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Marquez a Brno balla da solo, è dominio di Marc o Ducati?

LA CLASSIFICA DI BRNO E DEL MONDIALE Otto vittorie su 12 Gran Premi disputati, 11 successi su 12 Sprint, per Marquez non ci sono più aggettivi: sta dominando

MotoGP: Marquez a Brno balla da solo, è dominio di Marc o Ducati?

Tre marche diverse sul podio, Ducati, Aprilia e KTM ma un solo vincitore seriale: Marc Marquez. Al quinto successo consecutivo, un record per Ducati, in una serie iniziata ad Aragon l’8 giugno scorso, anche a Brno l’otto volte iridato ha fatto il bello ed il cattivo tempo, in pista. 

Dopo il sorpasso su Marco Bezzecchi, all’8° giro, Marc non ha lasciato al principale avversario alcuna illusione di rimonta, abbassando i suoi tempi ogniqualvolta ne aveva bisogno dimostrando un controllo assoluto della gara. E dire che Bez non ha mai mollato, illudendosi di tenere sotto pressione un rivale che in realtà stava guidando con l’overdrive inserito. In assoluta e totale scioltezza.

E’ stata una gara veloce, nei tempi, ma lenta nello svolgimento perché non appena Pedro Acosta ha raggiunto la terza posizione superando un Bagnaia come sempre un po’ in bambola nelle prime fasi della corsa, le posizioni sono rimaste congelate. Perlomeno fintantoché Pecco si è svegliato sul finale recuperando sulla KTM dello Squalo. Ma era ormai troppo tardi per salire sul podio.

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Otto vittorie su 12 Gran Premi disputati, 11 successi su 12 Sprint, per Marquez non ci sono più aggettivi: sta dominando, ed è troppo semplice dire che la Ducati ha costruito la GP25 addosso a lui. Può essere che Marc abbia indirizzato lo sviluppo in una direzione a lui favorevole? L’ipotesi non è da escludere, eppure durante i test invernali entrambi i piloti, lo spagnolo e l’italiano, facevano a gara a dire di essere d’accordo sull’evoluzione.

Quel che è certo è che oggi senza di lui non si direbbe che la Ducati domina sulla concorrenza, ed è indubbio che l’Aprilia si sta avvicinando a grandi passi se riconosciamo che Marquez ha qualcosa in più, magari soltanto per esperienza e sicurezza, nei confronti di Bezzecchi.

A Brno, davanti al nuovo Ceo di KTM Gottfried Neumeister, anche la KTM ha offerto un bello spettacolo e, per voce del suo d.s. Pit Beirer, la sicurezza che la casa austriaca continuerà, e con gli stessi piloti, anche nel 2026. Il terzo posto di Acosta nel Gran Premio, la resurrezione di Enea Bastianini nella Sprint, e anche nel GP sino alla caduta - “meglio essere scivolato dalla quarta posizione che stando dietro. E la presenza di Neumaister mi ha dato molto spirito” - sono una boccata d’ossigeno per la prima casa europea che oggi si trova in terza posizione nel mondiale marche ad appena 12 punti dall’Aprilia. Poi, vabbè, la Ducati ha 243 punti di vantaggio sull’Aprilia, ma è anche vero che ha Marquez in squadra!

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Certo non stiamo assistendo a gare da cardiopalmo: chiunque fosse minimamente esperto di MotoGP si è reso subito conto che Marc dal secondo giro è rimasto alle spalle di Bezzecchi per 6 passaggi per semplice convenienza, poi ha fatto un altro sport.

Se il #93 balla da solo, oltre il quarto posto c’è un bel divario: a conferma della crescita della RS-GP il quinto posto se lo è aggiudicato Raul Fernandez, ma parliamo di sei secondi di distacco dal quarto e 10 dal vincitore.

In affanno, come al solito, le giapponesi, la migliore la Yamaha di Quartararo che ci mette una pezza ovunque arrivando ad un. Tiro di schioppo da Raul. Poi si sprofonda: Jorge Martin, assolto perché questa era la gara del suo ritorno, ha preso 14”. 

“La situazione è sempre più pesante per i tuoi avversari”, ha detto Andrea Dovizioso, a cui era stata chiesta una impressione sul suo ex rivale. E Marquez ha replicato: “vado bene dappertutto, asciutto, bagnato, curve a sinistra, un po’ meglio, ma anche a destra. Ho margine, e con Rigamonti ed il team ci capiamo sempre di più, mentre io ho capito maggiormente il metodo di lavoro di Ducati rispetto a quello del team Gresini, per via del fatto che ci sono più ingegneri nel box. Ho margine? Beh, ci sono quei due, tre decimi che si utilizzano quando servono”, ha sorriso.

Un sorriso che purtroppo non ha mai avuto sul volto suo fratello, Alex, che ha lasciato Brno a zero punti. Un favore inatteso per Bagnaia che recupera 12 punti sul pilota del team Gresini, anche se il minore dei Marquez mantiene un vantaggio sull’ufficiale Ducati di 48 punti. Quel tanto che basta per farci pensare che l’unico obiettivo di Pecco, distante 120 lunghezze da Marc, sia quello di chiudere il mondiale alle spalle del compagno di squadra.

“Bisogna vedere quanto condiziona Bagnaia la Ducati di quest’anno e quanto, invece, la presenza di Marquez in squadra”, ha chiosato Dovizioso. Un dubbio che hanno in molti.

Photo: ©PierlucaBrunetti

 

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Paolo Scalera