Jorge Lorenzo non è di certo uno di quei piloti che si annoiano dopo aver appeso il casco al chiodo. Ha mille interessi, fa tanti investimenti, porta avanti un podcast e si gode la vita a 360°. Ha sempre avuto il pregio e forse al contempo il difetto di dire esattamente quello che pensava senza filtri e questa dote lo sta aiutando molto anche ad affermarsi come uomo in grado di raccontare con un occhio particolarmente critico e competente la MotoGP di oggi.
Il nostro decano Paolo Scalera l'ha intervistato a Misano, parlando con Jorge di tantissimi argomenti. Questo è un estratto dell'intervista integrale che potete gustarvi su YouTube, magari presto Lorenzo sarà anche nel nostro Bar Sport e noi saremo nel suo Podcast Dura la Vita!
Tu hai corso quest’anno in squadra con Marc Marquez. Ti aspettavi che tornasse così competitivo?
“Mi aspettavo che fosse più difficile. Non avevo idea della differenza reale tra la moto Ducati 2023 e la 2024 che Marc non ha guidato. Quest’anno abbiamo potuto vedere che davvero c’era tanta differenza e Marc è un altro livello. Noi vedevamo Bagnaia e Martìn lottare davanti e non capivamo, ma Dall'Igna vedeva i dati e sapeva bene cosa scegliere”.
Come si vive mentalmente una stagione quando hai già vinto il mondiale e restano altre gare?
“Per una parte tendi a rilassarti e forse hai meno fame, dall’altra puoi guidare più libero, senza la pressione, divertirti e spingere di più. Devi bilanciare la fame di vittoria e il controllo per non esagerare e cadere”.
Il tuo arrivo in Ducati ha accelerato lo sviluppo della moto?
“Il grosso del lavoro l’ho fatto io in Ducati, dimostrando che la strada da seguire era quella giusta. Ho vinto tre gare di seguito e questo ha accelerato il processo di esplorare vie per rendere la moto più facile e guidabile per tutti i piloti”.
Com’è cambiata la Ducati rispetto ai tuoi tempi?
“Prima era impossibile inclinare la moto a lungo, dovevi raddrizzarla subito. Ora le Ducati sono guidabili come una Moto2, puoi inclinare molto e il pilota ha più libertà nella percorrenza”.
Hai guidato anche la Honda. Era più difficile da pilotare?
“Sì, e io non sono mai stato al 100% a causa di infortuni. Marc invece aveva esperienza dal 2013 e ha fatto la moto praticamente su misura per lui. Nonostante tutto, la Honda non era male, ma le curve erano più complicate e io avevo meno esperienza su quella moto”.
Come vedi il confronto tra Marc Marquez e altri piloti come Pecco Bagnaia e Martín?
“Marc è il migliore in questo momento. Pecco e Martín sono forti e possono competere, ma Marc resta un altro livello. In futuro ci saranno nuovi fenomeni, ma oggi nessuno può davvero raggiungerlo”.
Vuoi aggiungere qualcosa sul tuo podcast?
“Vi invito a seguire il mio podcast ‘Dura la vita’, ora anche in italiano. Parliamo di moto, curiosità e vita, e continuiamo a divertirci con le live e le chiacchierate sul mondo delle corse”.