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Marini: "Abbiamo perso le concessioni, questa sera festeggeremo"

"Per Honda era importante riuscirci. I test di martedì saranno cruciali, avremo tante novità da provare, anche se ormai siamo ai dettagli. Il GP? Mi è crollata la gomma posteriore"

MotoGP: Marini: "Abbiamo perso le concessioni, questa sera festeggeremo"

Honda ce l'ha fatta. Grazie al piazzamento conquistato da Luca Marini la Casa dell'Ala Dorata ha perso le concessioni tecniche per il campionato successivo e dunque dal 2026 se la dovrà giocherà alla pari con con Aprilia e KTM, appena una gradino sotto a Ducati. Seppure conscia di avere ancora molto da fare per competere al loro stesso livello, prevale la contentezza.

"E’ un settimo posto che conta tantissimo, quindi sono contento. È stato bello vedere i ragazzi al box felici, come pure il test team che ora potrà godersi più tempo a casa con la famiglia.  In particolare però mi ha fatto vedere i giapponesi molto soddisfatti visto che per loro questo era un obiettivo importante e ci tenevano tantissimo. Almeno stasera avremo qualcosa da festeggiare pur consapevoli di essere ancora lontani dalla nostra meta. Dobbiamo goderci la giornata”, ha dichiarato sorridente.

E’ stata la gara con più pressione dell’anno?
“No, alla fine è sempre uguale. Si cerca sempre di fare il miglior risultato possibile. Sicuramente gli ultimi giri in cui ero distante da Alex Marquez e da Aldeguer, così come da Miller che mi seguiva, ho rallentato il ritmo per non cadere,  considerato che con l’anteriore era diventata dura. In quel momento era più importante portarla a casa”.

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Sembrava avessoi più ritmo. Poi cosa è successo?
“Mi è calata molto la gomma dietro. Quando Fermin ha passato Jack ha spinto molto e ha preso vantaggio, mentre io, non appena ho tentato di superare la Yamaha, ho accusato un crollo della posteriore. Sapevo che il consumo dello pneumatico sarebbe stato cruciale, per cui sin dal primo giro ho cercato di gestire. Tuttavia non appena ho spinto un po’ sono rimasto stupito dal calo. A quel punto ho aspettato che succedesse anche a Jack e quando all’ultima curva è uscito male, ho preso la scia e l’ho infilato senza prendere rischi”.  

Il tuo è stato un weekend in crescita…
“Il mio capotecnico è riuscito a fare i giusti interventi, così come i ragazzi dell’elettronica, per cui da ieri a oggi abbiamo fatto un buon passo avanti. Anche se ieri nella Sprint ero riuscito a completare un solo giro, avevo riportato alcune sensazioni, come l’eccesso di impennamento dietro alle altre moto. Sapevo che si potevano aggiustare anche un paio di cose di elettronica ed infatti oggi ho guidato molto meglio. Grazie quindi a tutta la squadra perché il risultato relativo alle concessioni è merito anche del loro incredibile lavoro”.

C’è stato un momento decisivo per il recupero?
“Sì, sicuramente c’è stato anche se adesso non mi viene in mente. Di certo il motore nuovo ci ha fatto fare un importante passo avanti avendoci regalato un paio di decimi in rettilineo e tolto un po’ di fatica in curva, oltre a qualche rischio”.

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Questa è stata una stagione positiva per te non fosse che per quel podio mancato…
“Pazienza. Una top 3 non ci avrebbe cambiato un granché. Ciò che conta invece, è migliorare ed essere costantemente sul podio l’anno prossimo, fare un buon test martedì e un inverno rilassante e con progressi essendo un momento in cui si può fare molto. Espargarò è molto positivo in tal senso, ma io preferisco stare con i piedi per terra e vedremo come sarà dopo aver provare la moto. Da quanto so avremo degli aggiornamenti importanti in ogni area”.

Quale pista può essere ideale per la vostra moto?
“Non saprei, di sicuro una in cui c’è molto grip, per cui agli altri il posteriore spinge tanto sul davanti, mentre noi siamo rilassati e a caccia di un’aderenza ancora maggiore”.

In che fase siete dello sviluppo?
“Più novità ci sono meglio è in generale, ma noi non siamo più in quella fase dove abbiamo bisogno di grandi cambiamenti. Adesso dobbiamo concentrarci sui dettagli. Avere tre telai nuovi non ci farà migliorare quattro decimi. Dobbiamo semplicemente capire cosa ci manca e lavorare su quello specifico aspetto e poi passare agli altri visto che non manchiamo in una sola area”.

Photo Credit: Pier Luca Brunetti

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Chiara Rainis