Ad oggi quinto della classifica generale, Fabio di Giannantonio è approdato al Red Bull Ring rinvigorito da una pausa estiva giunta al momento giusto e più motivato che mai a dare fastidio alla coppia Ducati Lenovo Marquez - Bagnaia.
"Ci attende una parte di campionato molto lunga, per cui una piccola sosta in mezzo per ricaricare la batterie e capire cosa è andato bene e cosa male nella prima fetta di stagione era necessaria. Inoltre così ho avuto modo di allenarmi e migliorare la forma fisica", ha dichiarato alla vigilia.
Facendo un bilancio di ciò che è stato finora il suo Mondiale, il portacolori della VR46 Racing ha ammesso una parziale delusione. "Ho avuto tanti alti e bassi. Nelle prime corse soprattutto bassi, poi mi sono ripreso, ma ho pagato il fatto di non aver potuto prendere confidenza con la moto per via dell’infortunio. Adesso mi aspetto di avere una buona base da cui partire per essere più costante e salire più di frequente sul podio e lottare con i piloti ufficiali. Sarebbe stupido puntare al quindicesimo posto. Personalmente ho fatto qualche errore di troppo, qualche caduta qua e là, ma con il team stiamo crescendo e mi sento tranquillo perché stiamo costruendo qualcosa che ci rimarrà l’anno venturo", ha analizzato.
"Nonostante sia stata un po’ travagliata ci sono tante cose positive da trarre dalla prima parte di annata. In passato non ho mai avuto occasione di crescere all’interno della squadra perché la moto cambiava in continuazione ed era quella dell’anno precedente, adesso, invece, sento di lavorare per il futuro", ha spiegato meglio.
In questo periodo il pilota romano ha avuto occasione di visitare il circuito di Balaton che ospiterà la MotoGP la prossima settimana: “Hanno fatto un bell’impianto, nuovo e fatto bene, con tutti gli spazi giusti per i team. Il layout è particolare e divertante con la Panigale, ma ci sono due o tre chicane molto strette, anche un po’ troppo a mio avviso. Sono curioso di capire come entreremo con le MotoGP”.
A fronte di tali caratteristiche la sicurezza potrebbe rappresentare un’incognita. “Con queste moto un po’ tutti i tracciati hanno i muri vicini. In questo caso si poteva adottare soluzioni un po’ diverse, in quanto in molti punti le barriere sono davvero ravvicinate. Però alla fine si corre sempre, dunque speriamo che sia stato fatto un buon lavoro per poter essere sicuri”, la sua riflessione.
Infine in Austria farà il suo debutto il sistema di controllo della stabilità. “L’ho provato a Jerez dove si va sempre di traverso, ma non mi piace perché semplifica molto la vita in uscita di curva e la moto ha una derapata controllata. È certamente un aiuto, per cui mi aspetto prestazioni livellate con il pilota che non può più fare la differenza. Io lo userò, ma non sono un fan. Per quanto mi riguarda non avrei fatto richiesta di un dispositivo del genere perché ritengo che sia chi guida a dover gestire la stabilità. Forse per lo show sarà positivo, ma non per chi ama gareggiare”, ha bocciato la novità del weekend.