Come vi abbiamo raccontato, dopo aver chiesto a gran voce e a più riprese l’abolizione della norma sul peso minimo moto+pilota, che da due stagioni gli impedisce di giocarsela ad armi pari con i suoi avversari, Alvaro Bautista è passato all’attacco e ha presentato alla Superbike Commission (composta da FIM, Dorna e dalla MSMA) una petizione antizavorra, per chiedere formalmente la soppressione della regola.
Una misura vissuta come una vera e propria forma di discriminazione dallo spagnolo, il più colpito tra i piloti del Mondiale Superbike, con circa 6 kg di peso extra da aggiungere alla sua Ducati Panigale V4 R.
I primi effetti della protesta di Bautista non si sono fatti attendere, portando a una frattura tra i piloti della classe regina delle derivate di serie, schierati a favore di Alvaro; e le Case costruttrici del campionato, tutte contrarie, eccetto Ducati, all’abolizione della norma.
Da anni al centro delle discussioni e delle polemiche, anche questa volta la regola sul peso minimo combinato moto+pilota si è rivelata una delle più divisive di tutto il paddock. Già in passato, infatti, avevamo assistito a una netto scontro tra chi, come Scott Redding, sosteneva la necessità di introdurre la norma per ridurre l’evidente vantaggio che lo spagnolo traeva dal suo peso in accelerazione. E chi, come lo stesso Bautista, riteneva che la regola sarebbe andata a svantaggiare ancora di più tutti quei piloti che, proprio per la loro corporatura e la minor forza rispetto agli avversari più pesanti, già faticano a muovere la moto e a farla curvare. Mettendo anche a repentaglio la loro sicurezza e quella dei loro colleghi.
Non solo SBK: il peso minimo combinato c’è anche in altre classi
Due visioni diametralmente opposte di una questione che continua a tenere banco in Superbike, ma che passa totalmente inosservata nelle altre categorie. Forse non tutti lo sanno, ma la classe regina delle derivate di serie non è l’unica ad avere in vigore il peso minimo moto+pilota, adottato anche in Supersport, in Supersport 300 e nel Mondiale Femminile. Seppur con qualche leggera differenza.
Il regolamento 2025 delle derivate di serie impone infatti, per la classe regina, un peso minimo della moto di 168 kg e un minimo di 80 kg di peso per il pilota. La zavorra viene decisa in base alla differenza tra il peso del pilota e il riferimento di 80 kg, che viene poi moltiplicata per un fattore di correzione di 0,5 e può arrivare fino a un massimo di 10 kg aggiuntivi. Per questo, un pilota come Alvaro, che pesa circa 68 kg, si ritrova con 6 kg di zavorra da dover aggiungere alla sua moto.
Per quanto l’iberico sia il pilota che più risente della norma sullo schieramento della Superbike, non è il più penalizzato in assoluto. Senza andare a scomodare Ana Carrasco, l’unica ragazza presente sulla griglia di partenza del Mondiale Supersport, un esempio lo troviamo in Nicolò Antonelli, che nella stagione appena conclusa ha dovuto montare 8 kg di peso aggiuntivo sulla Yamaha R9 del team VFT Racing. Questo per via del peso minimo combinato moto+pilota (sempre calcolato sul pilota in tenuta completa da gara) vigente in Supersport che, come si evince dalla tabella qui sotto, varia a seconda del modello della moto.
Più semplice fare i calcoli in un campionato come il Mondiale Femminile che, trattandosi di un monomarca, vede tutte le partecipanti in sella alla Yamaha R7 e mantiene la competizione equilibrata attraverso un peso minimo moto+pilota fissato per tutte a 227 kg.
Accorpando moto diverse tra loro, nella sua ultima stagione di vita, il Mondiale Supersport 300 ha invece adottato la medesima formula proposta in Supersport, con un peso combinato moto+pilota che varia a seconda della marca e del modello della moto.
C’è chi lo vorrebbe anche in MotoGP
Non c’è da stupirsi, visto che quasi tutti gli sport motoristici adottano un sistema di bilanciamento delle prestazioni, il cosiddetto Balance of Performance (BoP), per cercare di livellare le prestazioni di mezzi diversi tra loro, agendo su diversi parametri. Tra cui proprio quello del peso.
Non fa eccezione nemmeno il Motomondiale. Sia in Moto2 che in Moto3 esiste infatti un peso minimo complessivo per moto e pilota, pari a 217 kg per la classe intermedia e a 152 kg per quella più leggera. L’unica anomalia è rappresentata dalla MotoGP, che stabilisce soltanto il peso minimo della moto a 157 kg.
Anche nella classe regina del Motomondiale non mancano però i sostenitori del peso combinato. Ne è un esempio Luca Marini, che ha più volte sottolineato la necessità di introdurre anche lì un peso minimo combinato, per limitare gli svantaggi che i piloti più alti e pesanti traggono dal proprio peso.
Guardando al futuro, è quindi lecito aspettarsi nuove discussioni e polemiche. Al di là di come evolverà la situazione relativa alla petizione di Bautista,

