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Le pagelle di Pernat: “Marquez da 10 e lode, Bagnaia ha patito un supereroe”

Il manager ligure dà i voti ai piloti della MotoGP: “Quartararo dà più di quanto dovrebbe. Mi aspettavo Di Giannantonio outsider, ma ha fatto gare non alla sua altezza. Bezzecchi è da 8, è tra i pochi a non aver paura di Marc”

Come da tradizione, Pernat-ale sono arrivate le pagelle di Carlo Pernat! Nella puntata di ieri del nostro Bar Sport (che pote rivedere integralmente qui sopra), il manager ligure ha assegnato ai piloti della MotoGP i voti che meritano al termine di questa lunga e intensa stagione. Nienti sconti da parte di Carletto, non troppo convinto dalle prestazioni espresse da gran parte dei piloti in griglia. 

Somkiat Chantra: Non Giudicabile
“È bello, anche da parte di Dorna, dire che ci vogliono piloti da ogni parte del mondo. Concettualmente è anche giusto, perché poi vendi il prodotto anche negli altri paesi, però se negli altri paesi ci sono dei piloti che normalmente non possono fare il Campionato del Mondo di MotoGP e tolgono il posto a un giovane fortissimo, personalmente non sono d’accordo. Darei un 5 alla Dorna per questa scelta azzardata e al pilota un non giudicabile: se ti propongono di fare il capo di Sky e ti pagano, ci vai. È chiaro che tu non c’entri niente”.

Lorenzo Savadori: Ampia sufficienza
“Ha fatto quello che gli ha chiesto di fare Aprilia e lo ha fatto anche bene, perché se la moto è stata sviluppata e va forte, il merito è anche suo. Sappiamo che non è un pilota così competitivo da stare nei primi, ma la sua porca figura la fa. Quindi gli darei un’ampia sufficienza per quekllo che ha fatto e per quella che è diventata tecnicamente l’Aprilia”.

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Jorge Martin: Non Giudicabile


“Se vogliamo dire tutto così com’è, ha rischiato anche di smettere di correre per la paura che si è preso. Io ho l’impressione che sia difficile poi togliersi quella paura, perché ne ho visti di piloti che poi corrono con la paura sulla sella. Come Lorenzo, ad esempio, e quando hai paura, non apri. Non gli si può dare un voto. Lo aspetto al varco, sperando che sia positivo, perché Aprilia si merita di vedere il Martin di prima. Però è un grosso punto interrogativo e ho l’impressione che Aprilia farà fatica a metterlo a posto, perché dovrà adeguarsi a quanto va forte Bezzecchi e per farlo devi rischiare. Ci sono tante cose che mi fanno pensare che non sarà un rientro facile”.

Miguel Oliveira: 4
È stato una grossa delusione, perché lo ritengo un pilota molto forte. Ci ha fatto vedere dei Gran Premi in cui ha lottato con i primi per dei podi e ci ha fatto vedere di essere un pilota da MotoGP, ma non ci ha mostrato quella continuità e quella forza per essere un pilota da MotoGP. La prima peggior cosa per un pilota è la non continuità, perché non conta il Gran Premio che vinci ma quello che fai nei due o tre successivi, perché se stai tra i primi cinque significa che sei un pilota di quel genere. Altrimenti, vuol dire che è stato un exploit”.

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Alex Rins: 5
“Guardando la classifica e i risultati, dovrei dargli 3. La Yamaha non è una gran moto, ma quello che ha fatto vedere Quartararo, in parte, lo dove far vedere anche lui. A suo favore, però, ha purtroppo il brutto incidente che avuto. Si vede che non sta bene e che zoppica e credo che correre in quelle condizioni sia la cosa più difficile del mondo”.

Maverick Vinales: 6
“In condizioni normali, ha mostrato che con la KTM andava fortissimo. Se sei nei primi cinque per tanti Gran Premi, vuol dire che ti trovi bene e che sei un pilota da Top 5 anche con una moto che non lo è rispetto alle altre. Poi è caduto e si è fatto male anche lui, ma la sufficienza gliela devo dare, perché c’è stato un momento in cui tutti dicevamo che Vinales stava tenendo in piedi la KTM quasi come Acosta, o forse anche più di lui. Sono convinto che se la KTM sarà a posto, l’anno prossimo farà un bel campionato”.

Jack Miller: 5


“Io ho sempre ‘straveduto’ per lui, perché è un pilota che racchiude l’essenza del vero motociclista. Quello pane e salame, simpatico e ‘arrufone’, che se potesse fumare si fumerebbe una sigaretta sul podio come Lucchinelli. Se vogliamo, è un po’ l’ultimo dei Mohicani. Si è rimesso in gioco grazie alla Dorna e a Campinoti, che ha voluto l’australiano a scapito dei giovani e ha fatto bene, perché l’Australia è un bel mercato e Miller non è Chantra. Ha fatto qualche bella gara, però non è il ‘mio’ Miller. Quindi, gli do 5”.

Ai Ogura: 5,5
“Se devo fare il paragone con Aldeguer, ci perde parecchio. Ma è chiaro che, a sua difesa, da un lato c’è una Ducati e dall’altra l’Aprilia di una seconda squadra. Era partito impressionando, poi le cadute hanno fatto male più a lui che ad Aldeguer, ma a fine stagione si è ripreso”.

Joan Mir: 6
“Forse 6 è anche tanto, però se lo merita. Intanto perché ha accettato una Honda che prima non era in condizioni di fare dei risultati. Ci ha messo del suo, ha fatto dei risultati che si è meritato, e voglio rivederlo alla prova con una Honda più competitiva, come quella di adesso. Per la prima parte gli darei un 4, per la seconda un 8, quindi il voto è 6”. 

Enea Bastianini: 5
“Per me è difficile dare un voto a Enea, ma devo dargli un 5. Lui ce l’ha messa tutta e a un certo momento lui e Pigiamino (il suo capotecnico Giribuola ndr.) avevano quasi trovato la quadra e negli ultimi tre GP della prima parte di stagione era nei primi cinque, partendo anche bene. Questo significa che c’era come pilota e per me l’errore fondamentale è stato quello di far andar via Pigiamino. Mi sarei aspettato una stagione diversa, ma chi scende da una Ducati, e non ha mai guidato un’altra moto, fa sempre fatica”.

Luca Marini: 5,5


“Sono indeciso se dargli una sufficienza, oppure un 5 e mezzo. Ha fatto un buon campionato, e forse è stato la punta di diamante per lo sviluppo della Honda, per questo gli do un voto un po’ più alto di un 5. Gli do un 5,5 perché è rimasto dietro a tutti gli altri piloti Honda, a livello di podi”.

Johann Zarco: 6
“Dovrei dargli lo stesso voto di Marini, perché dovrei dargli un 8 per la prima parte della stagione, ma poi è diventato cieco di colpo e ha fatto una seconda parte di stagione bruttissima. Gli si può dare 6 perché ha vinto una gara, ma non di più”.

Brad Binder: 5
“A Binder devo dare un’insufficienza come a Bastianini, anche perché lui era nel team ufficiale. Nella situazione che c’era, le prime moto a essere state messe a posto erano la sua e quella di Acosta. KTM gli aveva dato una fiducia enorme con un contratto di 3 anni. Mi aspettavo di più da lui”.

Raul Fernandez: 6
“Gli do una sufficienza per la seconda parte di stagione, perché la prima parte era da 4: a un certo punto pensavamo di averlo perso. È un pupillo di Rivola, è andato in una struttura valida, con un team manager di grande esperienza come Davide Brivio, che ha lavorato molto su di lui. Gli do un 6, perché nella seconda parte dell’anno ha dimostrato di essere un bel pilota e quando si tratta della seconda metà, e non della prima come nel caso di Zarco, significa che hai lavorato bene per fare il risultato. Però il prossimo anno deve fare di più: la Top 10 non basta per fare il risultato”. 

Fabio Quartararo: 6


“È difficile dare un voto a Fabio, perché ha un talento esplosivo e va oltre quello che deve dare. Questo a volte è un bene per una Casa, perché ti porta davanti a un limite a cui non sai se ci sei, e a volte è un male, perché cadi, non arrivi in fondo e non porti dei dati. Gli do lo stesso una sufficienza, perché ha portato avanti da solo il lavoro, non si è mai tirato indietro e, anche se a volte ha esagerato guidando al 120%, ce la mette sempre tutta. Poteva vincere a Silverstone, senza quel problema tecnico, e lì gli si sarebbe potuto dare anche un 7”. 

Fermin Aldeguer: 6
“Gli do una sufficienza. Primo perché ha vinto il titolo di Rookie dell’anno e ha vinto anche una gara. Mi aspettavo meno da lui dopo il campionato devastante che ha fatto l’anno scorso in Moto2. Ha avuto la fortuna di capitare nel team privato che in questo momento è più forte di tutti, professionalmente, tecnicamente e anche dal punto di vista della gestione. Avere un team del genere fa tanto: significa avere un 30% che non conoscevi e che ti viene dato da loro, ma lui ha dimostrato di essere molto forte e potrebbe essere una bella sorpresa”.

Franco Morbidelli: 5
“Gli do un’insufficienza. Con ciò che ha fatto in passato e che poteva fare con questa squadra e con questa moto, mi aspettavo un Morbidelli diverso: con più podi e che poteva anche vincere un Gran Premio. Non gli si può dare 4 perché qualche podio lo ha fatto, ma con quella moto è un 5 più tendente al basso che all’alto. Incidenti come quelli di Portimao non li cancelli”.

Fabio Di Giannantonio: 5
Non posso dargli una sufficienza, perché me lo aspettavo come outsider. Avrà sicuramente avuto problemi anche lui con la moto 2025, però ha fatto dei Gran Premi che non sono alla sua altezza”.

Francesco Bagnaia: 4


“Mi verrebbe da dire che non è giudicabile, ma se devo dargli un voto è 4. Non gli do 5, perché è quello che ha fatto peggio di tutti con quella moto. È chiaro che ha patito Marquez dal primo momento, su questo non ci piove: tutto quello che prima era facile è diventato difficile e quello che prima era difficile è diventato impossibile. Non è possibile vedere una tiritera del genere, fino a fine campionato, con una squadra con cui si conosce a menadito. Ha sbagliato lui e in parte anche Ducati. Gli do tutte le scuse possibili ma, con quello che è successo, 4 mi sembra un buon voto. È un campione, che ha vinto due Mondiali, e ha patito un supereroe che gli hanno messo vicino, proprio nell’anno in cui (Marquez) sarebbe passato sopra a tutti con uno schiacciasassi pur di vincere”.

Pedro Acosta: 7
“Gli do più di Quartararo, perché lui è riuscito a portare in fondo a parecchie gare una KTM che aveva grossi problemi. È caduto tante volte, però, ha esagerato meno rispetto a Fabio. Lo ha fatto in poche gare, dove si sentiva di poter vincere o fare dei podi, e poi ha sbagliato. Ma nelle altre si è accontentato di fare 4°, 5° o un 3° posto stiracchiato. Magari la KTM lo permetteva e la Yamaha no, ma io gli do un 7 per quello che ha fatto vedere”.

Marco Bezzecchi: 8
“Un 8, minimo, se lo merita, perché non è un talento come Marc Marquez, Quartararo o Acosta, ma ha fatto vedere di aver fatto un salto incredibile a livello di testa. Non so se sia stata una fortuna o no il fatto che non essendoci Martin si è dovuto addossare tutto lo sviluppo, ma ha fatto lui il capo di Aprilia, portandosi dietro tutta la squadra. I grandi piloti fanno squadra, lo hanno dimostrato sia Marquez che Valentino, e lui è un pilota di quel tipo. È uno dei pochi piloti a far vedere di non aver paura di Marquez, anche quando gli è vicino. Poi è chiaro che Marquez è Marquez, ma è un 8 meritato. Scolpito nella pietra”.

Alex Marquez: 8
“Gli do lo stesso voto di Bezzecchi. Primo perché aveva già un team fortissimo, la squadra più bella che c’è in MotoGP. Secondo, perché aveva la moto migliore quest’anno. Per la prima parte di stagione gli avrei dato un 9. Poi però c’è stata la caduta ad Assen, in cui si è fatto male a un dito, e la sua stagione è cambiata in negativo. Ha fatto dei Gran Premi non belli, tanto è vero che in quel mini campionato che c’è stato dopo che Marc si è fatto male, ha vinto lui su Bezzecchi ma di pochi punti. È stato il primo antagonista di suo fratello, ma dopo quella caduta non lo è stato più nemmeno lui”.

Marc Marquez: 10 e lode con abbraccio universitario
A uno che arriva dall’inferno in quel modo, rinuncia ai soldi e a tutto, e va lì perché vuole fare lo schiacciasassi e lo fa, cosa gli vuoi dire? Potrei dargli qualcosa di meno per la caduta, ma non lo farò: 10 e lode con abbraccio universitario”.

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Daniela Piazza