Per Jorge Martin è arrivato il momento per tornare a correre e per parlare di tutto quello che è successo durante la sua assenza. Dopo l’infortunio in Qatar, non solo il campione del mondo è stato lontano dai GP, ma anche pensato di liberarsi dal contratto che lo lega ad Aprilia anche per il prossimo anno. Oggi, in una speciale conferenza stampa organizzata per il suo ritorno, ha potuto chiarire tutto quello che è successo in questi mesi.
Martin anticipa la domanda che tutti vogliono fargli: “Sono veramente contento essere di nuovo qui, ho avuto 6 o 7 mesi molto difficli per me, ho sofferto tanto. Posso essere anche contento di dire che continuerò in Aprilia anche nel 2026”.
Come mai hai cambiato idea?
“Voglio spiegare un po’ quello che successo, così sarà tutto più facile. Dopo il primo, il secondo e poi il terzo infortunio, uno peggio dell’altro, ho iniziato ad avere molto dubbi, non solo sul futuro ma anche su me stesso. In quel momento ho dovuto prendere decisione ed era quella di potere guidare l’Aprilia più gare, altrimenti avrei fatto valere la clausola. Aprilia ha negato la prima possibilità e li capisco e li rispetto. A quel punto ho iniziato a lottare per quello che era la cosa migliore per me, andare in un altro progetto. Avrei potuto continuare in questa lotta, ma nella vita bisogna prendere delle decisioni ed ora è quella di stare qui. Ho visto che Marco e Aprilia hanno fatto un fantastico lavoro, non sono un idiota, so che insieme possiamo avere un ottimo potenziale e sono pronto per quello che succederà”.
Parlaci del tuo test a Misano.
“Mi sento preparato dal punto di vista delle condizioni fisiche, penso di essere nella migliore forma di sempre in tutta la mia vita. Ho bisogno di tante ore in moto, sulla mia RS-GP. Ho approfittato del tempo per lavorare su di me e mi sento un pilota migliore. Il test è stato fantastico, abbiamo lavorato molto sulla posizione in sella e continueremo anche qui Brno. Mi sento bene, ho trovato una moto un po’ diversa da quella che avevo guidato in Qatar, devo ringraziare Marco e Aprilia per questo”.
Hai qualche rimpianto per tutto quello che è successo?
“Non ho rimpianti. Tutto quello che ho fatto è quello che pensavo fosse il meglio per me e mio futuro. Nessuno può capire cosa succede in un ospedale, quando hai 12 costole rotte e non riesci a dormire, quello che è passato per la mia mente. Ho pensato solo a cosa fosse meglio per mio futuro”.
Perché volevi andare in Honda? Aprilia è più competitiva.
“Honda era un’opzione, ma non l’unica”.
Come pensi siano ora i tuoi rapporti con Aprilia?
“Una relazione è come un ottovolante, hai dei bassi, dei litigi, ma ti piaci e lavori per gli obiettivi comuni, questa è la situazione ora. Non posso dire che non sia successo niente, c’è stato un grande litigio, ma ora vogliamo stare insieme e vincere insieme, è questo importante. È possibile innamorarci di nuovo”.
Perché hai avuto dei dubbi per continuare insieme?
“Quando avevo firmato il contratto, avevo voluto avere sicurezza. Non avevo guidato quella moto a causa degli infortuni e volevo provare cosa avrei potuto fare io in sella. Avevo una possibilità e ho fatto una scelta. Essere in ospedale non ha aiutato, con una stagione normale forse non sarebbe successo nulla. L’importante e che io sia qui e che la questione sia chiusa”.
Sembri entusiasta.
“Sono entusiasta. L’unica cosa è che non mi piace essere qui da solo sul palco, è strano (ride). Non vedo l’ora di iniziare”.
Cosa ti ha fatto cambiare idea?
“È stato un insieme di cose. Volevo che fosse tutto chiuso prima di tornare a correre, non venire qui mentre stavo lottando con Aprilia. Non posso andare in pista pensando ad altro. Poi ho guardato ai loro miglioramenti. Nei test e in Qatar era stato tutto brutto per me, per via delle cadute e degli infortuni. Poi ho visto come Aprilia mi aiutato, accolto nell’All Star a Misano, tenuto al sicuro e ho cambiato il mio pensiero”.
Non pensi che il tuo team possa avere sofferto questa situazione? Ti sei scusato con loro?
“Quando torni nel paddock dopo tutto quello che è successo, senti un po’ di tensione, ma alla fine possiamo parlare. Se ho fatto qualcosa sbagliato, possiamo parlarci. Non mi sono scusato perché non ho niente per cui scusarmi, era una decisione per la mia carriera e adesso siamo insieme. Se potrò fare qualcosa per migliorare il nostro rapporto, lo farò. Per me importanti sentirmi in famiglia, lavoro per quello”.
Hai già parlato con la tua squadra?
“Ho parlato con il mio team, con il test team, con Massimo. Non sarà facile, non mi aspetto un tappeto di rose, ma è andata così e darò il mio meglio per ottenere ottimi risultati insieme”.
Con il senno di poi, avresti fatto qualcosa di diverso?
“Non sei mai preparato a quello che succede nella vita. Affronti sempre diverse situazione, alcuni che non ti aspetti e quanto arrivano non è facile accettarle. Il Qatar è stata una di quelle. Solo mio papà e mia fidanzata sanno quello che ho passato, fisicamente e mentalmente, per me essere qui dimostra la mia correttezza e mi dà motivazione”.
Ti aspettavi che Aprilia ti lasciasse andare senza lottare?
“No, ma non voglio continuare a parlare di questo. Non sono un’idiota, so che avevamo visioni diverse. La cosa importante è essere qui e ho già spiegato cosa è successo”.
Il rispetto reciproco aiuterà a ricostruire il rapporto?
“Se litigio fosse stato più aggressivo, poi sarebbe stato più difficile tornare a lavorare insieme. Entrambi siamo stati molto onesti uno con l’altro fin dal primo giorno e lo siamo anche adesso. È momento di mettere la testa bassa e tornare top”.
Questi mesi ti hanno fatto crescere?
“Ho faticato a mantenere la fiducia in me stesso quando ero in ospedale. Non pensavo di avere tutto questo coraggio e ora lo avrò per sempre”.
Senti di dovere un grazie ad Aprilia?
“Sì, per tutto lavoro che fatto sulla moto e forse in futuro, se vinceremo insieme, ringrazierò Massimo per tutto quello che ha fatto per tenermi qui. L’opportunità che ci siamo dati lo scorso anno è grandiosa, ora ce ne daremo un’altra per lavorare su questo progetto. È il momento di lavorare”.
I dubbi sono spariti?
“Quando ero in ospedale non sapevo se avrei potuto correre ancora. Sono stati 5 o 6 giorni difficilissimi, parlavo con la mia fidanzata, con mio papà, a volte con Aleix. Non sapevo se sarei potuto tornare a correre e sei poi sarei stato veloce. Non erano dubbi sull’aspetto personale, ma professionale”.
È stato più difficile che l’infortunio di Portimao nel 2021?
“Nulla a che fare. Quando sei più.. ignorante, più giovane , pensi solo a guarire e a tornare in moto. Ora mi circondava tutta questa nuvola di pensieri, sei più importante e tutti parlano di te. Anche l’infortunio è stato più grave, ma ho imparato da quello che è successo e se capiterà ancora andrà meglio”.
L’opinione pubblica non è stata tutta dalla tua parte…
“I tifosi sono importanti, il motore della nostra vita. Posso capire la loro opinione e posso solo dire che ho fatto quello che pensavo fosse il meglio per la mia vita e per mio futuro. Magari alcuni torneranno dalla mia parte, ma sono concentrato sulla mia famiglia e sulla mia gente”.
L’intervento di Ezpeleta ha bloccato la tua ‘fuga’?
“Rispetto la posizione di Carmelo, è il grande boss. Questo è tutto”.
È stato un errore dare in pasto ai media tutta la vicenda?
“Con Aprilia abbiamo parlato privatamente. Poi loro hanno avuto la loro strategia, noi la nostra e alla fine siamo di nuovo insieme”.
Quando potrai tornare a lottare davanti?
“Non lo so, è impossibile saperlo. Non voglio speculare sui risultati, sono qui per recuperare, ma soprattutto sono qui per correre, non per fare giri. È importante correre a Brno prima della pausa estiva per poi lavorare su quello che mi manca. Ci sono ancora tante gare prima della fine del campionato per salire sul podo e vincere”.
Puoi farcela?
“Posso tornare al mio livello, ma devo capire quanto sia aumentato quello generale. Ho corso solo una gara in 9 mesi, è quello il maggiore problema, mi mancano 6000 Km e devo avere pazienza. Non so se domani sarò 3° o 15°, vedremo, intanto sono contento di essere qui”.
Hai ricevuto messaggi da qualche pilota?
"Si, da tanti piloti. Quello che mi ha colpito di più è stato quello di Marc Marquez, che mi ha detto di non prendere nessuna decisione mentre ero infortunato. Riceverlo da lui è stato bello per me".
E' stato importante ricevere l'affetto dei tifosi durante l'Aprilia All Stars?
"Molto importante. Ero preoccupato prima di andarci, non sapevo cosa aspettarmi ed avevo anche paura che magari qualche tifoso potesse colpirmi. Ma ho avuto sostegno da tutti ed una piccola parte di me di certo è cambiata con quell'affetto, mi sono convinto".
Photo © Pier Luca Brunetti