Dopo aver concluso sul terzo gradino del podio Gara 1 e Superpole Race, Alvaro Bautista ha terminato il suo weekend in Ungheria a terra, contro le barriere della curva 8. Eppure, a differenza di alcuni piloti, su tutti Iker Lacuona, che hanno lamentato una certa insicurezza dell’ineditotracciato di Balaton, per lo spagnolo della Ducati, il layout magiaro è in linea con gli standard imposti dal Mondiale dedicato alle derivate dalla serie.
“Dopo tutto quello che avevo sentito dire mi aspettavo di peggio ed invece sono rimasto piacevolmente sorpreso, specialmente dall’asfalto che presenta molto grip”, la sua riflessione a Motorsport.com. Per il ducatista spetta a chi guida gestirsi bene per evitare incidenti, in particolare alla prima chicane che nella prima corsa del fine settimana ha visto l’uscita di sei moto in un colpo solo.
“Non credo che quando ci correrà la MotoGP per loro sarà un problema. Chi gareggia in quella classe sa dove non deve rischiare. Diversamente dovranno stare molto attenti i ragazzi della Moto2 e della Moto3, specialmente al via. La curva 1 è vicina al muretto, così pure l’esterno di curva 5. In quelle due sezioni se qualcosa va storto può diventare pericoloso”, ha spiegato.
Entrando nel dettaglio delle peculiarità dei 4,08 km del circuito appena inaugurato il 40enne ha infine sostenuto: “Essendo lento favorisce le moto agili. Con le Superbike si mette la quinta soltanto in uno dei rettilinei, ma poi si scala subito. E’ probabile però che potendo modificare la rapportatura del cambio le MotoGP non arrivino nemmeno alla quinta”.