadra bergamasca punta ad alzare ulteriormente l’asticella nel 2026. Anno in cui schiererà due nuove Ducati Panigale V4 R, affidate al due volte campione del Mondo della Superbike, Alvaro Bautista, e al confermato Yari Montella.
Di questo e molto altro abbiamo parlato con il patron del team, Marco Barnabò, che ci ha accolti nel suo ufficio per raccontarci come procede la preparazione per la stagione che verrà.
“Siamo nel pieno del lavoro e, come al solito, siamo in ritardo su tutto quello che dobbiamo fare - ha esordito Barnabò - Le nuove moto sono in dirittura di arrivo. Penso che siamo stati tra i primi a montarle. Chiaramente, manca ancora qualche particolare, ma contiamo di finirle per la fine dell’anno”.
Quanto cambia questa nuova Panigale rispetto alla versione precedente?
“Cambia veramente molto, perché il forcellone bibraccio ha cambiato tanto la caratteristica della moto. Anche se è il telaio è fisicamente uguale, è diverso. È tutto molto diverso, anche il cablaggio. Di uguale è rimasto l’avantreno”.
Tanto lavoro in più per la squadra.
“Sì, c’è molto lavoro in più. Purtroppo, anche quasi tutti i ricambi della moto della scorsa stagione non sono più compatibili. Quindi, come tutti gli anni, stiamo già iniziando a fare qualcosa di dedicato con i nostri fornitori e stiamo preparando dei particolari per noi”.
Avete paura di partire già limitati per via della moto nuova?
“Onestamente, sul discorso regolamento vorrei metterci una pietra sopra. Non voglio più parlare dei regolamenti: dedico il mio tempo a lavorare sulle moto”.
Quanto è impegnativo per una squadra Indipendente dover far fronte a tutte le imposizioni regolamentari? Come ad esempio il flussometro, che è stato introdotto la scorsa stagione?
“Ho già detto più di una volta che per noi è diventata una spesa. Per noi, non è un vantaggio dal lato delle prestazioni e dal lato economico, qualunque cosa in più che ti fa spendere soldi che non puoi dedicare alla stagione, chiaramente, è uno svantaggio. Ma avranno i loro motivi per aver fatto queste regole e noi lavoriamo con le regole che ci sono. Se decidiamo di partecipare, partecipiamo e basta”.
Abbiamo visto che con le limitazioni al flusso di carburante, si è allargato il divario tra le squadre Factory e quelle Indipendenti. Sarà così anche nel 2026?
“In tutti i campionati che ho fatto fino ad oggi, ho sempre visto che dove ci sono delle limitazioni chi ha più budget da investire riesce in qualche modo ad aggirarle”.
Avrete anche un’incognita in più con la zavorra alla moto di Bautista. Avete già cominciato a lavorarci?
“Sì, è da parecchio tempo che stiamo facendo un po’ di calcoli su dove poterla mettere. Non penso che questa regola verrà modificata, anche dopo tutte le battaglie fatte. Quindi, abbiamo continuato a muoverci sulla strada per capire dove è meglio posizionarla per fare in modo che gli dia meno fastidio alla guida. Il nostro obiettivo è quello di trovare non un unico posto in cui mettere questo peso extra, ma tanti. Pensati a seconda delle piste. Stiamo lavorando nell’ottica di cercare di prendere questo svantaggio e cercare di renderlo, magari, in alcuni punti, un vantaggio. Abbiamo delle idee, ma non potrò dire se saranno efficaci oppure no fino a che non le proveremo nei test”.
Alvaro è già passato in officina?
“No, qui non è venuto. Però siamo andati a girare ad Aragon con le moto da allenamento, insieme anche a Montella e ad alcuni dei nostri sponsor. Lo conoscevo già, ma lì ho voluto verificare di persona quello che si dice di lui: che alla mattina presto si sveglia e va in palestra. Dato che anch’io mi sveglio presto, sono andato in palestra e lui era già là. Non so in quanti potrebbero sostenere un allenamento del genere tutte le mattine alle 06! Ha di sicuro una forza di volontà ammirevole. Poi, tutto il resto, lo scopriremo”.
Anche se Bautista ha la voglia di un ragazzino, la sua carta d’identità dice 41 anni. In tanti si aspettano che il prossimo sarà il suo ultimo anno. Vi state già muovendo per il 2027? Avete già qualche opzione?
“A dire la verità, no. Con la moto nuova, il motore nuovo, e tutto quello che dobbiamo fare, quello che ci interessa è pensare alla stagione 2026. Al progetto 2027 ci penseremo, quando sarà giugno, luglio, o agosto. Chiaramente, noi che siamo un team privato, pensiamo anno per anno. Perché ci sono tante cose, come gli sponsor, da riconfermare prima di pensare al pilota. Mentre una squadra ufficiale magari ha già un budget apposito e può già pensare all’anno successivo, noi dobbiamo pensare a far bene l’anno prossimo, per riconfermare tutti e far bene anche nel 2027. Facciamo un passo alla volta”.
In ottica riconferme, il 2026 sarà un anno cruciale anche per Montella.
“Forse il suo anno sarà più difficile di quello di Bautista. Nel senso che credo che lui sia consapevole che la prossima stagione sarà quella decisiva e dovrà fare dei risultati importanti per lui e per la sua carriera. Se per qualsiasi motivo dovesse purtroppo venir fuori una stagione fatta male, diventerebbe veramente difficile per lui”.
Yari mi ha detto che sta già lavorando per ricostruire la fiducia che ha perso durante l’anno. In che modo lo state supportando?
“Abbiamo fatto il test ad Aragon di cui parlavo prima. Poi, è andato anche a girare a Valencia con con la moto da allenamento e i meccanici di alcuni nostri clienti. So che sta lavorando tanto, anche psicologicamente, su ciò che gli manca. A parere mio non gli manca la velocità, deve solo capire cosa fare per concretizzare il suo lavoro. In questo inverno sta lavorando molto su questo, con chi gli farà capire come fare”.
Avrà uno stimolo in più anche dal di dividere il box con Bautista.
“Sì, avere un pilota con tutta quell’esperienza ti può aiutare. Ma non credo sia stato questo il problema di quest’anno. L’anno prossimo sarà lui a dover fare la differenza”.
Che effetto farà avere Petrucci come avversario?
“Sarebbe stato meglio averlo nel box che fuori, ma questo sport è così. Ci auguriamo per lui che sia competitivo, ma non tanto da starci davanti (sorride ndr.). Comunque, siamo rimasti in ottimi rapporti e gli auguro che riesca a trovare quello che cerca. Mi piacerebbe battagliare con lui e sono sicuro che qualche volta ci darà del filo da torcere”.
Resta però un po’ di rammarico per come si è conclusa la stagione.
“È un peccato per come si è conclusa, perché mi avrebbe dato un po’ meno fastidio se avessimo chiuso terzi in campionato e poi lui fosse andato in un’altra squadra. Invece così non abbiamo potuto battagliare per quel posto e non lo avremo nemmeno con noi il prossimo anno, per poterci riprovare. Questo mi ha sicuramente lasciato dell’amaro in bocca”.
Cosa resta di questi anni insieme?
“Siamo contenti del lavoro che abbiamo fatto insieme. All’inizio non eravamo competitivi e quindi la soddisfazione è ancora più grande. Ci ho messo tanti anni per tornare a correre con lui, perché dopo la stagione 2011 ha ricevuto un’offerta da Sacchi per andare in MotoGP e, purtroppo, mi è scappato via. Prima che andasse in Ducati con Guidotti, siamo stati vicini perché tornasse con noi in Superbike. Ci siamo riusciti più avanti, rovinando un po’ i piani del Campionato Americano. Nel primo test non eravamo assolutamente competitivi e lui non era per niente contento. Il primo anno è stato difficile gestire la situazione, ma poi ha capito che serviva il giusto tempo per prendere fiducia con la moto, le gomme, e la squadra, e da lì è sempre stato un crescendo. Quindi, sono molto contento e soddisfatto dei tre anni che abbiamo fatto assieme e lo ringrazio per tutti gli obiettivi che siamo riusciti a raggiungere”.
Chissà che un domani non ci sia modo di riportarlo ancora in squadra…
“Chi lo sa. Alvaro ha 41 anni, quindi lui ne ha ancora 5 o 6 davanti... Chi lo sa cosa ci riserverà il futuro”.
Quello che sembra abbastanza certo, invece, è che il 2026 sarà l’anno di Bulega.
“Io gli auguro di portarsi a casa questo campionato, perché sta guidando davvero forte e mi farebbe piacere. Ma è chiaro che noi con Alvaro vogliamo provare a fare il miglior risultato possibile e vogliamo provare a lottare con lui. Poi vedremo chi l’avrà vinta, ma non partiamo da casa pensando di fare secondi. L’obiettivo è di partire determinati per vincere. C’è la moto nuova, ci sono tante variabili. Anche se sulla carta è sicuramente lui il favorito: è arrivato due volte secondo e adesso che il primo è andato via ti aspetti che sia il secondo a vincere. Di solito funziona così, però vediamo. L’importante, comunque, è che non vinca un’altra marca”.