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Aldeguer: "Nel 2027 guiderò la Ducati. Bagnaia? Preferisco guardare chi mi precede"

"Mai avrei immaginato di conquistare un podio tanto presto, ma non è ancora il momento di pensare ad un duello con Alex Marquez. Il sogno? Sarebbe bello diventare il più giovane vincitore di sempre nella top class"

MotoGP: Aldeguer: "Nel 2027 guiderò la Ducati. Bagnaia? Preferisco guardare chi mi precede"

Fermin Aldeguer è il pilota del momento. Dopo un avvio di stagione volto tutto ad imparare i segreti della MotoGP e della sua Ducati e dunque con tanti alti e bassi, a Le Mans, nella domenica magica di Zarco e della Honda, ha firmato un terzo posto esaltante quanto insperato.

“Se qualcuno ad inizio anno mi avesse detto che al mio sesto GP nella  classe regina sarei salito sul podio non ci avrei creduto, ha confessato al podcast in lingua spagnola di Motorsport.com.

E siccome l’appetito vien mangiando  fresco di questo esaltante risultato il talentuoso portacolori della Gresini Racing non ha nascosto di avere ambiziosi piani per il futuro. “L’obiettivo per qualsiasi debuttante corra per un team satellite è quello di essere promosso in una squadra ufficiale e la mia fortuna è che il mio contratto è legato a Ducati. In questo campionato  sto avendo a disposizione una moto che più o meno è la stessa di Bagnaia e Marquez. Considerata la  mia età e questo tipo di accordo, sono in vantaggio sugli altri”, ha confessato.

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La liaison con Borgo Panigale si prospetta lunga. “Per adesso la collaborazione dovrebbe durare quattro anni con opzione per altri due. Se andrò bene dovrei salire sulla Desmosedici ufficiale nel 2027. Il piano è questo, poi si vedrà”, ha spiegato.

Ad aiutarlo a farsi le ossa ci sta pensando anche il vicino di box Alex Marquez. “Mi ha aperto la porta in maniera incredibile. Me lo aspettavo conoscendo la persona, ma sta facendo ancora di più. In un’occasione cambiò idea all’ultimo minuto su quale gomma montare e venne a comunicarmelo ancora mezzo svestito per rassicurarmi che non mi aveva dato un’indicazione sbagliata prima per fregarmi”, ha svelato.  

Incoraggiato da una top 3 arrivata in condizioni complesse e in anticipo sulle previsioni, guardando all'appuntamento di Silverstone ha sostenuto con una certa maturità: "Ci arrivo più motivato, però non si vive di passato. Se la corsa si fosse svolta sull'asciutto io sarei stato lì ugualmente come avevo dimostrato nella Sprint, ma Bagnaia avrebbe fatto qualcosa meglio e pure il mio compagno di squadra che è caduto. Domenica è prevista pioggia? Sarebbe fantastico poter diventare il più giovane vincitore di una gara nella massima categoria".

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Sogni a parte, il talento murciano ha presto rivisto in ottica più concreta i suoi obiettivi: "Punto ad entrare subito nel Q2 e poi a chiudere le corse tra i primi dieci.  Un duello con Alex? Lui si sta giocando il titolo, io sto imparando, quindi non credo sia ancora il momento. Rispetto a me possiede più esperienza e ritomo, almeno un paio decimi che ultimamente hanno fatto la differenza. Terminato l'apprendistato potrò battagliare con lui. In Francia non si è dimostrato a suo agio come al solito, io invece mi sono sentito subito bene, ma la pista inglese favorisce il suo stile di guida, di conseguenza  osserverò con attenzione quello che fa".

Per lo spagnolo è chiaro cosa manca per essere un pilota più completo ed incisivo. "Devo migliorare in ingresso curva, in velocità nelle curve rapide, in uscita e nel sollevare la moto, così da poter sfruttare al massimo il potenziale della Ducati. Qualche progresso l'ho fatto, ma manca ancora un po'. La telemetria di Marc? La guardo, da tutti si può apprendere. Quella di Bagnaia? E' terzo nel Mondiale, ma non presto molta attenzione ai suoi dati perché spesso nelle prove l'ho preceduto e io preferisco guardare chi ho davanti", la chiosa finale.

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Chiara Rainis