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Jerez: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Toprak completa la sua missione col botto e saluta la Superbike da Campione. Bulega ha già raccolto il suo testimone in un weekend che segna la fine di un’era tra lacrime e sorrisi

SBK: Jerez: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Una lunga cavalcata, durata otto mesi, che segna di fatto la fine di un’era tra lacrime, sorrisi, abbracci che si intrecciano. C’è chi resta e chi va, chi festeggia e chi applaude con l’onore delle armi. Un weekend, quello di Jerez, dove nulla e mancato e che si prepara a scrivere un nuovo capitolo della storia tra volti nuovi e altri già conosciuti.

IL BELLO – Toprak completa la sua missione, Maria si prende la rivincita di un anno fa e Benat coglie l’ultimo titolo della SSP300. A Jerez c’erano in palio tre titoli da assegnare e allora applaudiamo Razgatlioglu, Herrera e Fernandez, ovvero i campioni di questa stagione, che vanno a fare compagnia a Stefano Manzi. 

IL BRUTTO – Non è certo il finale che si meritava e che tutti noi speravamo di vedere. Quello di Jerez doveva essere l’ultimo ballo di Johnny Rea per chiudere una carriera da Oscar in SBK, invece il Cannibale non è nemmeno sceso in pista. Sabato è caduto, domenica mattina ci è ricascato, chiudendo in anticipo il weekend. Peccato, non resta che consolarci con l’uomo che abbiamo conosciuto, leggenda per sempre di questa Superbike. 

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IL CATTIVO – Possiamo capire il disappunto per quanto accaduto in Superpole Race tra Bulega e Toprak, ma di certo al parco chiuso si è superato di ben oltre il limite. Sputi, insulti, minacce, offese e spintoni. Di certo questo non è quello che vogliamo vedere in un paddock come quello della Superbike, i cui valori sono ben altri.

LA DELUSIONE – Siamo davvero delusi, perché oltre alla sfida per il titolo, c’era curiosità per quella legata al gradino più basso del podio. Danilo Petrucci è rimasto agganciato al terzo posto per tutta la stagione, ma sul più bello è dovuto uscire di scena: non per una caduta o un guaio meccanico, ma per un banale incidente in palestra. Petrux meritava di giocarsi quel posto fino all’ultimo e possiamo ben capire la sua delusione.  

LA CONFERMA – Il suo futuro ancora non lo conosciamo, ma Andrea Iannone ha confermato a Jerez quella crescita vista da Aragon in poi. Un weekend solido con tanto di podio come ultimo regalo a Go Eleven prima di congedarsi. Speriamo che questo weekend sia un arrivederci al prossimo anno. 

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L’ERRORE – Scontato, senza troppi giri di parole: Bulega che centra il malcapitato Toprak nella Superpole Race. Vogliamo però fermarci qua, senza aggiungere altro a quanto si è detto.

LA SORPRESA – A Jerez si è conclusa l’avventura di Xavi Vierge con Honda e lo spagnolo si è reso protagonista del miglior weekend di tutta la stagione. Sempre presente in top five con un podio tra l’altro accarezzato. Un bel modo di salutare e ringraziare. 

IL SORPASSO – Ci sono sorpassi che valgono una vittoria e altri addirittura un Mondiale. Giù il cappello di fronte alla magia di Benat Fernandez, che con una manovra al cardiopalmo nel corso dell’ultimo giro ha conquistato il titolo iridato della SSP300. Che pelo ragazzi! 

LA CURIOSITÀ – Nell’ultimo anno di vita della SSP300, c’è anche un pizzico di tricolore a sventolare. Merito dei ragazzi del team Prodina, capitanato dall’effervescente Riccardo Drisaldi, che conquista il suo storico primo titolo come squadra. Per loro solo tanti applausi.  

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Daniela Piazza